PETR DEMJANOVIC OUSPENSKY.
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LA QUARTA VIA.
Parte 2.
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Titolo originale: THE FOURTH WAY. 1957.
Traduzione di: PAOLO VALLI.
1974. Casa Editrice Astrolabio, Ubaldini Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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LA QUARTA VIA.
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Discorsi e dialoghi secondo l'insegnamento di G. I. GURDJIEFF.
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CAPITOLO 5.
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Sarebbe bene se, di tanto in tanto, cercaste di ricapitolare nella vostra mente ci che avete ascoltato finora; perch, dopo aver partecipato per qualche tempo alle conferenze e alle conversazioni, si comincia a dimenticare la cronologia delle idee, ed  importante ricordare lordine in cui queste vengono date. Di tutto quello che avete ascoltato, lidea pi importante  che con una certa conoscenza e con determinati sforzi luomo si pu sviluppare, pu completare se stesso.
Lo sviluppo delluomo, se  un processo (non  assolutamente obbligatorio), passa attraverso alcune fasi o gradini ben definiti. Se tornate al principio, ricorderete quanto  stato detto circa lassenza di consapevolezza nelluomo e il fatto che, allorch un uomo se ne rende conto, questa comprensione gli d la possibilit di acquisire consapevolezza, e vi accorgerete che questa  la direzione in cui luomo si pu sviluppare. Finch non si rende conto di essere semplicemente una macchina e che tutti i suoi processi sono meccanici, egli non pu cominciare a studiare se stesso poich questa comprensione  linizio dello studio di s. Perci lo studio deve cominciare in questa maniera: dobbiamo renderci conto di non possedere consapevolezza di noi stessi, di non poter essere consapevoli di noi stessi nei momenti di azione o di pensiero. Questo  il primo passo.
Il secondo passo consiste nel renderci conto che non conosciamo noi stessi, che non conosciamo la nostra macchina e come funziona. E il passo successivo sta nel comprendere che dobbiamo studiare metodi per lo studio di noi stessi. Ci osserviamo durante tutta la nostra vita, ma non sappiamo cosa significhi osservazione di noi stessi. La vera osservazione di s deve essere basata sui fatti. Quindi uno dei primi punti : come ricordare se stessi, come essere pi consapevoli?
Non  sufficiente ammettere questassenza di consapevolezza in noi stessi; bisogna vederla nei fatti reali, verificarla mediante losservazione personale. Non ci rendiamo conto di cosa sia consapevolezza e di cosa ci implichi. Se uno diventa consapevole per mezzora,  incredibile cosa egli pu vedere ed apprendere. Questo perci  uno scopo in s, a causa di ci che esso porta, ed esso significa anche un passo verso la consapevolezza obiettiva.
 necessario parlare un po di questo, di ci che intendiamo con i quattro gradi di consapevolezza che luomo possiede. Se li prendiamo dal punto di vista della percezione della verit, allora nel sonno non possiamo conoscere la differenza tra ci che  vero e ci che non  vero. Le cose che vediamo nei sogni sono tutte simili. Nello stato di veglia abbiamo gi maggiore opportunit di distinguere la differenza tra le cose: la forma delle cose  scorta dal nostro occhio, la superficie delle cose dal tatto, e, in una determinata misura, possiamo orientarci mediante le percezioni dei nostri strumenti sensori.
C quindi un elemento obiettivo, ma noi stessi rimaniamo soggettivi per noi stessi. Allorch diveniamo consapevoli di noi stessi, diveniamo oggettivi per noi stessi e nella consapevolezza obiettiva possiamo percepire la verit obiettiva di quasi tutto. Questi sono i gradi di consapevolezza.
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D. Dobbiamo cambiare la nostra conoscenza allo scopo di vedere le cose come sono realmente e di percepire la verit?
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R. No, in questo stato di consapevolezza non possiamo arrivare alle cose come sono; dobbiamo cambiare il nostro stato di consapevolezza. Ma possiamo eliminare alcuni strati di menzogne. Le cose sono avvolte da menzogne. Noi possiamo togliere uno, due o tre veli, e arrivare pi vicini alle cose reali.
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D. Non mi  chiara la consapevolezza superiore. Potremmo almeno sapere come dobbiamo pensarla?
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R. Ci rendiamo conto della possibilit di consapevolezza superiore quando ci rendiamo conto che non siamo affatto consapevoli. Siamo consapevoli soltanto in rari momenti, senza possibilit di controllo. Ora siamo in due stati: nel sonno e semidesti. I paragoni teorici degli stati di consapevolezza e le descrizioni a parole non ci aiuteranno; ma, quando cominciamo a destarci, ci renderemo conto dello stato in cui ci troviamo ora.  necessario trovare momenti di ricordo di noi stessi; in questi momenti, vedrete la differenza. Mediante lo studio di voi stessi vedrete che potete essere vicinissimi al sonno, o vicini alla consapevolezza di voi stessi. Lo studio quindi comincia con lo studio di questi diversi stati in noi stessi.
Per esempio, quando prendiamo noi stessi per uno solo  o non pensiamo a ci  allora siamo quasi addormentati. Ma quando cominciamo a dividere noi stessi e a sapere che a ogni momento  soltanto un io o un gruppo di io che parla, allora siamo pi vicini alla consapevolezza di noi stessi, pi vicini ai fatti obiettivi.
Esistono diversi modi di studiare la consapevolezza in se stessi. Al principio la prima cosa sta nel rendersi conto che non si pu essere consapevoli quando lo si vuole. Il tempo migliore per rendervi conto di ci  dopo che avete parlato o fatto qualcosa. Supponiamo che abbiate parlato di qualche affare importante, o scritto una lettera; allora chiedetevi: Ero conscio in quel periodo di tempo?. La seconda cosa, al principio, sta nel rendersi conto che non siete uno solo, che avete parecchi io differenti.
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D. Come fa uno a riconoscere quando  conscio di s?
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R. Ve ne accorgerete;  una sensazione del tutto diversa. Se cercate di essere consapevoli per un momento, e poi lo confrontate con un altro momento in cui non avete cercato di essere consapevoli, vedrete la differenza. Non pu essere descritta. In un determinato momento siete consapevoli di voi stessi, in un altro non lo siete: fate delle cose, parlate, scrivete e non siete consapevoli. Dovete ricordare soltanto ci che  stato detto proprio fin dal principio che dobbiamo studiare non soltanto gli stati di consapevolezza ma anche gli ostacoli alla consapevolezza. Quindi dobbiamo studiarli per poi rimuoverli. Tutti questi ostacoli sono in noi stessi. Non possiamo mutare le circostanze esterne, dobbiamo prenderle come sono e cambiare internamente in queste circostanze.
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D. Se vi osservate per un momento, siete consapevole in quel momento?
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R. Non necessariamente; pu essere del tutto meccanico. Ma se siete consapevoli al momento stesso in cui osservate, la linea della vostra attenzione rassomiglier a due frecce, una indicante lattenzione diretta sulla cosa che osservate e laltra su voi stessi.
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D. Non posso comprendere il nesso tra osservazione di s e ricordo di s. Come cominciare, cosa fare? 
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R. Ricordare voi stessi  un tentativo di essere consapevoli di voi stessi. Losservazione di s  sempre diretta a qualche precisa funzione: osservate o i vostri pensieri, o i movimenti, o le emozioni, o le sensazioni. Essa deve avere un oggetto preciso che voi osservate in voi stessi. Ricordare voi stessi non vi divide, dovete ricordare lintero,  semplicemente la sensazione dellio, della vostra stessa persona. Essi possono venire assieme, particolarmente in stadi successivi, e allora sarete capaci di farli entrambi allo stesso tempo: osservare qualcosa di preciso, o riconoscere manifestazioni in voi stessi, e ricordare voi stessi; ma al principio le due cose sono diverse.
Cominciate con losservazione di voi stessi  questa  la maniera normale  e attraverso questa vi rendete conto di non ricordare voi stessi. Quando vi rendete conto di ci, e che in momenti molto rari ricordate voi stessi, allora qualsiasi persona che non  decisamente prevenuta sar capace di comprendere che  possibile aumentare questi momenti di ricordo di s. E allora cercate di farlo.
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D. Mi riesce difficile decidere se realmente osservo me stesso o se soltanto ricordo le cose dopo.
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R. Al principio non esiste particolare necessit di preoccuparsi se  questo o quello; limitatevi a fare ci che potete: o ad osservare in quel momento, o a ricordarlo immediatamente, o ricordare dopo un po di tempo. Ma in seguito coglierete momenti particolari in cui siete consapevoli di voi stessi proprio nel momento in cui accadono le cose. Ci sar ricordare voi stessi.
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D. Come si fa a conoscere i risultati miracolosi che seguono il ricordare se stessi?
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R. Vedete, ci  collegato con lintera idea dello sviluppo, con la possibilit di cambiare essere. Questa  una delle prime cose che dovete comprendere: luomo non  obbligato a rimanere com; egli pu cambiare. Esistono vari gradi di uomo che possono essere raggiunti dopo lungo e assiduo lavoro. Se possiamo essere pi consapevoli, ci far funzionare centri superiori. Il funzionamento di centri superiori sar miracoloso sotto parecchi aspetti. Lidea di ricordare se stessi entra in parecchi sistemi e insegnamenti di scuola, ma non si trova al posto giusto, non viene mai messa per prima. Questo sistema invece dice che non ricordate voi stessi e che, se comprendete che non ricordate voi stessi, sarete capaci di ottenere qualcosa.
La consapevolezza di s  il massimo cambiamento possibile, perch nelle ordinarie condizioni di vita nessuno  consapevole di se stesso e tuttavia nessuno se ne accorge. Se tutti quelli che stanno qui si chiedessero sinceramente se sono consapevoli di se stessi dovrebbero rispondere che non lo sono. Nessuno  consapevole. Tutta lidea  di essere consapevoli di voi stessi in questo posto, in questo momento. Questo  il principio, perch uno deve cominciare da qualche parte.
In seguito, ci pu prendere forme diverse, parecchie altre cose possono esservi incluse. Nulla lo pu descrivere:  materiale per losservazione e per lo studio. Le descrizioni non sono di aiuto; bisogna praticare. Normalmente nessuno ricorda se stesso, nessuno  consapevole di se stesso. Questo  lo stato ordinario di un essere umano, di un uomo-macchina. Ma se egli lo sa, se ne rende conto e ci riflette sopra, ci diviene possibile. Soltanto che, da principio, il ricordare se stesso  molto lento a venire ed  molto breve, con lunghi intervalli di non ricordare.
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D. Lo stato ordinario di prontezza di mente  una caratteristica essenziale di uno stato di ricordare se stessi?
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R. No, non potete prenderlo cos: esso  troppo piccolo.  uno stato diverso, pi diverso dal nostro stato presente di quanto il nostro stato presente lo  dal sonno fisico; ma anche il confronto del sonno con lo stato ordinario vi offre qualche possibilit di comprendere la differenza. Allorch siete addormentati, il vostro mondo  limitato dalle sensazioni reali, ma quando vi destate e vi trovate nel mondo obiettivo (sebbene vediate questo mondo in categorie soggettive), esso  assai meno limitato. Quando per vi rendete conto che questo non  risveglio completo, che in realt siete meno che semidesti, comprenderete che se vi destate completamente vi troverete in un mondo ancor pi ricco, vedrete e comprenderete parecchie delle sue caratteristiche che ora passano inosservate.
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D. Vorrei sapere se ricordare noi stessi, almeno in una prima fase, dovremmo aspettarci che consista in una sterile cessazione di attenzione per qualsiasi altra cosa che non sia noi stessi?
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R. In una prima fase pu essere soltanto un rendervi conto che non ricordate voi stessi. Se ci rendiamo conto di quanto poco siamo consapevoli, allorch lo ricordiamo, lo sentiamo e comprendiamo cosa significhi, allora possiamo comprendere ci che significhi ricordare noi stessi. Se vi rendete conto dellimportanza di questo fatto e tutto quello che esso implica, ci non sar sterile. Ma se non ve ne rendete conto, allora avete ragione, sar sterile. Sar semplicemente uno strano esercizio che non porta da nessuna parte.
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D. Il ricordare se stessi viene automaticamente allorch ci si rende conto che non si pu ricordare se stessi?
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R. Questo  ricordare se stessi. Non potete fare il passo successivo senza ricordare dove siete.  lo stesso processo, la stessa cosa. Pi vi rendete conto di quanto sia spiacevole e pericoloso essere una macchina, maggiori possibilit avete di cambiare.
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D. Come?
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R. C sempre qualcosa che possiamo fare in certi momenti. Dovete conoscere questi momenti, cosa fare e come. Stiamo studiando delle porte. Ricordare se stessi  una porta. Se la percezione che non ricordiamo noi stessi diviene continua, allora possiamo ricordare noi stessi. Ogni giorno potete trovare tempo per rendervi conto che non ricordate voi stessi. Ci vi porter gradualmente a ricordare voi stessi. Non intendo ricordare che non ricordate voi stessi, ma rendervene conto. Ripeto, non  utile cercare definizioni, queste renderebbero la comprensione soltanto pi difficile. Ci che  realmente utile per comprendere  confrontare i diversi gradi di consapevolezza entro il nostro stato ordinario, perch anche nel nostro stato ordinario di consapevolezza relativa esistono gradi diversi, livelli diversi: possiamo essere pi vicini al risveglio o pi lontani da esso.
Possiamo scorgere differenze cos grandi in noi stessi; allorch apprendiamo veramente ad osservare che ci mostreranno le possibilit che abbiamo.  lunica cosa indubbia. Lo spostarsi pi verso una riva, o pi verso laltra, crea due diverse possibilit: una  sviluppo, laltra  decadenza.
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D. Ci avete chiesto di non accettare nulla senza dubitarne. Vi risulta che questi stati superiori di consapevolezza sono stati realmente raggiunti?
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R. Ma certamente. In primo luogo, possiamo trovare descrizioni nella letteratura di come persone mistiche e religiose siano giunte alle stesse cose. La somiglianza delle descrizioni di queste esperienze ne  la prova migliore. Persone di ogni genere, in diversi paesi, a distanza di migliaia di anni, viventi in condizioni diverse, sono arrivate allo stesso tipo di esperienza percorrendo determinate strade. Poi potete trovare parecchi individui che hanno esperienza personale di questo genere, e questo prova che esistono stati completamente diversi di percezione e reazione. Non  quindi unipotesi.
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D. Recentemente ho avuto una stranissima esperienza. Stavo parlando con unamica, cercando di essere consapevole di me stesso. Allimprovviso, ho visto con grande chiarezza la mia amica e mi sono reso conto che prima di allora non lavevo in realt vista affatto.
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R. Questa  unottima osservazione; accade proprio cos. Allorch cercate di essere consapevoli di voi stessi, per un momento divenite consapevoli e scorgete cose che prima non vedevate. Se poteste mantenere questa consapevolezza per, diciamo, dieci minuti, vedreste parecchie cose che vi sbalordirebbero. Guardiamo con i nostri occhi e non vediamo; ma se diveniamo consapevoli, cominciamo a scorgere cose di cui non avevamo idea. Ci  del tutto normale sempre che non consentiate interferenze allimmaginazione. 
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D. Lavorando per raggiungere la consapevolezza sulle linee di questo sistema arriva un improvviso cambiamento o illuminazione?
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R. Improvviso? No. Cosa significa improvviso? Vedete, nel processo di crescita dellunit, quando questo processo  in corso da lungo tempo, in un certo momento difficile vi potete sentire diversi. Pu sembrare improvviso, ma in realt non  cos.  il risultato di precedenti sforzi.
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D. Se la potenzialit per la consapevolezza obiettiva  la condizione normale delluomo, come mai soltanto pochi possono svilupparsi?
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R. Allorch cercate di muovere il primo passo verso la consapevolezza obiettiva, che  guadagnare consapevolezza di s, e vi accorgete quanto sia difficile e quante forze lavorino contro di essa, quanti ostacoli si frappongano, non avrete dubbi che soltanto pochi possano raggiungerla: che  una possibilit, ma una possibilit remotissima. Esistono troppi ostacoli: pigrizia, menzogna, inerzia. Ci piace dormire.
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D. Come e perch luomo  divenuto questo essere di falsi valori?
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R. Cosa intendete per falsi valori? Questo  un concetto relativo: da un punto di vista essi possono essere falsi, da un altro veri. Voi potete scoprire soltanto per voi stessi se lo sviluppo delluomo  unidea astratta o la verit. Dovete essere voi stessi ad arrivare a un altro punto di vista. Se vi rendete conto che il cambiamento  possibile soltanto attraverso il risveglio, allora ci diviene un fatto, in quanto potete scorgere piccoli gradi di risveglio in voi stessi.
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D. Se luomo non ricorda se stesso, ci significa che egli non ha consapevolezza?
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R. Voi non ricordate voi stessi; non luomo, ma voi. Se tentate e non riuscite, ci non significa che non avete consapevolezza, ma che non ne avete abbastanza. La vostra propria esperienza, sebbene limitata, pu da sola mostrarvene il grado. Quando usiamo il termine consapevolezza di s intendiamo un determinato grado al di l del nostro ordinario ammontare di consapevolezza. Abbiamo una certa quantit di consapevolezza ma non  sufficiente a farci uscire dal nostro stato. Se non avessimo una sola goccia di consapevolezza, rimarremmo come siamo.
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D. Come  possibile riconoscere il ricordare se stessi se non lo facciamo mai?
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R. Per prima cosa va riconosciuto dalla mente ci che esso significa e ci che significherebbe averlo; poi deve essere compreso che uno pu trovarsi a distanze diverse da esso. Supponete che uno non sia sicuro, ma la distanza tra lo stato di ricordare se stesso e il vostro stato presente cambi, e dopo un certo tempo vi rendete conto che un giorno esso si trova a cinquemila miglia e un altro giorno soltanto a tremila miglia. C differenza. Non possiamo parlare di vari gradi al tempo stesso; possiamo parlare soltanto del grado successivo che possiamo produrre.
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D. Vorrei imparare a conoscere il prossimo grado.
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R. Questo  materiale per losservazione. Voi li volete etichettare, ma non potete; essi cambiano continuamente. In un momento siete quasi consapevoli di voi stessi, in quello successivo siete addormentati. Dovete osservare e guardare i risultati. In uno stato potete comprendere certe cose, in quello seguente non potete. In uno stato potete identificarvi, in un altro avete controllo; pi c controllo, pi siete vicini alla consapevolezza di voi stessi. I discorsi non vi saranno di grande aiuto, rimarranno formatori.  necessario arrivare al centro emozionale, e voi potrete farlo soltanto tentando cose diverse. Il lavoro non  semplice; fin dal primo principio dovete cercare di fare cose impossibili: impossibili nel senso che esse non accadono da sole. Non ci pu essere un libro di testo che vi dica di fare prima una cosa, poi unaltra, e cos di seguito. 
Tuttavia, debbono essere sempre fatte domande riguardanti il ricordare se stessi perch per lungo tempo sono possibili parecchi errori riguardo ad esso. Queste domande quindi non devono mai essere soppresse, perch sono importantissime.
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D. C rapporto tra ricordare se stesso e risveglio?
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R. Ricordare se stessi  un metodo per risvegliarsi. Ci che state facendo ora  soltanto preparazione, soltanto studio del metodo. Nel vostro stato presente dovete fare tutto ci che vi  possibile; poi, quando cambia la vostra situazione interiore, sarete capaci di usare tutta lesperienza che potete acquistare ora. Ma arrivare al vero significato di ricordare se stessi  possibile soltanto in stati emozionalissimi. Dato che non potete creare questi stati emozionali, non potete sapere cosa sia ricordare voi stessi, ma vi potete preparare per questa esperienza; poi, quando arriva, saprete come comportarvi con essa.  necessaria unaltissima energia emotiva per ricordare se stessi. Ora state soltanto praticando, ma senza questa pratica non arriverete mai allo stato reale. D. Quando voi dite addormentato e sveglio c una linea precisa tra i due? R. No, sono stati transitori. Nondimeno esiste una linea oltre la quale non potete mai passare.
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D.  una questione di addestramento?
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R.  maggior addestramento della mente. Possiamo apprendere a pensare in modi diversi, e soprattutto a pensare pi praticamente. Di norma non pensiamo praticamente: pensiamo principalmente a cose che non ci riguardano.
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D. Ricordare se stessi  quindi una funzione del centro intellettuale? Sembra che sia uno sforzo intellettuale.
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R. Ricordare se stessi  il principio e il centro del sistema e la cosa pi importante da comprendere. Non potete descriverla come unazione intellettuale o unidea intellettuale. Dovete cominciare con studiare ci che ricordare se stessi significa intellettualmente, ma nella realt dei fatti non  intellettuale perch  un momento di volont.  necessario ricordare se stessi non in un momento tranquillo, quando nulla accade, ma quando sappiamo che stiamo facendo una cosa sbagliata: e non farla. Per esempio, quando siete identificati, dovete essere capaci di accorgervene, di arrestarlo e al tempo stesso ricordare voi stessi, essere consapevoli che lo state facendo, che la meccanicit  causa della vostra identificazione e che voi la state fermando. Ci sar ricordare voi stessi.
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D. Come si fa a cominciare la pratica del ricordare se stessi?
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R. Ricordate lesempio che vi ho dato di varie gradazioni di luce in una stanza e di una macchina per scrivere. La macchina per scrivere pu essere presa come il centro intellettuale, la luce come la consapevolezza. Soltanto che, nel caso della consapevolezza, c una certa connessione tra tutti i centri, perch con la luce piena non soltanto uno, ma tutti i centri funzionano differentemente. Il vero ricordare se stessi richiede emozione, ma noi non controlliamo il centro emotivo. Perci mediante una certa comprensione possiamo formare il centro intellettuale, sul quale abbiamo un certo controllo, lavorare nel buio come se ci fosse luce, e ci produrr ricordare noi stessi.
Ricordare se stessi significa una forma di pensare o lavoro intellettuale che corrisponde al destarsi ed in tal modo induce un momento di risveglio.
Successivamente, allorch uno si risveglia per un momento, si rende conto che generalmente  addormentato, che non  consapevole, e di quanto ci sia pericoloso. Pi vi impegnate in ci, pi lo comprenderete, migliori saranno i risultati. Se vi rendete conto che perdete non ricordando voi stessi e cosa guadagnate ricordando voi stessi, avrete un incentivo maggiore a sforzarvi di ricordare voi stessi. Vedrete che non ricordare voi stessi  come trovarsi in un aeroplano, librati sulla terra, completamente addormentati. Questa  in realt la nostra situazione, ma non desideriamo rendercene conto. Se un uomo se ne rende conto, allora naturalmente egli si sforzer di svegliarsi. Ma se crede di star seduto in una poltrona e che niente di particolare stia accadendo, egli penser che dormire non  affatto dannoso.
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D. Cosa si intende per dare ai propri pensieri una forma in cui essi corrispondano al destarsi?
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R. Come ho detto, i pensieri sono lunica cosa che possiamo controllare. In una certa misura possiamo controllare i movimenti, ma in condizioni ordinarie, senza particolare istruzione, non possiamo far nulla con i movimenti. Per quanto concerne i pensieri, per prima cosa dobbiamo cacciar via tutti i pensieri connessi con lidentificazione e pensare alle idee del sistema. Questa  preparazione per ricordare se stessi, perch in ogni punto arriviamo alla necessit di ricordare noi stessi. Se non potete ricordare voi stessi, cercate di far rivivere le idee del sistema nella vostra mente.
Lintero sistema, lo studio delluomo e delluniverso, tutto ci aiuta a ricordare se stessi. Questo pensare, da solo, vi ricorder a voi stessi, e creer unatmosfera interiore per esso. Ma prima dovete eliminare tutti i pensieri che si frappongono. Se in questa fase non potete controllare i pensieri, non potete fare altro in seguito. Potete non controllare il vostro umore, o la vostra immaginazione, o il vostro mentire, ma dovete controllare i vostri pensieri. Nei momenti di tranquillit dovete essere capaci di vedere quando siete in errore. Se non lo potete, ci significa che non avete ancora cominciato; ma, presto o tardi, uno deve cominciare.
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D. Dovremmo, ciascuno di noi dovrebbe, sapere quali sono gli ostacoli che si frappongono?
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R. S, certamente, ognuno lo deve sapere. Ci  generalmente connesso con qualche forma di negativit, o di pigrizia, o di paura.
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D. Ancora non capisco cosa significhi cercare di pensare come penseremmo se fossimo pi consapevoli.
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R. Cercate di immaginarvi consapevoli: questo sarebbe il giusto uso dellimmaginazione. Noi sviluppiamo il potere dellimmaginazione in una maniera assolutamente sbagliata e inutile che ci mette sempre nei pasticci. Ma ora, per una volta, cercate di usarla a immaginarvi consapevoli. Cercate di pensare come agireste, pensereste, parlereste e cos di seguito. Da principio il ricordare se stessi  uno sforzo sulle funzioni. Cominciate a ricordare voi stessi, semplicemente formando i vostri processi mentali in una determinata maniera; ci porta momenti di consapevolezza.
Non potete lavorare sulla consapevolezza stessa: dovete fare uno o due sforzi spasmodici, non sforzi permanenti. Ma potete esercitare sforzi sui pensieri e, in tal modo, lavorare sulla consapevolezza per una via traversa. Questa  la parte pi importante del metodo. Cercate di comprendere la differenza tra ricordare voi stessi in questa maniera ed essere consapevoli.
 lo stesso processo mentale che usiamo in ogni cosa, nel leggere, nello scrivere, e in tutto ci che facciamo, perci avete un certo controllo sopra di esso. Anche se mettessimo la stessa quantit di energia nel ricordare noi stessi che impieghiamo nello studio di una lingua straniera, acquisteremmo una certa quantit di consapevolezza. Sfortunatamente non vogliamo mettere nemmeno quella quantit di energia in esso; pensiamo che queste cose debbano venire da s, o che sia sufficiente tentare una volta e che deve venire.
Il ricordare se stessi richiede sforzo, quindi, se continuate ad esercitare questi sforzi, verranno pi spesso momenti di consapevolezza e rimarranno pi a lungo. Poi, gradualmente, il ricordare se stessi cesser di essere puramente intellettuale: esso avr un potere risvegliatorio.
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D. Cosa sar allora ricordare se stessi: emozione e sensazione?
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R. Lemozione  una funzione e la sensazione  una funzione, ricordare se stessi non lo .  un tentativo di creare in se stessi uno stato di consapevolezza senza alcuna relazione con le funzioni. Proprio fin dal principio dovete comprendere che le funzioni sono una cosa e gli stati di consapevolezza unaltra. Vi trovate ora in un certo stato di consapevolezza e, cercando di ricordare che voi stessi, tentate di creare un approccio al terzo stato di consapevolezza.
Lo fate mediante una certa ricostruzione. Ricostruite una certa forma di pensare che avete in stati superiori di consapevolezza. Non potete mantenere un lampo di consapevolezza a meno che i vostri pensieri non siano in una determinata forma.  semplicissimo: ricordate lesempio della linea di attenzione con due frecce? Lattenzione  diretta sia su me stesso, sia sulla cosa che vedo. Questa doppia attenzione  la forma di pensiero corrispondente ad unaltra forma di consapevolezza.
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D. Lo stesso ricordare se stessi non  uno stato di consapevolezza?
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R. Pu essere preso in questa maniera. E tuttavia pu essere preso come un metodo per indurre consapevolezza di s.
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D. Qual  la relazione tra pensiero e consapevolezza?
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R.  molto difficile rispondere brevemente. Il pensiero  un processo meccanico, pu lavorare senza o con pochissima consapevolezza. E la consapevolezza pu esistere senza pensiero percepibile.
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D. Se il ricordare se stessi pu essere preso o come uno stato di consapevolezza o come un metodo per indurlo, esistono diversi tipi di ricordare se stessi? Esso  portato da differenti qualit di pensiero?
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R. Uno deve fare parecchie cose oltre al pensare; deve fare sforzi. Non  soltanto pensare. La differenza  unicamente che da principio possiamo fare pochissimo. Dobbiamo cominciare da dove siamo. Poi, se continuiamo, il ricordare noi stessi diverr gradualmente pi emozionale. Non sono diverse qualit di pensiero a fare la differenza; sono differenti qualit di sforzo e implicita percezione. Ricordare se stessi  efficace soltanto se ci si rende conto che non si ricorda se stessi ma che uno pu ricordare se stesso.
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D. Latto di prestare attenzione non  un metodo di cambiare lo stato di consapevolezza?
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R. Un certo controllo dellattenzione  necessario persino nella vita ordinaria. Ma lattenzione pu essere ritirata, o pu essere controllata, ci per ha un valore completamente diverso.
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D. Avevo compreso che abbiamo un certo controllo dei nostri pensieri nel senso di poter arrestare determinati tipi di pensiero. Ma prima non avevo mai sentito parlare del costruire i nostri pensieri.
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R. Noi abbiamo il potere non soltanto di pensare ma anche di pensare a questo e a quello. Perci possiamo fare entrambe le cose: possiamo eliminare pensieri inutili e possiamo anche porre al centro del nostro pensare la percezione dellio: io sono qui, io sto pensando.
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D. Come accade che un incidente o una crisi violenta porti il ricordare se stesso?
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R. Qualsiasi tipo di momento emozionale, di shock emozionale, vi fa percepire io sono. Voi lo percepite senza alcuna teoria dietro di esso: se vi trovate in un posto completamente inatteso, avete una sensazione di io e di qui; quando vi trovate in circostanze insolite ci vi ricorda sempre la vostra esistenza. Mentre in condizioni normali dimentichiamo sempre.
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D. Ricordare noi stessi  lunica forza che il sistema ci conferisce?
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R.  lunica strada per arrivare a tutto il resto, perch  la prima cosa che manca in noi. Dimentichiamo sempre noi stessi da un momento allaltro, e questo stato va cambiato. Bisogna ricordare se stessi: questo  il principio e la fine dellintera cosa; perch quando uno ha ci, ha tutto.
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D. Qual  la differenza di significato tra attenzione e consapevolezza?
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R. Lattenzione pu essere considerata come il principio elementare della consapevolezza: il primo grado. Non  consapevolezza completa perch  indirizzata soltanto da una parte. Come ho detto, la consapevolezza richiede attenzione doppia.
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D. Qual  lo scopo di raggiungere questa consapevolezza superiore: vivere pi pienamente?
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R. Una cosa dipende dallaltra. Se vogliamo avere volont, se vogliamo essere liberi invece di essere marionette, se vogliamo destarci, dobbiamo sviluppare consapevolezza. Se ci rendiamo conto che siamo addormentati, che tutta la gente  addormentata, e di cosa ci significhi, allora sono spiegate tutte le assurdit della vita.  chiarissimo che la gente, se  addormentata, non pu fare nulla di diverso da quanto sta facendo ora.
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D. Cos come siamo, potremmo sempre essere capaci di essere consapevoli quando lo vogliamo, o ci viene sempre accidentalmente?
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R. Nulla viene immediatamente nel suo stato completo. Il primo passo  di essere pi consapevoli, il secondo passo di essere ancor pi consapevoli per un minuto, poi, se lavorate su ci e fate tutto il possibile per aiutare, dopo qualche tempo sarete capaci di essere consapevoli per cinque minuti.
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D. Non  giusto quando  accidentale?
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R. Non potete contarci. Cos come siamo, gli stati superiori non possono durare, essi sono soltanto lampi, e se durano, allora  immaginazione. Questo  un fatto certo in quanto non abbiamo energia per stati superiori durevoli. I lampi sono possibili, soltanto che ancora una volta dovete giudicarli e classificarli in base al materiale che essi portano.
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D. Non possono durare nemmeno nella memoria?
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R. La memoria che noi possiamo comandare, controllare ed usare,  solamente intellettuale, e la memoria intellettuale non pu conservarli.
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D. Mi sembra del tutto impossibile ricordare me stesso a volont, sebbene non mi sembra assolutamente cos difficile osservare me stesso.
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R. Dovete tentare metodi che lo producano. Tentate questo metodo di arrestare i vostri pensieri, di vedere quanto a lungo potete tenere a bada i vostri pensieri, di pensare a nulla: se sapete del ricordare voi stessi. Ma supponete che un uomo il quale non sa del ricordare se stesso lo tenti: egli non arriver allidea del ricordare se stesso in questa maniera. Se voi gi sapete, ci creer un momento di ricordo di voi stessi; per quanto a lungo, dipender dai vostri sforzi.
 un sistema ottimo. Questo metodo  descritto, per esempio, in alcuni libri sullo yoga, ma gli individui che lo provano non sanno perch lo fanno. Sicch non pu produrre buoni risultati. Esattamente allopposto, produrr un tipo di stato di trance.
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D. Quando avete detto sapere del ricordare se stessi intendevate se avete ci nella vostra testa come uno scopo o se avete una tendenza per esso?
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R. Esistono diversi gradi. Vedete, noi parliamo tutto il tempo di ricordare se stessi; ci torniamo sempre; perci non potete dire di non sapere del ricordare voi stessi. Ma se prendete un uomo che ha studiato psicologia ordinaria o filosofia ordinaria, egli non ne sa nulla.
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D.  possibile aver fatto del ricordo di se stesso prima di incontrare questo sistema? Lo chiedo perch ho cercato di ricordare me stesso, e i risultati sembrano corrispondere a ci che ero solito far prima, senza sapere ci che stessi facendo.
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R. Questo  il punto. Voi potete studiarlo per comprendere il principio che, se fate una certa cosa sapendo cos, ci vi d un risultato, e se fate quasi la stessa cosa senza sapere cos, vi d un risultato diverso. Parecchie persone arrivano nella pratica assai vicine a ricordare se stesse, altre ci arrivano in teoria ma senza pratica  o teoria senza pratica, o pratica senza teoria  e nessuna delle due parti  arrivata alla verit vera. Per esempio, nella cosiddetta letteratura yoga, esistono parecchi semiapprocci al ricordare se stessi. Per esempio, essi parlano di consapevolezza io sono, ma sono talmente teorici da non poter ricavare nulla da ci. Il ricordare se stessi non  stato mai menzionato in nessuna letteratura in una forma esatta, concreta, sebbene in forma mascherata se ne parli nel Nuovo Testamento o nelle scritture buddiste. Per esempio, quando  detto: Vegliate, non dormite, ci  ricordare se stessi. Ma la gente lo interpreta in modo diverso. 
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D. Il centro emozionale  il centro principale che opera nel ricordare se stessi?
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R. Non possiamo controllare le emozioni. Voi decidete semplicemente di ricordare voi stessi. Vi ho dato un metodo pratico, semplicissimo. Cercate di arrestare i vostri pensieri, e tuttavia non dimenticate il vostro scopo: che lo fate al fine di ricordare voi stessi. Ci pu essere di aiuto. Cosa impedisce il ricordare se stessi? Questo costante turbinio di pensieri. Arrestate quel turbinio e forse ne avrete un saggio.
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D. Quali centri lavorano nel ricordare se stessi?
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R. Il ricordare se stessi richiede il miglior lavoro che potete produrre, perci pi sono i centri che vi prendono parte e migliore  il risultato. Il ricordare se stessi non pu essere prodotto da lavoro lento, fiacco: il lavoro di uno o due centri. Potrete cominciare con due centri, ma non sono sufficienti, perch altri centri possono interrompere il vostro ricordare voi stessi ed arrestarlo. Se invece mettete in azione tutti i centri, nulla pu arrestarlo. Dovete sempre rammentare che ricordare voi stessi richiede il miglior lavoro di cui siate capaci.
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D. Avete detto che il reale ricordare se stessi necessita emozione, ma quando io ci penso, non provo alcuna emozione. Si pu ricordare se stessi senza esperienza emozionale?
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R. Lidea  ricordare se stessi, essere consapevoli di se stessi. E ci che viene con questo, voi lo notate appena, non dovete porre precise richieste su esso. Se fate una pratica regolare del cercare di ricordare voi stessi tre o quattro volte al giorno, esso verr da solo negli intervalli, quando ne avete bisogno. Ma ve ne accorgerete in seguito. Dovete far una pratica regolare del cercare di ricordare voi stessi, se possibile negli stessi periodi di tempo della giornata.
E, come ho detto, la pratica del fermare i pensieri produrr gli stessi effetti. Se quindi non potete ricordare voi stessi, cercate di fermare i pensieri. Potete fermare i pensieri, ma non dovete rimaner delusi se da principio non potete. Fermare i pensieri  cosa difficilissima. Non potete dire a voi stessi: Fermer i pensieri, ed essi si fermano. Dovete esercitare continuamente sforzi. Perci non dovete farlo a lungo.
Se lo fate per pochi minuti  pi che sufficiente, altrimenti persuaderete voi stessi che lo state facendo e invece non fate altro che starvene tranquillamente a pensare e sarete assai soddisfatti di ci. Per quanto vi  possibile dovete mantenere un solo pensiero: Non voglio pensare a nulla, e scacciar via tutti gli altri pensieri.  un ottimo esercizio, ma soltanto un esercizio.
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D.  sbagliato smettere di respirare quando si cerca di arrestare i pensieri?
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R. Questa domanda, nel nostro vecchio gruppo, venne rivolta un giorno al signor Gurdjieff ed egli chiese: Per quanto tempo?. Luomo rispose: Per dieci minuti. Il signor Gurdjieff comment: Se potete smettere di respirare per dieci minuti questa  unottima cosa, perch dopo quattro minuti siete morto!
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D. Ricordare se stessi e arrestare i pensieri sono la stessa cosa?
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R. Non esattamente; sono due metodi diversi. Nel primo voi introducete un certo pensiero preciso: la percezione di non ricordare voi stessi. Dovete sempre cominciare da ci. E fermare il pensiero significa semplicemente creare unatmosfera giusta, un ambiente giusto per ricordare se stessi. Quindi non sono la stessa cosa, ma danno gli stessi risultati.
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D. Il proprio lavoro  pi accurato se si ricorda se stessi e il lavoro che si sta facendo?
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R. S, quando siete desti potete fare qualsiasi cosa meglio, ma per arrivare a ci occorre molto tempo. Quando vi siete abituati a ricordare voi stessi non sarete capaci di comprendere come mai abbiate potuto lavorare prima. Ma da principio  difficile lavorare e contemporaneamente ricordare se stessi. Tuttavia sforzi in questa direzione danno risultati interessantissimi: non c alcun dubbio. Tutta lesperienza di ogni tempo mostra che questi sforzi vengono sempre ricompensati. Per giunta, se fate questi sforzi, comprenderete che determinate cose uno le pu fare soltanto nel sonno e non quando  sveglio, perch alcune cose possono essere soltanto meccaniche. Supponete per esempio che dimenticate o perdete delle cose: non potete perderle di proposito, le potete perdere soltanto meccanicamente.
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D. Mentre stavo suonando il piano, allorch ho pensato io sono qui, non sapevo cosa stessi facendo.
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R. Perch questo non  essere consapevole;  pensare al ricordare se stesso. Allora ci interferisce con quello che state facendo; esattamente come quando state scrivendo e allimprovviso pensate: Come si compita questa parola? e non potete ricordarlo. Questo  il caso di una funzione che interferisce con unaltra. Il vero ricordare se stessi non sta nei centri, ma sopra i centri. Esso non pu interferire col lavoro dei centri; soltanto che uno vedr di pi, vedr i propri errori. Dobbiamo renderci conto che la capacit di ricordare noi stessi  un nostro diritto.
Noi non labbiamo, ma possiamo averla; abbiamo tutti gli organi necessari per essa, per cos dire, ma non siamo allenati, non siamo abituati ad usarli.  necessario creare una determinata energia particolare o punto, usando questa parola in senso ordinario, e questo pu essere creato soltanto in un momento di seria tensione emotiva.
Ogni cosa prima di questa  soltanto preparazione del metodo. Ma se vi trovate in un momento di forte tensione emotiva, e allora cercate di ricordare voi stessi, essa rimarr dopo che la tensione  passata e allora sarete capaci di ricordare voi stessi. Solamente quindi con emozione intensissima  possibile creare questo fondamento del ricordare se stessi. Ma non pu esser fatto se non vi preparate in anticipo. Possono arrivare dei momenti, ma non otterrete nulla da essi. Questi momenti emotivi giungono di tanto in tanto, ma noi non li usiamo perch non sappiamo come usarli.
Se provate con sufficiente energia a ricordare voi stessi durante un momento di intensa emozione, e se la tensione emotiva  sufficientemente forte, essa lascer una certa traccia e ci vi aiuter a ricordare voi stessi in futuro.
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D. Quindi quello che ora stiamo facendo  una sorta di pratica?
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R. Ora stiamo soltanto studiando noi stessi, non potete fare niente altro.
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D. Cos questa preparazione di cui state parlando?.
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R. Studio di s, osservazione di s, comprensione di s. Ancora non possiamo cambiar nulla, nemmeno rendere diversa una sola cosa. Tutto accade nello stesso modo di prima. Ma c gi una differenza, in quanto vedete parecchie cose che non avreste potuto vedere prima e parecchie cose accadono diversamente. Ci non significa che avete cambiato qualcosa: sono esse che accadono differentemente.
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D. La nostra vita  abbastanza lunga per ottenere dei risultati?
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R. Arrivate alla comprensione di questo punto tramite il ricordare voi stessi. Allorch arrivate a determinati risultati in ci, se esso viene spesso  come vedere se stessi in uno specchio  allora arriva unaltra forma di ricordo di se stessi, il ricordo della propria vita, il corpo-tempo. Ci accresce le possibilit. Esistono anche altri passi, ma noi possiamo soltanto parlare del passo successivo, altrimenti ci sarebbe immaginazione.
Dobbiamo comprendere che non dobbiamo toccare certi problemi senza ricordare noi stessi. Si tratta di perfezionare i nostri strumenti di percezione. La nostra mente  assai limitata dal nostro stato di consapevolezza. Possiamo sperare che certe cose diverranno comprensibili se muta il nostro stato di consapevolezza.
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D. Pu la consapevolezza di s dare conoscenza?
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R. No, da sola la consapevolezza non d conoscenza. La conoscenza deve essere acquisita. Nessun ammontare di consapevolezza pu dare conoscenza e nessun ammontare di conoscenza pu dare consapevolezza. Esse sono parallele e non possono rimpiazzarsi a vicenda. Ma quando divenite consapevoli vedete cose che non avete visto prima. Se ci rimanete per il tempo sufficiente, ci produce effetti enormi.
Lintero mondo sarebbe diverso se poteste rimanerci per, diciamo, quindici minuti. Ma non si pu essere consapevoli di se stessi per quindici minuti senza un fortissimo elemento emotivo. Dovete produrre qualcosa che vi renda emotivi; non potete farlo senza laiuto del centro emozionale.
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D. Non viene da s?
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R. Si tratta di abbattere ostacoli. Non siamo sufficientemente emotivi perch spendiamo la nostra energia nellidentificazione, nelle emozioni negative, nellatteggiamento critico, nel sospetto, nel mentire e cose di questo genere. Se riusciamo ad arrestare questo spreco, saremmo pi emotivi.
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D. Nello sforzarmi a ricordare me stesso trovo che dovrei evitare lo sforzo eccessivo. Sento che uno pu sommergere leffetto con lo sforzo eccessivo.
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R. Ci che voi intendete non  sforzo eccessivo, ma un tipo sbagliato di sforzo. Lo sforzo muscolare non vi aiuter a ricordare voi stessi. A ciascuna persona  necessario trovare per se stessa il momento in cui fare questo particolare grande sforzo, specialmente nei momenti in cui tutte le tendenze istintive ed emozionali le sono contrarie.
Questo  il momento di esercitare lo sforzo. Se allora riuscite a ricordare voi stessi, saprete come fare.
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D. Come si pu impedire che sforzi regolari divengano semplicemente formali? Come si pu impedire che il significato sgusci via da loro?
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R. Il ricordare se stessi non pu diventare formale; se lo diviene, ci significa sonno profondo. Allora  necessario far qualcosa per svegliarsi. Ma dovete sempre cominciare con lidea della meccanicit e con i risultati della meccanicit. Avete completamente ragione. Tutto sguscia via, scompare, e voi vi trovate di nuovo senza nulla. Ricominciate ancora una volta con qualche sforzo consapevole, e di nuovo esso sfugge via. Il problema  come impedirgli di sparire. Nelle nostre ordinarie maniere di pensare e sentire ci sono parecchie tendenze meccaniche che sempre ci indirizzano nel solito modo. Vogliamo pensare in unaltra maniera, vogliamo essere diversi, lavorare in unaltra maniera, sentire in una maniera nuova, ma nulla accade, perch ci sono tante vecchie tendenze che ci obbligano a far marcia indietro. Dobbiamo studiare queste tendenze e gettar luce su loro. Soprattutto dobbiamo superare linerzia della mente; allora, se lo facciamo, ventiquattrore non saranno sufficienti e la vita diverr pienissima.  difficile cominciare: eppure non  tanto difficile.
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D. Come si pu vincere questa inerzia?
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R. Con lo sforzo: sforzo di ricordare se stessi, di osservare, di non identificarsi. La consapevolezza  una forza e la forza pu essere sviluppata soltanto superando gli ostacoli. Due cose possono essere sviluppate nelluomo: consapevolezza e volont. Entrambe sono forze. Se luomo supera linconsapevolezza, possieder consapevolezza; se supera la meccanicit, possieder volont. Se comprende la natura dei poteri che pu raggiungere, gli sar chiaro che questi non possono essere dati; questi poteri devono essere sviluppati con lo sforzo.
Se venissimo resi pi consapevoli, rimarremmo macchine consapevoli. Il signor Gurdjieff mi disse che in alcune scuole potevano, mediante certi metodi speciali, rendere consapevole una pecora. Questa per rimaneva una pecora consapevole. Gli chiesi cosa ne fecero; rispose che se la mangiarono. Lidea della pecora consapevole  questa: supponete che un uomo sia reso consapevole da qualcun altro; egli diverr uno strumento nelle mani di altri. Sono necessari gli sforzi propri, perch altrimenti, anche se un uomo  reso consapevole, egli non sar capace di usare la propria consapevolezza.  nella natura stessa delle cose che consapevolezza e volont non possono essere date. Se qualcuno ve le potesse dare, ci non sarebbe un vantaggio. Questa  la ragione per cui uno deve comprare tutto, niente viene dato gratuitamente. La cosa pi difficile  imparare a pagare. Ma se ci potesse essere spiegato in poche parole, non ci sarebbe bisogno di andare a scuola.
Bisogna pagare non soltanto per la consapevolezza ma per qualsiasi cosa. Nemmeno la pi piccola idea pu diventare propria finch non si  pagato per essa.
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D. Il ricordare se stessi sembra essere unesperienza molto triste e molto squallida. Questo  un sistema triste?
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R. Non esistono sistemi tristi per quanto io ne sappia; esiste soltanto gente triste, atteggiamenti tristi, comprensione triste. E io non capisco perch il ricordare se stessi dovrebbe essere squallido e triste.  rendersi conto del fatto che uno  addormentato. Se ci si rendesse conto che si era addormentati e non cera possibilit di destarsi, allora veramente questa sarebbe una percezione squallida: sono completamente daccordo.
Ma il sistema non dice che vi dovete fermare qui: dice che dovete tentare di svegliarvi. E questa  completamente unaltra cosa. Ricordo che quando per la prima volta ascoltai questidea, vidi parecchie cose completamente nuove, perch era una risposta a tutte le domande che mi ponevo quando studiavo psicologia. Perci mi resi conto di colpo che la psicologia comincia a questo punto. Compresi che luomo non ricorda se stesso, ma che lo potrebbe fare se facesse sforzi sufficienti. Senza ricordare se stessi non ci pu essere studio, non ci pu essere psicologia.
Ma se un uomo si rende conto e rammenta che non ricorda se stesso, che nessuno ricorda se stesso, e che tuttavia esiste una possibilit di ricordare se stesso, allora comincia lo studio. Questo  il modo in cui ci va inteso. Indubbiamente non c gioia nel rendersi conto che uno  una macchina ed  addormentato. Ma noi non parliamo di gioia o sofferenza, parliamo di controllo.
Ci rendiamo conto che siamo macchine, e non vogliamo esser macchine; ci rendiamo conto che dormiamo e vogliamo destarci. La vera gioia pu essere connessa solamente col risveglio o con qualcosa che ci aiuta a destarci.
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D. Ma parecchie persone sono consapevoli di s nel cattivo significato della parola. Non  anche questa una forma di ricordare se stessi?
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 R. Affatto. Ci che  chiamato in inglese consapevole di s  una forma di imbarazzo o timidezza; non ha nulla a che vedere col ricordare se stesso. Come ho gi spiegato, se non siete desti, non potete rendervi svegli; ma avete un certo controllo sui pensieri e dovete formularli in maniera tale che vi portino al risveglio.
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D. Un bambino  pi vicino al ricordare se stesso di un adulto? Si hanno ricordi cos vividi dellinfanzia?
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R. No, nientaffatto. Ci non  ricordare se stesso. Ricordare se stesso significa lavoro consapevole, intendo lavoro intenzionale. I vividi ricordi dellinfanzia sono dovuti allattivit del centro emotivo. In un bambino questo  pi attivo e momenti di consapevolezza possono venire da soli. Mentre ricordare se stessi  un momento di consapevolezza che viene mediante il vostro proprio sforzo. Supponete che un bambino abbia lampi di consapevolezza, senza la possibilit di usare questi momenti? Ci non  di alcun aiuto.
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D. Non ci sarebbe di aiuto cercare di tornare a quegli stati che abbiamo avuto nellinfanzia?
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R. Come? Questo  il problema. Se potessimo arrestare lidentificazione, avremmo momenti del genere, ma non sappiamo come cominciare ad arrestare lidentificazione. Se potessimo distruggere le emozioni negative, se potessimo ricordare noi stessi, allora quelle cose sarebbero nelle nostre mani, sotto il nostro controllo, non accidentali.
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D. Quando io sono ben lavato e ben vestito, ho la sensazione che mi sia molto pi facile ricordare me stesso.
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R. Ci non  affatto proibito. Questa non  la strada del fachiro.
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D. Qual  la relazione tra ricordare se stesso ed emozioni negative? 
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R. Quando appaiono le emozioni negative, il ricordare se stesso diviene impossibile. Quindi per ricordare se stesso uno deve avere un certo controllo delle emozioni negative. In realt gli individui non sono eguali sotto questo aspetto: alcuni hanno maggior controllo, altri meno, persino dellespressione. E non soltanto dellespressione, perch alcuni hanno maggior controllo delle loro emozioni, altri possono controllare soltanto determinate emozioni. E, certamente, solamente quelli che hanno un certo controllo delle emozioni negative possono lavorare sul ricordare se stessi e ottenere buoni risultati. Tuttavia questo controllo pu essere raggiunto: uno pu cominciare da diversi lati, e se viene creato un certo ricordare se stesso, ci ci aiuta immediatamente a lottare contro le emozioni negative; e la lotta contro le emozioni negative aiuta a ricordare se stesso.
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D. Il destarsi richiede sempre parecchio tempo?
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R. Posso soltanto dire quanto tempo richiede conoscere questo sistema, ma non posso dire quanto tempo occorra per svegliarsi. Svegliarsi  il risultato di lavoro personale,  quindi difficile far previsioni. Esso procede per gradi. Il risveglio completo significa un grandissimo cambiamento, e ci richiede tempo, perch significa acquisire nuove funzioni psichiche. Sicch possiamo soltanto studiare gradi o passi attraverso i quali un uomo deve passare.
Ci pu essere indicata la via, ma dobbiamo lavorare da soli. Il solo apprendimento  piccola cosa, perch luomo pu cambiare se stesso soltanto attraverso lapplicazione della conoscenza che ottiene.Luomo pu divenire consapevole di se stesso in un dato momento. Questa consapevolezza di s  risveglio: uno degli attributi di un altro stato di consapevolezza.
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D. Pu una persona desiderare di svegliarsi e non riuscirci?
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R. Pu darsi che essa per lungo tempo non ci riesca, ma se  capace di destarsi, pu destarsi;  un processo lungo. Ma certamente potrebbe non riuscire. C una sola caratteristica favorevole nella nostra situazione: non abbiamo nulla da perdere. Quindi, se non riusciamo, ci troveremo nella stessa situazione di prima, mentre se riusciamo, guadagniamo qualche cosa di nuovo.
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D. Qualsiasi grande sforzo tende a renderci in quel momento pi consapevoli?.
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R. Ci dipende dallo sforzo, perch se uno compie soltanto un grande sforzo per fare qualcosa in uno stato di identificazione, egli non sar maggiormente consapevole.
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D. Il ricordare se stesso arresta automaticamente lidentificazione?
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R. Non c nulla di automatico nel ricordare se stesso: ogni momento  sforzo. Se esso  sufficientemente intenso e sufficientemente lungo questa  una cosa, ma se  appena un lampo, non  sufficiente. Inoltre, se voi ricordate voi stessi con lesclusione di qualsiasi altra cosa, questa  una cosa, e se voi ricordate voi stessi e nondimeno ricordate il vostro scopo e ci che state facendo, questa  unaltra cosa. Ci dipende da quanto entra nel ricordare se stesso.
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D. Chiamereste ci consapevolezza di s?.
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R. Consapevolezza di s  uno stato permanente. Ricordare se stesso  un esperimento, un giorno pu avere successo ed un altro giorno insuccesso. Pu essere pi profondo o meno profondo.
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D. Potete parlarci ancora delle cose che possono tenerci indietro?
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R. Stiamo parlando proprio di ci. Esistono due cose che si tengono indietro: ignoranza e debolezza. Non sappiamo abbastanza e non siamo abbastanza forti. Il problema  come sapere di pi. Mediante lo studio di s: questo  lunico metodo. Poi viene la lotta contro identificazione e immaginazione, cause prime di debolezza. Soltanto che nei casi individuali queste cose assumono un colore diverso. Ci che appare come un colore ad una persona, ha un colore diverso per unaltra. Ma le cose che ci trattengono indietro sono pi o meno le stesse.
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D. C nulla tra consapevolezza di s e identificazione?
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R. Esse si trovano a livelli diversi, non possono essere confrontate. Voi non potete identificarvi ed essere consapevoli di voi stessi: la presenza delluna significa lassenza dellaltra. Tutte le cose sono collegate, nessuna manifestazione singola  separata; esse sono tutte collegate con un certo ordine di cose.
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D. Penso di non aver afferrato lidea giusta di identificazione. Significa che le cose ci controllano e che noi non controlliamo le cose?.
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R. Lidentificazione  una cosa assai difficile da descrivere, in quanto non sono possibili definizioni. Cos come siamo, non siamo mai liberi dallidentificare. Se crediamo di non identificarci con qualcosa, siamo identificati con lidea di non essere identificati. Non potete descrivere lidentificazione in termini logici. Dovete trovare un momento di identificazione, afferrarlo, e poi confrontare le cose con quel momento. Lidentificazione  ovunque, in qualsiasi momento della vita ordinaria. Quando cominciate losservazione di voi stessi, alcune forme di identificazione divengono gi impossibili. Ma nella vita ordinaria quasi ogni cosa  identificazione.  unimportantissima caratteristica psicologica che permea linterezza della nostra vita e noi non la notiamo perch siamo in essa. Il miglior modo per comprenderla  trovare alcuni esempi. Per esempio, se vedete un gatto con un coniglio o un topo: questa  identificazione. Scoprite poi analogie con questo quadro in voi stessi. Soltanto dovete comprendere che essa  l ogni momento, non soltanto in momenti eccezionali. Lidentificazione  uno stato quasi permanente in noi.
Dovete essere capaci di vedere questo stato indipendentemente da voi stessi, separarlo da voi stessi, e ci pu esser fatto soltanto cercando di divenire pi consapevoli, cercando di ricordare voi stessi, di essere consci di voi stessi. Solamente quando voi divenite pi consci di voi stessi siete capaci di lottare contro manifestazioni quali lidentificazione.
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D. Trovo che quando sono identificato ci  quasi sempre con cose dentro di me.
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R. Forse avete ragione; forse non avete ragione. Potete pensare di essere identificato con una cosa quando in realt siete identificato con una cosa completamente diversa. Ci non ha la minima importanza; quello che ha importanza  lo stato di identificazione. Nello stato di identificazione non potete sentire giustamente, vedere giustamente, giudicare giustamente. Ma ilsoggetto dellidentificazione non  importante; il risultato  lo stesso.
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D. Qual  dunque la strada per superare lidentificazione?
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R. Questa  unaltra faccenda.  diversa in casi diversi. Da principio  necessario vedere; poi  necessario opporle qualcosa.
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D. Cosa intendete con opporle qualcosa?
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R. Semplicemente il rivolgere la vostra attenzione verso qualcosa di pi importante. Potete apprendere a distinguere limportante dal meno importante, e se rivolgete la vostra attenzione su cose pi importanti, divenite meno identificati con cose non importanti. Dovete rendervi conto che lidentificazione non vi pu mai aiutare; essa rende soltanto le cose pi confuse e pi difficili. Se vi rendete conto soltanto di questo, soltanto questo pu esservi daiuto in alcuni casi. Gli individui credono che essere identificati li aiuti, essi non si accorgono che ci rende le cose pi difficili per loro, perch non ha assolutamente energia utile, ma solamente energia distruttiva.
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D. Lidentificazione  principalmente emozione?
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R. Essa ha sempre un elemento emozionale: una sorta di turbamento emotivo, ma qualche volta diventa unabitudine, sicch uno non nota nemmeno lemozione.
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D. Mi rendo conto che  importante essere emotivi nella maniera giusta, ma quando io sento qualcosa emozionalmente nel lavoro, immediatamente distruggo lintera cosa.
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R. Solamente lidentificazione  distruttiva. Lemozione pu dare soltanto nuova energia, nuova comprensione. Voi scambiate identificazione con emozione. Non conoscete emozione senza identificazione, perci, al principio non potete visualizzare unemozione che ne sia libera. Le persone pensano spesso di parlare di una funzione emozionale mentre in realt parlano dellidentificazione.
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D.  possibile per noi, cos come siamo, avere una qualsiasi sensazione senza identificarci?
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R. Difficilissimo, a meno che non cominciamo con losservare noi stessi. Allora facili tipi di identificazione  intendo facili individualmente  risponderanno al trattamento. Ma ognuno ha le proprie specialit nellidentificazione. Per esempio, a me  facile non identificarmi con la musica, per un altro pu essere difficilissimo.
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D. Lamore senza identificazione  possibile?.
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R. Direi che lamore  impossibile con lidentificazione. Lidentificazione uccide tutte le emozioni tranne le emozioni negative. Con lidentificazione rimane soltanto il lato spiacevole.
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D. Non identificazione non significa distacco?.
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R. Al contrario, il distacco necessita identificazione. Non identificazione  una cosa completamente diversa.
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D. Se uno  identificato con unidea, come pu arrestarla?.
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R. Prima di tutto comprendendo cosa significhi identificazione e poi cercando di ricordare se stesso. Cominciate con casi semplici, successivamente potrete trattare quelli pi difficili.
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D. Mentre si sviluppa il ricordare se stessi si acquisisce una sorta di atteggiamento distaccato, pi libero dallidentificazione?.
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R. Atteggiamento distaccato nel senso che conoscete meglio i vostri atteggiamenti; sapete ci che vi  utile e ci che non vi  utile. Se non ricordate voi stessi  facile commettere errori in questo. Per esempio, uno pu intraprendere qualche tipo di studio che  in realt completamente inutile. Il ricordare se stessi aiuta il comprendere, e il comprendere significa sempre portare ogni cosa ad un certo centro. In tutto il vostro lavoro, in tutti i vostri atteggiamenti, dovete avere un punto centrale e il ricordare se stessi  una condizione necessaria per questo. Dobbiamo parlare ancora dellidentificazione, se non vi  chiara. Diverr pi chiara quando troverete due o tre buoni esempi. Essa  un certo stato in cui siete in potere delle cose.
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D. Se io osservo attentamente e penso profondamente, ci significa che sono divenuto identificato?
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R. No, identificarsi  una cosa speciale, significa perdere se stessi. Come ho detto, non  tanto una questione di con che cosa uno sia identificato. Lidentificazione  uno stato. Dovete comprendere che parecchie cose da voi attribuite alle cose esterne, in realt sono in voi. Prendete per esempio la paura. La paura  indipendente dalle cose. Se siete in uno stato di paura, potete aver paura di una ceneriera. Ci accade spesso in casi patologici e uno stato patologico  semplicemente uno stato ordinario intensificato. Voi avete paura e quindi scegliete ci di cui dovete aver paura. Questo fatto rende possibile la lotta contro tali cose in quanto esse sono in voi.
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D. Possiamo avere una qualsiasi comprensione con lidentificazione?
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R. Quanto potete comprendere nel sonno profondo, che  proprio ci che  lidentificazione. Se ricordate il vostro scopo, se vi rendete conto della vostra posizione e vedete il pericolo del sonno, ci vi aiuter a dormire di meno.
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D. Che differenza c tra simpatia e identificazione?
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R. La simpatia  una cosa completamente diversa;  unemozione normale e legittima e pu esistere senza identificazione. Ci pu essere simpatia senza identificazione e simpatia con identificazione. Allorch la simpatia  mescolata con lidentificazione spesso termina in rabbia o in unaltra emozione negativa.
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D. Avete parlato di perdere se stesso nellidentificazione. Quale s?
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R. Tutto, ogni cosa. Identificare  unidea interessantissima. Nel processo dellidentificazione esistono due fasi. La prima fase denota il processo di divenire identificati, la seconda fase quando lidentificazione  completa.
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D. La prima fase  completamente innocua?.
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R. Se attrae eccessiva attenzione e occupa troppo tempo porta alla seconda.
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D. Quando si desidera qualcosa, si pu desiderarla senza identificazione?
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R. Lidentificazione non  obbligatoria. Ma se voi desiderate colpire qualcuno, non potete farlo senza identificazione; se lidentificazione scompare, voi non lo desiderate pi.  possibile non perdere se stesso; perdere se stesso non  affatto un elemento necessario.
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D.  possibile identificarsi con due cose contemporaneamente?
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R. Con diecimila!  necessario osservare e osservare. Sotto un certo punto di vista lottare con lidentificazione non  tanto difficile perch, se potete riconoscerla, essa diviene talmente ridicola che non potete rimanere identificati. Le identificazioni degli altri ci sembrano sempre ridicole e le nostre possono diventare come quelle. In ci pu essere utile il riso, se sappiamo ridere di noi stessi.
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D. Non riesco a vedere perch lidentificazione sia una cosa cattiva.
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R. Lidentificazione  una cosa cattiva se volete svegliarvi, ma se desiderate dormire allora  una cosa buona.
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D. Tutto ci che facciamo non subirebbe danno se impegnassimo la nostra mente nel tenerci svegli invece di prestare attenzione a ci che stiamo facendo?
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R. Vi ho gi spiegato che  completamente lopposto. Possiamo far bene tutto ci che stiamo facendo soltanto in quanto siamo svegli. Pi siamo addormentati, peggio facciamo le cose che stiamo facendo: non ci sono eccezioni. Voi lo prendete accademicamente, semplicemente come una parola, ma tra sonno profondo e completo risveglio esistono gradi diversi e voi passate da un grado allaltro.
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D. Se ci sentiamo pi svegli, non dovremmo abusare di questi momenti, vero?
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R. Come possiamo abusarne? Questi momenti sono troppo brevi anche se ne abbiamo brevi apparizioni. Possiamo soltanto cercare di non dimenticarli e agire in accordo con questi momenti. Ci  tutto quanto possiamo fare.
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D. Possiamo dire che identificazione significa essere sotto il controllo di qualcosa, non essere capaci di toglierci qualche idea dalla testa?
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R. Essere sotto il controllo delle cose  un caso estremo. Esistono parecchie piccole identificazioni che sono difficilissime da osservare e queste sono le pi importanti perch ci mantengono meccanici. Dobbiamo renderci conto che passiamo sempre da unidentificazione allaltra. Se un uomo guarda un muro, egli  identificato col muro.
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D. In che differisce lidentificazione dalle associazioni di idee?
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R. Le associazioni di idee sono completamente unaltra cosa, possono essere pi o meno controllate, ma non hanno nulla a che vedere con lidentificazione. Differenti associazioni di idee sono una parte necessaria del pensare; definiamo le cose mediante associazioni di idee e facciamo ogni cosa con laiuto di associazioni di idee.
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D. Non posso vedere perch un io cambi. Pu darsi che la causa stia sempre in qualche identificazione?
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R. Avviene sempre mediante associazioni di idee. Un certo numero di io cerca di aprirsi la strada verso il davanti, quindi non appena uno si perde in uno di loro, questo  rimpiazzato da un altro. Noi riteniamo che gli io siano soltanto cose passive, indifferenti, mentre funzionano sempre emozioni, associazioni di idee, ricordi. Questo  il motivo per cui  utile arrestare il pensiero, sia pure occasionalmente, come esercizio. Allora comincerete ad accorgervi quanto sia difficile farlo. La vostra domanda dimostra semplicemente che non ci avete mai provato, altrimenti lo sapreste.
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D. Concentrazione  identificazione?.
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R. Concentrazione  azione controllata; lidentificazione controlla voi.
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D. La concentrazione  possibile per noi?
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R. Esistono gradi. La concentrazione intenzionale per mezzora  impossibile. Se ci potessimo concentrare senza aiuto esterno, saremmo consapevoli. Ma ogni cosa ha gradi.
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D. Il principio di una nuova osservazione  identificazione con loggetto che osserviamo?
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R. Lidentificazione si verifica quando siete respinti o attratti da qualcosa. Lo studio o losservazione non producono necessariamente identificazione, cosa che fanno sempre attrazione e repulsione. Inoltre, noi usiamo un linguaggio troppo forte e ci automaticamente produce identificazione. Abbiamo parecchi congegni automatici di questo tipo.
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D. Cosa posso fare nei riguardi dellidentificazione? Sento che mi perdo sempre in tutto quello che faccio. Non mi sembra possibile di essere diverso.
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R. No,  possibile. Se dovete fare qualcosa, bisogna che la facciate, ma potete identificarvi di pi o di meno. Non c nulla di irreparabile in ci, sempre che ve ne ricordiate. Cercate di osservare; non identificatevi sempre in egual misura; a volte vi identificate al punto da non poter vedere nientaltro, altre potete vedere qualcosa. Se le cose fossero sempre le stesse, non avremmo una sola possibilit, ma esse variano sempre in gradi e in intensit e ci offre una possibilit di cambiamento. Qualsiasi cosa facciamo, la dobbiamo apprendere in anticipo. Se volete guidare una macchina dovrete apprendere prima come fare. Se lavorate ora, col tempo avrete maggior controllo.
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D. Perch  sbagliato essere completamente assorbiti nel proprio lavoro?
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R. Sar un cattivo lavoro. Se siete identificati non potete mai ottenere buoni risultati.  unillusione pensare che dobbiamo perderci per ottenere buoni risultati, mentre in tal modo otteniamo soltanto risultati modesti. Allorch uno  identificato, egli non esiste; esistono soltanto le cose con cui egli  identificato.
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D. Lo scopo del non identificarsi  quello di liberare la mente dalloggetto?
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R. Lo scopo  svegliarsi. Lidentificazione  una caratteristica del sonno; la mente identificata  addormentata. La libert dallidentificazione  uno degli effetti del risveglio.  possibile uno stato in cui lidentificazione non pu sparire da sola;  necessario combatterla.
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D. Come ci si pu svegliare se lidentificazione  universale?
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R. Ci si pu svegliare per effetto di uno sforzo, di lotta contro di essa. Ma prima bisogna comprendere cosa significhi identificarsi. Come in ogni altra cosa, anche nellidentificazione esistono gradi. Nellosservare se stesso uno deve scoprire quando  pi identificato, meno identificato o non identificato affatto. Se uno si vuole destare, egli deve e pu liberarsi dallidentificazione. Cos come siamo,in ogni momento della nostra vita siamo perduti, non siamo mai liberi, perch ci identifichiamo.
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D. Potete darci un esempio di identificazione?
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R. Ci identifichiamo tutto il tempo, questo il motivo per cui  difficile fare un esempio. Prendete, per esempio, le simpatie e le antipatie, esse significano tutte identificazione, specialmente le antipatie. Non possono esistere senza identificazione e generalmente non sono altro che identificazione. Di solito le persone immaginano di avere molte pi antipatie di quante ne abbiano in realt. Se le esaminano e le analizzano, esse probabilmente scopriranno di avere antipatia soltanto per una o due cose. Allorch io studiai la cosa, potei scoprire in me stesso soltanto una reale antipatia. Ma voi dovete trovare i vostri esempi; ci va verificato con lesperienza personale. Se in un momento di forte identificazione tentate di fermarla, afferrerete lidea.
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D. Eppure io ancora non comprendo cosa essa sia!
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R. Cerchiamo di provare dal lato intellettuale. Vi rendete conto di non ricordare voi stesso? Cercate di vedere perch non potete farlo e vi accorgerete che  lidentificazione ad impedirvelo. Allora vedrete cosa essa sia. Tutte queste cose sono collegate.
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D. Il non identificarsi  lunica maniera per sapere cosa sia identificarsi?
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R. No, come ho gi spiegato, ma losservarla, perch non  sempre uguale. Noi non notiamo la temperatura del nostro corpo tranne quando questa diviene pi alta o pi bassa del normale. Allo stesso modo possiamo notare lidentificazione allorch  pi forte o pi debole del solito. Confrontando questi gradi possiamo vedere cosa essa sia.
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D. Nella lotta contro lidentificazione  necessario sapere perch si  identificati?
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R. Si  identificati non per una ragione o uno scopo particolare, ma in tutti i casi perch ci non si pu evitare. Come potete sapere perch vi identificate? Ma dovete sapere perch lottate. Questo  il punto. Se non dimenticate la ragione del perch, avrete dieci volte maggior successo. Spessissimo cominciamo a lottare e poi ci dimentichiamo del perch. Esistono parecchie forme di identificazione, ma il primo passo  vederla; il secondo passo  lottare contro di essa allo scopo di liberarsene. Come ho detto,  un processo, non un momento; siamo in esso tutto il tempo. Spendiamo la nostra energia in maniera sbagliata nellidentificazione e nelle emozioni negative; essi sono rubinetti aperti da cui scorre via lenergia.
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D. Pu uno allimprovviso mutare lenergia della rabbia in qualcosaltro? In quei momenti uno ha unenergia tremenda.
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R. Uno ha energia tremenda, e questa opera da se stessa, senza controllo, e fa s che uno agisca in una determinata maniera. Perch? Qual  il nesso? Il nesso  lidentificazione. Arrestate lidentificazione e disporrete di questa energia. Come potete farlo? Non immediatamente; c bisogno di pratica e di momenti pi facili. Quando lemozione  fortissima non potete farlo.  necessario sapere di pi, essere preparati. Se sapete come non identificarvi nei momenti giusti, avrete grande energia a vostra disposizione.
Ci che fate con essa  unaltra faccenda; potete perderla di nuovo in qualcosa di completamente inutile. Ma vi occorre pratica. Non potete imparare a nuotare se cadete in mare durante una tempesta; dovete imparare in acque calme. Poi, se cadrete in acqua, forse potete essere capaci di nuotare. Lo ripeto di nuovo:  impossibile essere consapevoli se si  identificati. Questa  una delle difficolt che viene in seguito, in quanto gli individui hanno qualche identificazione favorita cui non vogliono rinunciare e tuttavia vogliono essere consapevoli. Le due cose non possono andare daccordo. Nella vita esistono parecchie cose incompatibili: identificazione e consapevolezza sono due tra le pi incompatibili.
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D. Come si fa ad evitare la reazione che viene dopo il sentirsi molto entusiasti?  dovuta alla identificazione?
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R. S, questa reazione viene come risultato di identificazione. La lotta contro lidentificazione le impedir di accadere. Non  quello che voi chiamate entusiasmo a produrre lidentificazione. Lidentificazione  sempre seguita da questa reazione.
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D. Un uomo annoiato non  identificato con nulla?
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R. La noia  anchessa identificazione: una delle pi grandi.  identificazione con s, con qualcosa in s.
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D. A me pare di non poter studiare un individuo senza perdermi in lui o in lei, tuttavia devo intendere che ci  sbagliato?
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R.  unidea sbagliata che uno non possa studiare una persona o qualunque altra cosa senza perdere se stesso. Se vi perdete in una cosa qualsiasi, non potete studiarla. Lidentificazione  sempre un momento indebolente: pi vi identificate, peggiore  il vostro studio e pi modesti i risultati. Forse ricorderete che nella prima conferenza ho detto che lidentificazione con la gente assume la forma del considerare.
Esistono due tipi di considerare: interno ed esterno. Il considerare interno  lo stesso che identificare. Il considerare esterno richiede un certo ammontare di ricordare se stesso; esso significa prendere in considerazione le debolezze degli altri, mettersi nei loro panni. Nella vita spesso ci  descritto con la parola tatto; soltanto che il tatto pu essere educato o accidentale.
Il considerare esterno significa controllo. Se impariamo a usarlo consapevolmente, ci dar una possibilit di controllo. Il considerare interno  quando sentiamo che gli altri non ci danno abbastanza, non ci apprezzano sufficientemente. Se uno considera internamente, egli perde momenti di considerare esterno. Il considerare esterno va coltivato, il considerare interno va eliminato. Ma prima osservate e vedete quanto spesso perdete momenti di considerare esterno e quale enorme ruolo interno abbia il considerare nella vita. Lo studio del considerare interno, della meccanicit, del mentire, dellimmaginazione, dellidentificazione mostra che tutti questi ci appartengono, che noi siamo sempre in questi stati. Allorch vi accorgete di questo, comprendete la difficolt di lavorare su voi stessi.
Cos come siete, non potete cominciare a ottenere qualcosa di nuovo; dovete rendervi conto che prima vi tocca ripulire completamente la macchina: essa  coperta di ruggine. Noi riteniamo di essere ci che siamo. Sfortunatamente non siamo ci che siamo ma ci che siamo divenuti; non siamo esseri naturali. Siamo troppo addormentati, mentiamo troppo, viviamo troppo nellimmaginazione, ci identifichiamo troppo. Riteniamo di avere a che fare con esseri reali, mentre in realt abbiamo a che fare con esseri immaginari.
Quasi tutto ci che sappiamo di noi stessi  immaginario. Sotto tutto questo agglomerato, luomo  completamente diverso. Abbiamo parecchie cose immaginarie che dobbiamo buttar via prima di poter arrivare alle cose reali. Finch viviamo in cose immaginarie, non possiamo scorgere il valore del reale; e solamente quando arriviamo alle cose reali in noi stessi possiamo vedere cosa sia il reale fuori di noi. Abbiamo troppa crescita accidentale in noi.
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D. Se uno si ritirasse dal mondo,  sicuro che egli supererebbe lidentificazione, il considerare e le emozioni negative?
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R. Questa domanda viene fatta spesso, ma non si pu essere affatto sicuri che ci sarebbe pi facile. Inoltre, potete trovare nella letteratura descrizioni di come alcuni individui raggiunsero un altissimo grado di sviluppo nellisolamento, ma quando essi sono rivenuti a contatto con altri, hanno immediatamente perso tutto quello che avevano guadagnato. Nelle scuole della Quarta Via si  scoperto che le migliori condizioni per studiare e lavorare su se stessi sono le condizioni ordinarie di vita delluomo, perch da un punto di vista queste condizioni sono pi facili e da un altro sono le pi difficili. Se un uomo quindi ottiene qualcosa in queste condizioni, egli la manterr in tutte le condizioni, mentre se la ottiene in condizioni speciali, la perder in altre condizioni.
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D. Ci potreste ripetere, per favore, cosa sia considerare interno ed esterno?
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R. Il considerare esterno  una forma di ricordare se stesso in relazione alla gente. Voi prendete in considerazione altre persone e fate non ci che  piacevole per voi, ma ci che  piacevole per loro. Il che significa che dovete sacrificare voi stessi, ma ci non significa autosacrificio. Significa che in relazione agli altri non dovete agire senza pensare. Prima dovete pensare e poi agire. Il vostro pensare vi mostrer che, pi spesso che no, se questa persona preferisce che voi agiste in una maniera e non in unaltra, ci  esattamente lo stesso per voi, quindi perch non fare ci che essa preferisce?
Perci lidea del sacrificio non entra in ci. Ma se questo non  lo stesso per voi, la faccenda  completamente diversa. Quello che  meglio per voi, quello che  meglio per loro, chi sia questa gente, quello che volete da essa, quello che volete che essa faccia: tutto questo deve entrare in ci. Ma lidea  che in relazione agli altri le cose non debbono accadere meccanicamente, senza pensare. Dovete decidere il vostro corso di azione. Ci significa non camminare sulla gente senza vederla. E il considerare interno significa camminare sulle persone senza notarle. Abbiamo troppo considerare interno e non abbastanza considerare esterno. Il considerare esterno  importantissimo per ricordare se stessi. Se non ne abbiamo abbastanza non possiamo ricordare noi stessi.
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D. Esso  la stessa cosa che comprendere gli altri?
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R. No, potete comprendere le persone soltanto nella misura in cui comprendete voi stessi. Ci significa comprendere le loro difficolt, comprendere ci che vogliono, osservare limpressione che producete su esse e cercare di non produrre limpressione sbagliata.
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D. Direste che la gentilezza  considerare esterno?
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R. Ci che sapevate nella vita non  considerare esterno.  necessario comprendere il principio e creare modelli per se stessi. Con laiuto del considerare esterno controllate limpressione che desiderate produrre. Col considerare interno desiderate produrre unimpressione e ne producete una diversa.
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D. Il considerare esterno mi sembra lontanissimo.
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R. Deve essere qui ora. Se rimane lontano voi stessi rimanete lontani.
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D. Il considerare esterno comporta la capacit di recitare una parte consapevole?
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R. S, ma ci sono gradi diversi. Il considerare esterno  solamente il principio; recitare una parte consapevole significa molto di pi.
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D. E cos il considerare interno?
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R. La sensazione che gli altri non vi paghino sufficientemente, il fare calcoli; sentirsi sempre ingannati, mal pagati.
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D. Trovo difficilissimo impedire il considerare interno. Esiste qualche tecnica speciale da impiegare contro di esso?
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R. No, non esiste tecnica speciale; soltanto il comprendere e punti di vista giusti. Osservate di pi. Forse troverete momenti liberi dal considerare e scorgerete come cominciare a lottare contro di esso e a studiarlo.  un atteggiamento meccanico, lo stesso dellidentificazione.
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D. La giustificazione di se stessi  sempre una manifestazione di considerare interno?
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R.  connessa con esso, ma  unaltra cosa. Il considerare interno non richiede alcuna giustificazione. Uno deve avere una ragione per giustificare, ma se egli sta nel considerare interno, egli la giustifica sempre. Il considerare interno significa identificazione; il considerare esterno significa lotta con lidentificazione. Il considerare interno  meccanico; il considerare esterno significa perlomeno attenzione. Quindi, praticando la non identificazione, cercando di controllare lattenzione, scoprite varie opportunit di studiare il considerare esterno e, se trovate esempi, forse scoprirete sistemi per lottare contro il considerare interno e trasformarlo nella pratica del considerare esterno. State per esempio parlando con qualcuno da cui volete ottenere qualcosa. Diciamo che egli sa qualcosa e voi volete che egli vi dica ci che sa. Allora parlate nella maniera che a lui piace, non discutete, non lo contrastate. Il considerare esterno  sempre pratico.
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D. Il considerare interno significa considerare eccessivamente se stessi? .
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R. Esso assume sempre la forma di baratto interno, di pensare che gli altri non vi considerino abbastanza.  importantissimo comprendere il considerare interno. Ne esistono parecchie forme talmente sottili che noi non notiamo; eppure la vostra vita ne  piena.
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D. Il desiderio di essere notati  considerare?
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R. Sia il desiderio di essere notati, che di non esserlo,  considerare. Esistono parecchi stati psicologici, che la psicologia ordinaria non pu spiegare o descrivere, i quali dipendono dalla identificazione e dal considerare.
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D. Qual  il modo migliore di pensare al considerare interno?.
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R. Nei momenti liberi dovete cercare di avere il pensiero giusto su di esso. Quando state considerando  gi troppo tardi. Dovete pensare a casi tipici di considerare, a ci che esso produce, e poi avere un giusto punto di vista su di esso, rendervi conto di come sia inutile e ridicolo. Confrontatelo poi col considerare esterno e cercate di non dimenticarlo. Se lo farete, forse potrete ricordarlo quando arriva il momento di considerare, e forse questo non verr nemmeno. La cosa realmente importante  pensare al considerare quando ne siete liberi, e non giustificarlo o nasconderlo a voi stessi.
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D. Pi cerco di lavorare, pi mi sembra di considerare internamente. Mi pare la cosa pi difficile con cui avere a che fare.
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R. Il considerare non pu crescere se voi lavorate, esso diviene soltanto pi visibile. E ci significa che diminuisce in quanto non pu esser visto senza che diminuisca. Il fatto che voi lo notiate dimostra che  divenuto meno forte. Questa  unillusione naturale, la stessa di quando uno sente di non comprendere mentre prima comprendeva. Significa che egli comincia a comprendere. Il primo dubbio sulla propria comprensione mostra gi una certa comprensione.
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D. Si pu pensare allidentificazione come a uno stato negativo che pu essere causato soltanto da emozioni negative?
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R. No, non proprio cos. Lidentificazione  un elemento necessario in ogni emozione negativa; non potete avere unemozione negativa senza identificazione. Di conseguenza, lo studio dellidentificazione e la lotta con essa sono armi potentissime nella lotta contro le emozioni negative. Qualche volta lottate direttamente con unemozione negativa, ma cercando di non identificarvi diminuite il suo potere, in quanto tutto il potere delle emozioni negative sta nellidentificazione e nellimmaginazione. Sicch, quando separate identificazione e immaginazione, lemozione negativa praticamente scompare, o perlomeno muta.
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D. Per combattere quindi contro le stesse emozioni negative dobbiamo osservare di pi e lavorare contro la forte identificazione con lemozione?.
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R. S. In seguito parleremo dei sistemi di lotta contro le emozioni stesse, perch esistono parecchi e ben precisi metodi, diversi per le diverse emozioni; ma prima dovete lottare contro limmaginazione negativa e lidentificazione. Ci  pi che sufficiente a distruggere parecchie delle solite emozioni negative: in ogni caso, per renderle molto pi lievi. Dovete cominciare con ci, perch  soltanto possibile cominciare ad usare metodi pi forti quando potete lottare in una certa misura con lidentificazione e quando avete gi arrestato limmaginazione negativa. Questa va arrestata completamente.  inutile studiare altri metodi finch ci non  stato fatto. Potete arrestare limmaginazione negativa: e persino lo studio dellidentificazione sar gi sufficiente a diminuirla. Dovete cercare di evitare lidentificazione quanto pi spesso  possibile, non soltanto in relazione alle emozioni negative ma a qualsiasi cosa. Se create in voi stessi la capacit di non identificare, questa influenzer quelle emozioni e noterete che esse cominceranno a sparire. Lidentificazione  latmosfera in cui vivono le emozioni negative ed esse non possono vivere senza questa.
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D. Possiamo avere qualche regola o guida da seguire in condizioni di vita ordinaria?.
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R. Cercate di ricordare voi stessi, cercate di non identificarvi. Ci produrr immediatamente un effetto sulla vita ordinaria. In che consiste la vita? In emozioni negative, identificarsi, considerare, mentire, dormire. Il primo punto  questo: come ricordare se stessi, come essere pi consapevoli? Poi troverete che le emozioni negative sono uno dei principali fattori che ci impediscono di ricordare noi stessi. Perci una cosa non pu andare senza laltra. Non potete lottare contro le emozioni negative senza ricordare maggiormente voi stessi, e non potete ricordare maggiormente voi stessi senza lottare contro le emozioni negative. Se rammenterete queste due cose, comprenderete meglio tutto. Cercate di tenere a mente queste due idee che sono collegate tra loro.
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D. Avevo un problema che mi preoccupava. Cercavo di ricordare me stesso e per un breve periodo sono caduto in uno stato nel quale non mi era pi possibile preoccuparmi e nondimeno  cambiato il mio senso dei valori. Questo stato non  durato a lungo, ma il problema, quando  tornato come tale, non ha assunto pi limportanza che aveva prima. Mi riesce difficilissimo riacquistare quello stato.
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R. Proprio cos. Continuate ad osservare e vi accorgerete che c un posto in cui voi siete tranquillo, calmo, nulla vi pu turbare: soltanto vi  difficile trovare la strada per giungervi. Ma se lo farete varie volte, sarete capace di ricordare alcuni dei passi, e attraverso quegli stessi passi pu darsi che ci arriviate di nuovo. Per non potete farlo semplicemente dopo una sola esperienza, perch non ricorderete la strada. Questo posto tranquillo non  una metafora:  una cosa realissima.
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D.  forse lo stato in cui si arriva quando si ricorda se stesso, perch ogni cosa allora sembra pi tranquilla e uno ha realmente la sensazione di essere consapevole di se stesso?
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R. S, potete prenderla in questo modo.
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D. Ho cercato di raggiungerlo di nuovo cercando di ricordare me stesso, ma non ho potuto trovarlo.
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R. Se vi troverete nuovamente in esso, cercate di ricordare come ci siete arrivato, perch a volte accade che uno scopra questo posto e perda la strada per arrivarci; poi di nuovo uno lo trova e di nuovo perde la strada.  difficilissimo ricordare la strada per questo posto.
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CAPITOLO 6.
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Desidero ricordarvi che questo sistema  basato sulla comprensione. La comprensione deve occupare il primo posto in questo sistema. Pi comprendete, migliore sar il risultato del vostro lavoro. Comprensione  un termine relativo. Ognuno comprende qualcosa a suo modo ogni momento.
Ma la comprensione deve essere pi vasta, pi vasta, e ancora pi vasta. In questo sistema chiamiamo comprensione un certo massimo possibile ad un determinato livello di conoscenza e di essere. Di norma questo massimo  troppo basso; la comprensione della gente  di solito limitata a una sola stanza, ed essa non esce mai da quella. Ma la comprensione di queste idee  molto oltre questunica stanza.
Quello su cui desidero riflettiate si riferisce a tutta la cosa. La gente non chiede perch abbastanza spesso, e se lo fa, questo perch  generalmente assai piccolo. Dovreste pensare a perch venite qui, cosa volete da questo sistema e perch, cosa potete apprendere da esso, perch esiste questo sistema, perch io parlo di questo sistema, cosa desidero di ottenere parlando di esso.
Bisogna avere un certo punto di vista su tutte queste cose; pu anche darsi che sia sbagliata, ma ad ogni modo bisogna averne qualche idea. Cos com, quasi ogni idea data rimane chiusa, inesplorata. Esistono scatole e scatole che potrebbero essere aperte, i contenuti letti e parecchie cose aggiunte. Ma quasi sempre abbiamo a che fare con scatole chiuse.
Una scatola: conoscenza; unaltra: essere; una terza: comprensione, e cos via. Noi non apriamo nemmeno queste scatole. Per prima cosa dobbiamo conoscere i contenuti delle scatole. Non c bisogno di limitare se stessi ad una domanda precisa a questo riguardo. Questo  un sistema organico: in esso potete cominciare con qualsiasi cosa. Cominciate dove vi pare, soltanto fate qualcosa con le idee che ascoltate.
Non  sufficiente semplicemente mettersi a sedere su quelle scatole di libri. Aprite la scatola della conoscenza e la scatola dellessere. La cosa importante  la relazione tra conoscenza ed essere. Ci sono parecchie cose che potete comprendere ora, sebbene,  chiaro, esse saranno circondate da cose che non potete ancora comprendere; ma se cominciate con quelle che potete capire, comprenderete parecchie altre cose.
Ogni momento di comprensione, ogni cosa di cui ci rendiamo conto, diffonde luce non soltanto sulla cosa cui stiamo pensando ma anche su parecchie altre.
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D. Un momento di comprensione  un momento di ricordare se stesso?
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R. Dipende. Pu essere o non essere collegato con esso.
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D. Ci pu essere vera comprensione non collegata col ricordare se stesso?
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R. Non esiste reale comprensione. La comprensione  relativa.  come la temperatura, pu essere di cinque gradi, dieci gradi, quindici gradi. Comprendete perch il linguaggio ordinario non  adeguato e perch dobbiamo studiare un linguaggio diverso? Perch nel linguaggio ordinario tutte le parole sono prese come assoluti.
In realt esistono diversi gradi di comprensione. Come ho detto, possiamo comprendere meglio, e ancora meglio. Poi, se vogliamo comprendere ancora meglio, dobbiamo cambiare il nostro essere. Se possiamo mettere in azione il centro emozionale superiore possiamo comprendere molto meglio. Comprendere di pi richiede il centro mentale superiore.
Vedete, le definizioni sono raramente di aiuto; in realt, possiamo avere pochissime definizioni. La convinzione che allo scopo di comprendere qualcosa sia necessario definirla  completamente sbagliata, perch la maggior parte delle cose non pu essere definita e le poche che possono esserlo, lo possono soltanto relativamente, con laiuto di altre cose. Sicch, tra lenorme quantit di cose che non possiamo assolutamente definire, esistono piccole isole di cose che possiamo definire.
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D. Il ricordare se stesso  meno relativo del comprendere?
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R. Anche se lo prendiamo come un termine assoluto, il problema : per quanto tempo? Che ricordiate voi stessi nel miglior modo possibile per mezzora, o per cinque minuti, fa unenorme differenza.
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D. Come si fa a colmare labisso di comprensione?
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R. Dovete abbattere un certo muro, e non sapete come farlo. Apprendere a far qualcosa significa acquisire una certa abilit. Per lungo tempo non potete farlo bene, siete maldestri; poi un giorno vi accorgete che potete farlo correttamente. La stessa cosa vale per il ricordare se stessi, non completamente, ma abbastanza approssimativamente.
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D. Esiste un qualche modo per accrescere la propria comprensione?
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R. Non una sola maniera; migliaia di maniere. Tutto ci di cui abbiamo parlato fin dal primo giorno riguarda modi per accrescere la comprensione. Ma il primo modo sta nellosservare e nello studiare noi stessi, perch ci accresce la nostra capacit di comprendere. Questo  il primo passo. Se poteste comprendere le idee che vi sono state date, la vostra conoscenza aumenterebbe. Ma comprendere soltanto superficialmente e indipendentemente dal desiderio.
Oppure potete avere un desiderio assai forte, ma la macchina non funziona. Eppure entro la nostra macchina abbiamo parti migliori di cui attualmente non ci serviamo. Possiamo usarle soltanto accrescendo la consapevolezza. Questa  lunica maniera.
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D. Il ricordo di ci che abbiamo ascoltato pu essere daiuto?
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R. Il ricordo, il miglior ricordo che possiamo avere, non  sufficiente, perch in questo sistema noi ricordiamo non con la memoria ma con la comprensione. Al contrario, il ricordo pu essere un ostacolo. Ascoltate qualcosa che ha un giusto posto nel sistema, e se potete metterla dove le spetta, non potete dimenticarla ed essa rimarr l; ma se voi semplicemente ricordate ci che  stato detto senza metterlo al suo giusto posto, esso  completamente inutile. Dovete cercare di comprendere ogni piccola cosa che udite, e comprendere significa trovare il posto che le appartiene tra le altre idee.
Dovete avere unidea generale del sistema ed ogni cosa nuova deve trovar posto in esso: allora non dimenticherete, e ogni nuova osservazione che farete trover il suo posto. E come se aveste un disegno senza particolari e losservazione completa i particolari.
Se non avete disegno, losservazione  perduta. Ma principalmente dovete lottare contro ostacoli che vi impediscono di comprendere. Soltanto rimuovendo questi ostacoli potete comprendere di pi. Per gli ostacoli, con leccezione della descrizione generale dellidentificazione e cos di seguito, sono individuali. Dovete trovare i vostri; dovete scorgere ci che ostacola il vostro cammino, ci che vi impedisce di comprendere.
Allorch lo troverete, dovrete combatterlo. Richiede tempo, perch non pu essere trovato immediatamente, sebbene in alcuni casi possa apparir chiaro fin dal principio. Per lungo tempo tutto il lavoro deve essere concentrato sulla comprensione, perch  lunica cosa dalla quale si pu essere guidati. La nostra principale difficolt  che vogliamo fare ancor prima di sapere di che cosa si tratti.
In questo sistema invece bisogna prima comprendere. Quando comprendete meglio le cose, parecchie altre diverranno possibili, non prima.
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D. Avete detto che allo scopo di comprendere questo sistema uno deve accrescere il proprio essere nella stessa misura della propria conoscenza e che, dei due, il pi difficile  accrescere lessere?
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R. Entrambi sono egualmente difficili.
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D. Ma a me sembra facile accrescere la mia conoscenza.
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R. Non  cos facile come pensate, perch conoscenza senza comprensione sar inutile, saranno semplicemente altre parole. Dobbiamo lavorare sul cambiamento dellessere, ma se ci lavoriamo come facciamo su ogni cosa nella vita ordinaria, la vita non sar sufficientemente lunga.  possibile ottenere un durevole cambiamento di essere soltanto se usiamo i metodi perfezionati del lavoro di scuola, altrimenti i nostri tentativi saranno troppo dispersi. La prima condizione di tale lavoro  non credere a nulla, verificare ogni cosa che si apprende; la seconda condizione  di non fare nessuna cosa a meno che non si comprenda perch e a quale scopo la si sta facendo. Sicch dipende dalla comprensione; tutte le scorciatoie dipendono dalla comprensione.
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D. Non ho compreso la differenza tra essere e comprendere.
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R. Vedete, sono due cose diverse. Comprendere  una combinazione di conoscenza ed essere. Qual  il fattore limitativo in noi stessi?  chiaramente il nostro essere, il che significa la nostra capacit di comprendere. Cos comprendere?  collegare un po di conoscenza con un altro po di conoscenza. Per esempio, vedrete che comprendere dipende dallessere, se prendete lidea elementare di essere. Luomo  diviso in differenti io o gruppi di io che non hanno nesso reciproco.
Quindi se un io sa una cosa, un secondo io unaltra, un terzo io ancora unaltra, ed essi non si incontrano mai, quale tipo di conoscenza  possibile? Da un punto di vista potrebbe sembrare che luomo ha abbastanza conoscenza, ma dato che questi io non si incontrano mai, questa conoscenza non pu mai essere messa assieme. Questo  lo stato di essere di un uomo ordinario, e ci dimostra che cos come egli , non pu avere comprensione.
Comprensione significa sempre connettere le cose con lintero, ma se uno non conosce lintero, come pu connettere? In questo sistema dovete cercare di comprendere; soltanto ci che comprendete d risultati positivi. Se fate qualcosa senza comprendere essa non vi dar molto, perch soltanto ci che comprendete  valido.
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D. Trovo difficile comprendere lidea che non c bisogno di fede. Voi non avete fede nelle idee del sistema?
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R. No, la fede non aiuter. Dovete accettare o non accettare le idee sulla base della vostra preparazione. Venite a queste idee con determinato materiale, e con laiuto di questo materiale decidete se accettarle o no, a seconda che le comprendete o no. Per voi stessi potete usare la parola accettare, noi usiamo la parola comprendere; e, se potete comprendere, non avete bisogno di fede. Non c assolutamente nulla nelle idee preliminari che richieda fede, perch in alcuni casi, come sotto laspetto psicologico, potete verificare tutto, e in altri casi, come nello studio delluniverso, c lidea della scala.
Non scorgo una singola idea in questo sistema che richieda fede e in cui la fede sia di aiuto. Al contrario, ritengo che la fede renderebbe le cose pi difficili e vi arresterebbe invece di aiutarvi.
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D. Esiste una qualsiasi altra cosa, tranne losservazione di s, che si pu fare per accrescere il proprio comprendere?
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R. S, bisogna comprendere ci che si sta facendo e perch lo si sta facendo. Pi uno comprende, pi egli pu ottenere dagli stessi sforzi. Ma la cosa principale  ricordare se stessi. Pi ricordate voi stessi meglio penserete, perch troverete nuove macchine. Se siete consapevoli di voi stessi, vi accorgerete che non avete bisogno di questa mente. Questa vi servir per pensare ai tavoli e alle sedie, ma se volete pensare a cose pi grandi, sarete capaci di usare macchine migliori.
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D. Perch non posso comprendere la minima cosa quando ci penso, ma a volte la comprensione arriva allimprovviso?
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R. La comprensione arriva sempre in quel modo; comprendete, poi cessate di comprendere. Ma se tutti i tentativi di comprendere qualcosa falliscono, provate a non pensarci e cercate di ricordare voi stessi, di essere cio emozionali: a suo tempo comprenderete. Il comprendere non diviene permanente di colpo; come in qualsiasi altra cosa, esistono parecchi gradini e voi potete comprendere qualcosa un giorno e non comprenderla il giorno successivo, in quanto potete essere pi consapevoli nelle stesse circostanze un giorno e pi addormentati il successivo. Perci possono trascorrere parecchi giorni prima che esso diventi vostro.
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D. Si comprende attraverso il centro emozionale?
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R. Comprendere  una funzione combinata di tutti i centri. Separatamente, ciascun centro pu soltanto sapere; allorch essi mettono assieme tutto il loro sapere, ci d conoscenza. Per comprendere qualcosa uno ha bisogno perlomeno di tre centri.
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D. Intendevate dire che uno deve comprendere ogni aspetto di una cosa?
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R. No, intendevo che prima dovete avere unidea su quale linea, su quale scala, su quale intero, state pensando. Poi, se parlate o pensate di qualche cosa separata, dovete comprendere la cosa separata in relazione allintero. Soltanto questo  comprendere: trovare il posto di questa cosa, il suo significato, la relazione che questa ha con voi stessi e con le altre cose. Provatelo, ma vi accorgerete che non  tanto facile come sembra.
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D. Non comprendiamo nessuna cosa, per quanto limitata?
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R. S, a volte comprendiamo le cose semplici; ma se una  un po pi complicata, ci perdiamo e non comprendiamo. Vogliamo comprendere cose grandi senza renderci conto che nella realt dei fatti non possiamo comprendere le cose pi semplici. Se cominciamo con queste, allora gradualmente cominceremo a comprendere di pi. Ma se cominciamo con le cose grandi e ci rifiutiamo di pensare o osservare cose piccole, non comprenderemo mai nulla correttamente.
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D. Non  mai possibile comprendere emozionalmente, senza comprendere intellettualmente? A volte si sente una cosa che non si pu comprendere.
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R. Allora  sensazione, non comprensione. La comprensione emozionale a volte  ottima, soltanto che non potete verificarla. Ma se potete osservare una cosa dal punto di vista di un centro, di un altro centro e di un terzo centro, allora comprendete realmente. E persino la direzione dei centri non  sufficiente da sola, perch  necessaria la conoscenza. Soltanto quando la conoscenza  connessa con la direzione dei centri essa  comprensione.
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D. La comprensione intellettuale come pu passare nella comprensione emozionale?
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R. Come ho appena detto, la comprensione lavora rarissimamente con un solo centro. Il lavoro di un centro pu essere informazione o sensazione, ma non comprensione, che  funzione di vari centri: due, tre, quattro, forse di pi.
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D. C un modo con cui posso mettere alla prova la mia comprensione di una cosa?
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R. Fate delle domande senza indicare la cosa che intendete, e ci mostra che voi stessi non comprendete ci che state domandando, in quanto per ciascuna comprensione separata esiste una prova precisa. Supponiamo diciate che comprendete come venire qua da dove abitate; allora, se prendete la vostra macchina (ammesso che abbiate una macchina) ed arrivate qui, ci significa che avete una prova per la vostra comprensione. In ogni altra cosa soltanto lapplicazione pratica mostrer se comprendete o no.
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D. Se raggiungiamo un certo stadio di comprensione, saremo di maggiore utilit al mondo?
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R. Prima dovete essere di utilit a voi stessi. Quando arriviamo al primo stadio potremo pensare al secondo. Se dormiamo, non possiamo essere di utilit a nessuno, nemmeno a noi stessi. Come possiamo comprendere altra gente quando non comprendiamo noi stessi? Gli uomini 1, 2 e 3 non si possono comprendere a vicenda; a questo livello la comprensione  semplicemente accidentale. Se ci spostiamo nella direzione delluomo n. 4 cominciamo a comprenderci a vicenda.
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D. Cosa intendete per comprenderci a vicenda?
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R. Allorch le persone parlano, cercano di spiegare i loro punti di vista, ma non possono farlo. Esse non possono nemmeno ripetere correttamente ci che hanno udito, cambiano le cose. E lincomprensione continua a crescere. Uno inventa una teoria, immediatamente ne vengono inventate altre cinque che la contraddicono. Sono trascorsi migliaia di anni dallinizio della creazione e in tutto questo tempo le persone non si sono comprese a vicenda. Come possiamo aspettarci che lo facciano ora? Perci dobbiamo comprendere noi stessi. Non vediamo la nostra situazione e non ci rendiamo conto della nostra meccanicit. Non vediamo che questa incomprensione  una legge.
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D. Come faccio a comprendere meglio la mia meccanicit e a vedere che sono una macchina?
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R. Non possiamo far nulla senza provare. Se volete assicurarvi se siete una macchina o no, cercate di fare qualcosa che una macchina non pu fare. Cercate di ricordare voi stessi, in quanto una macchina non pu ricordare se stessa. Se vi accorgete che potete, ci significher che non siete una macchina; se vi accorgete che non potete, ci prover che siete una macchina. Allora, se vi rendete conto di essere una macchina e volete scoprire se potete smettere di essere una macchina, ancora una volta il metodo sta nel provare.
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D. Avete detto che soltanto persone con essere eguale possono comprendersi a vicenda?
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R. Ci non  stato compreso del tutto giustamente, in quanto se due persone hanno un essere egualmente sbagliato, non si comprenderanno a vicenda. Non  leguaglianzaa portare comprensione tra le persone, ma un certo livello non soltanto di essere ma anche di conoscenza. Livelli diversi, quali uomini n. 5, n. 6 e n. 7, presuppongono livelli sia di conoscenza che di essere. Gli uomini n. 5 sono supposti comprendersi a vicenda; gli uomini n. 6 comprendono meglio e gli uomini n. 7 comprendono completamente.
Anche gli uomini n. 4 si comprendono a vicenda in confronto a noi, noi invece non possiamo comprenderci a vicenda, o possiamo comprenderci soltanto occasionalmente per un momento e in un altro momento cessare di comprenderci. Non possiamo fare affidamento su tale comprensione. Individui che si conoscono benissimo a vicenda possono lavorare assieme per anni e a un certo momento non comprendersi lun laltro. Questo  perch il posto o le condizioni in cui stiamo  chiamato il posto della confusione delle lingue: perch tutti parliamo lingue diverse.
Per questa ragione in una scuola giusta imparate prima di tutto il linguaggio con cui potete parlare con altri nella scuola e poi, usando questo linguaggio  se lo usate nella maniera giusta  vi comprenderete a vicenda. Questo  il motivo per cui  necessario un nuovo linguaggio. Se non imparate questo linguaggio, o se il linguaggio  sbagliato, non vi comprenderete lun laltro.
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D. La stessa parola pu avere una differente qualit di significato a seconda del livello della gente che la usa?
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R. S, pu averlo. Le parole cominciano ad acquisire significato obiettivo a partire dal livello delluomo n. 4. Gli uomini 1, 2 e 3 sono puramente soggettivi e ognuno comprende ogni parola a suo modo. Ma se le persone comprendono questo linguaggio, o anche poche parole di esso, le possono usare con lo stesso significato.
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D. Se si comprende completamente una parola, significa che si  arrivati allo stadio delluomo n. 7?
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R. No, non potete comprendere una parola completamente e unaltra incompletamente. Dovete conoscerle tutte a un certo livello, allora il vostro essere cambia e voi trovate parecchie altre divisioni. Sicch il vostro linguaggio diverr sempre pi complicato. E a un certo livello forse avrete bisogno di nuove parole, di nuove forme, perch quelle vecchie non saranno pi sufficienti.
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D. La comprensione di un termine o parola varia in relazione al grado del nostro essere? Per esempio, la parola amore significher una cosa per luomo n. 1 e unaltra per luomo n. 4 o 5?
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R. Certamente. Possiamo gi vedere come la stessa parola significhi una cosa per luomo n. 1, unaltra per luomo n. 2 e ancora unaltra per luomo n. 3. Ma a livello delluomo 1, 2 e 3 ci  meccanico, nel senso che gli individui non possono evitarlo. Essi comprendono a seconda del loro livello, della loro capacit, non in base al significato delle cose.
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D. Quali sono le indicazioni di un cambiamento da un livello a un altro, diciamo dal n. 3 al n. 4 o 5?
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R. Luomo n. 5  uno, egli ha unit. Non vive in questo costante conflitto di ego che abbiamo noi. Egli ha consapevolezza di s. Pu controllare il centro emotivo superiore. Sicch sapr da s qual  il cambiamento. Altre persone sapranno soltanto ci che quello gli mostra, perch egli pu controllare se stesso. Luomo n. 4 conosce il proprio scopo e come questo pu essere raggiunto. Egli cammina ad occhi aperti, mentre noi camminiamo ad occhi chiusi.
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D. Cosa intendevate quando in una delle vostre conferenze avete detto che comprendere non pu essere diverso?
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R. Se gli individui arrivano al livello pi alto, essi non possono comprendere le cose in maniera diversa. Ci si riferisce al livello pi alto, ma dato che noi aspiriamo a raggiungerlo, dobbiamo prenderlo come un principio. Se gli individui comprendono le cose in maniera diversa, significa che sono completamente sbagliati. In misura modesta potete trovare esempi di ci fin dora. Se due persone comprendono realmente qualcosa, per esempio se possono fare qualcosa egualmente bene, si comprenderanno a vicenda. Ma abbiamo perduto labitudine di giudicare le cose dal lato pratico, le giudichiamo teoricamente, mediante parole.
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D. Non possiamo avere qualche comprensione prima della comprensione completa?
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R. Non possiamo parlare per assoluti quando parliamo di noi stessi. Possiamo parlare soltanto di valori relativi. La comprensione completa  assai lontana, ma possiamo parlare di minore o maggior comprensione. Se continuate a cercare di ricordare voi stessi e a non identificarvi crescer la comprensione.
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D. Ci potete spiegare pi diffusamente cosa intendete quando dite che comprendere significa comprendere una parte in relazione allintero?
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R. Se comprendete soltanto una parte, ci non  comprensione. Sarebbe come se uomini ciechi cercassero di spiegare lelefante, uno mediante la sua coda, uno mediante la sua proboscide e cos via. Comprendere significa connettere parti con lintero. Si pu cominciare dalle parti, o si pu cominciare dallintero, ma comunque si cominci, pi le cose sono connesse, meglio si comprende: sempre che le connessioni siano fatte giustamente e non siano meramente unillusione.
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D. Se si comprende qualcosa nel sistema, si usano centri superiori?
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R. No, solamente parti superiori dei centri. Centri superiori significa consapevolezza superiore, ma esistono parecchi stadi di comprendere, e si possono fare interessantissime indaginisul comprendere. Ci sono per esempio cose che uno non comprende in un momento, in un altro le comprende, e poi di nuovo gli sfuggono. Esistono poi cose, quali parecchie frasi del Nuovo Testamento, che hanno parecchi significati diversi. Ma non  mai possibile ricordarli tutti. Io non ho mai potuto comprendere pi di tre significati contemporaneamente. Ne ho scritti circa venti, ma essi erano divenuti soltanto parole.  necessario conoscere i nostri limiti. Giusta comprensione richiede giusto atteggiamento. Dobbiamo comprendere di non aver controllo, di essere macchine, che ogni cosa ci accade.
Ma il semplice parlare di ci non cambia questi fatti. Cessare di essere meccanici richiede qualcosaltro e, prima di tutto, richiede un cambio di atteggiamento. Una cosa su cui abbiamo un certo controllo sono i nostri atteggiamenti: atteggiamenti verso la conoscenza, verso il sistema, verso il lavoro, verso lo studio di s, verso gli amici e cos di seguito. Dobbiamo comprendere che non possiamo fare, ma possiamo cambiare i nostri atteggiamenti.
Gli atteggiamenti possono essere assai diversi. Per il momento ne prenderemo soltanto due: positivo e negativo, non nel senso di emozioni positive o negative, ma riferendoci alle parti positive e negative del centro intellettuale; la parte che dice s e la parte che dice no, cio approvazione e disapprovazione. Questi sono i due atteggiamenti principali.
 importantissimo riflettere sugli atteggiamenti perch spessissimo assumiamo un atteggiamento negativo verso cose che possiamo comprendere solamente con un atteggiamento positivo.
Pu accadere, per esempio, che la gente assuma un atteggiamento negativo verso qualche cosa connessa con il lavoro. Allora la loro comprensione cessa ed essi non possono comprendere nulla finch non cambiano il loro atteggiamento. Dobbiamo avere atteggiamenti positivi in alcuni casi e atteggiamenti negativi in altri, perch spesso la mancanza di comprensione  causata da un atteggiamento sbagliato. Esistono parecchie cose nella vita che non potete comprendere a meno che non abbiate un atteggiamento negativo sufficientemente buono verso di esse, perch se le osservate positivamente non comprenderete mai nulla.
Se un uomo studia la vita, egli deve arrivare a conclusioni negative, perch nella vita ci sono troppe cose sbagliate. Cercare di creare soltanto atteggiamenti positivi  altrettanto sbagliato che avere soltanto atteggiamenti negativi. Tuttavia alcune persone possono avere un atteggiamento negativo verso ogni e qualsiasi cosa, mentre altre cercano di coltivare un atteggiamento positivo verso cose che richiedono un atteggiamento negativo. Daltra parte, come ho detto, nel momento in cui avete un atteggiamento negativo verso cose che si riferiscono al lavoro, alle idee, ai metodi e alle regole del lavoro, cessate di comprendere. Potete comprendere, a seconda della vostra capacit, soltanto fino al punto in cui siete positivi.  Ma ci si riferisce solamente agli atteggiamenti intellettuali. Nel centro emozionale, gli atteggiamenti negativi emozionali significano identificarsi.
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D. Non sono sicuro di comprendere cosa sia un atteggiamento negativo. 
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R. Significa un atteggiamento di sospetto o di antipatia: esistono parecchie variazioni; qualche volta un atteggiamento di paura. Prendetelo nel senso ordinario di accettare o non accettare.
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D. Un atteggiamento non  lo stesso che unidentificazione?
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R. Certamente no. Atteggiamento significa punto di vista. Potete avere un punto di vista senza essere identificati. Molto spesso lidentificare  il risultato di un atteggiamento sbagliato.
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D. Come si possono cambiare i propri atteggiamenti?
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R. Prima di tutto studiando se stessi e la vita sulle linee di questo sistema. Questo cambia latteggiamento. Questo sistema  un sistema di pensare differente, o piuttosto di atteggiamenti differenti, non meramente di conoscenza.  poi necessaria una certa valutazione; dovete comprendere il valore relativo delle cose. Non parliamo ancora di fare: parliamo di studiare.
Dobbiamo studiare e arrivare a comprendere cose che ora sono per noi soltanto parole, e spesso parole usate in un senso sbagliato e in un posto sbagliato.  necessario comprendere e ricordare certi principi fondamentali. Se lo farete, comincerete nella maniera giusta. Se non li comprendete o ricordate, le cose andranno male.
Generalmente esistono tre o quattro intoppi principali, e a meno che voi comprendiate e ricordiate i principi fondamentali, cadrete su uno o laltro di essi.
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D. Trovo che apprezzo grandemente il valore del sistema con la mia mente, ma come faccio ad aumentare la mia valutazione emozionale in modo da compiere sforzi maggiori?
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R. Comprendendo meglio e cercando di ricordare voi stessi. La comprensione non pu essere soltanto nella mente; ho spiegato che essa significa lopera contemporanea di parecchi centri, e la parte che il centro emozionale ha in ci  importantissima in quanto non ci pu essere profonda comprensione senza energia emozionale.
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D. Ci potete spiegare meglio perch  necessario un certo atteggiamento al fine di comprendere una cosa?
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R. Cercate di rifletterci sopra; cercate di vedere da voi stessi perch  necessario e cercate di scoprire cosa significhi un atteggiamento o punto di vista.  un processo di pensiero, di mettere le cose assieme: tutte le cose che gi sappiamo, tutte le idee e i principi che abbiamo appreso, ed essere capaci di vedere i fatti da un punto di vista nuovo. Pensare in maniera nuova  cosa difficilissima, perch il vecchio modo di pensare  mantenuto da vecchie abitudini di pensare, vecchie associazioni, vecchi atteggiamenti e dalla stessa influenza delle cose. Supponiamo che abbiate un certo atteggiamento verso qualcosa e che questa stessa cosa cerchi di mantenere in voi questo atteggiamento con tutti i mezzi possibili. Allora, se lo cambiate, se lo dirigete, farete un gran passo.
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D. Ci  stato detto che il vero lavoro sullessere richiede il rendersi conto di come ottenere giusta comprensione. Avete detto anche che dobbiamo comprendere ci che vogliamo?
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R. Esistono parecchie ragioni per ci. Comprensione  la forza pi grande a nostra disposizione che ci pu cambiare. Pi abbiamo comprensione, migliori i risultati dei nostri sforzi. Per quanto riguarda sapere ci che volete, immaginatevi di andare in un gran negozio con parecchi reparti diversi. Dovete sapere ci che volete comprare. Come potete ottenere qualcosa se non sapete ci che volete? Ma prima di tutto dovete sapere cosa c nel negozio, altrimenti vi potr capitare di chiedere delle cose che non vi vengono vendute. Ecco il modo di affrontare questo problema.  necessario ricordare sempre perch avete cominciato. Volete avere cose che potete ottenere dalla vita ordinaria o cose diverse? Val la pena tentare?
La nostra capacit di immaginare, generalmente usata in maniera tanto sbagliata, ci pu aiutare in questo caso. Ma dovete controllarla costantemente e non lasciare che evada con voi. Se evade con voi la chiamiamo immaginazione, se invece la controllate, la potete usare per vedere cosa significhi una cosa, cosa essa implichi. Sicch se la usate, vi pu aiutare a vedere se veramente volete ci che dite di volere o no, perch molto spesso vogliamo qualcosa di diverso, o non ci rendiamo conto che una cosa ne porta con s unaltra.
Non potete volere una cosa da sola; se volete una cosa, vi potr capitare di avere altre cose con essa. Soltanto quando sapete ci che volete, saprete dove state andando e lo saprete in maniera giusta.  necessario sapere. Esso pu essere del tutto fantastico, assolutamente impossibile dal punto di vista ordinario, eppure pu essere giusto. O pu sembrare semplicissimo e giusto eppure pu essere impossibile.
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D. Mi potreste dire a cosa bisogna mirare? Intendo cosa  possibile acquisire mediante il lavoro?
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R. Come risposta generale, lunico scopo  il cambiamento di essere. Lo scopo  raggiungere stati superiori di consapevolezza ed essere capaci di lavorare con centri superiori. Tutto il resto  per questo, al fine di raggiungere questo.  necessario fare mille cose che sembrano non aver relazione con esso, ma sono tutte necessarie, perch viviamo sotto al livello normale. Dobbiamo prima arrivare al livello normale, poi cercare di sviluppare cose e possibilit nuove. Nessuno vi pu aiutare in questo, soltanto il vostro lavoro e la vostra comprensione. Dovete cominciare con la comprensione. Queste conferenze e questo sistema hanno lo scopo di darvi comprensione. Il passo successivo dipende dai vostri sforzi. Il cambiamento di essere pu essere raggiunto soltanto se ricordate tutto ci che  stato detto, se non fate eccezioni per voi stessi, e trascurate le cose che non vi piacciono. Se le trascurerete, non avrete una giusta relazione con ci che  stato detto, e anche se cercherete di ricordarlo, non cambier nulla.
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D. Cosa intendete quando dite che viviamo sotto al nostro livello normale? Cos normalit?
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R. Normalit  capacit di sviluppo. Di solito la gente  sotto al normale. Soltanto dal livello delluomo ordinario comincia la possibilit di sviluppo. Ma esistono parecchi stati sotto a quello delluomo ordinario. Gli individui che sono troppo identificati, o ipnotizzati da idee formatorie, o che mentono troppo, sono pi macchine che uomini ordinari. Essere un uomo ordinario  gi relativamente uno stato superiore, in quanto da questo stato ci si pu muovere.
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D. Ho spesso cercato di pensare cosa voglio, ma trovo soltanto un pasticcio di molte cose.
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R.  proprio cos. Desidero che vi rendiate conto quanto sia difficile definire ci che si vuole. Supponete che vi venga data la pi ampia scelta di avere ci che volete: non saprete cosa dire. Ma  importante che lo comprendiate e lo sappiate; dovete essere capaci di formularlo. Riguardo a certe cose potete essere sicuri di non poterle ottenere in maniera ordinaria, ma non esiste garanzia che le possiate avere nemmeno in questaltra maniera. Per esempio, lordine pu essere sbagliato.
Esiste un determinato ordine,che non conosciamo, in cui potete ottenere le cose. Potete essere completamente sicuri di poter ottenere qualche cosa, per pu darsi che non otteniate ci che pensate di volere ma qualcosaltro. E anche se non ottenete le cose che volete, potete essere assolutamente certi che non avreste potuto averle in una qualsiasi altra maniera.
La cosa strana  che di norma la gente non conosce il proprio scopo. Lo scopo pu essere formulato solamente se uno sa gi qualche cosa circa la propria posizione. Se un uomo non si rende conto della sua posizione, tutti i suoi scopi saranno immaginari.
Vi consiglio quindi di pensare al vostro scopo: a ci che avete pensato su di esso prima e come descrivereste quello che potete ottenere e quello che potete cercare di ottenere.  inutile descrivere uno scopo che sapete di non potere ottenere. Ma se avete uno scopo che potete sperare di ottenere, il vostro lavoro sar consapevole, serio. Da principio la gente di solito si propone scopi troppo astratti e remoti. Lo scopo di una persona  al principio come una luce che essa scorge lontana mentre cammina di notte lungo una strada buia. Essa fa di questa luce il proprio scopo e cammina per raggiungerlo.
Lungo la strada scorge unaltra luce, tra s e la prima, comprende che prima deve arrivare alla luce pi vicina, e va verso di essa. Dopo un certo tempo, scorge una terza luce, di nuovo fra s e la luce verso cui sta andando, e cos di seguito. Ci si ripete varie volte finch, allultimo, essa vede la luce pi vicina a s, cio lo scopo che  capace di raggiungere da dove si trova.
Non abbiate quindi una visione troppo grande delle cose; non guardate troppo lontano; guardate pi vicino. Non potete cominciare a lavorare per un qualche futuro remoto; lavorate per domani. Trovate qualcosa di sbagliato oggi. Perch? Perch ieri era sbagliato. Perci, se fate giusto loggi, il domani sar giusto. E soltanto con uno scopo  possibile ricordare quello che avete fatto ieri e quello che fate oggi: ci che corrisponde al vostro scopo e ci che non gli corrisponde.
Il potere-movente in tutte le vostre azioni  di due tipi: qualcosa ci attrae o qualcosa ci respinge. Non possiamo sapere dove possiamo arrivare nel futuro remoto, ma conosciamo benissimo la situazione in cui siamo. Se lo comprendiamo, ci ci dar uno scopo preciso. Lo scopo sar quello di uscire da questa situazione.
Possiamo conoscere determinate cose in noi dalle quali dobbiamo cercare di liberarci. Lo scopo deve essere formulato, compreso e ricordato chiaramente. Soltanto allora  possibile ottenere risultati. Se si dimentica ogni momento lo scopo nessun risultato  possibile.
Come fa un uomo che si rende conto della propria posizione a formulare il proprio scopo? Egli si accorger che il centro di gravit della sua posizione  il sonno; allora il suo scopo sar di svegliarsi. Oppure, se egli si accorge della propria meccanicit, il suo scopo sar di liberarsi della meccanicit. Entrambi arrivano alla stessa cosa. Come vedete,  un punto di vista semplice e pratico.
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D. Vedo con maggior chiarezza che quanto ostacola il progresso  il non volere sottrarsi sufficientemente alla meccanicit. Come si fa ad intensificare il desiderio di sottrarsi?
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R. Questa  una delle domande costantemente ricorrenti cui  quasi impossibile rispondere. Dovete tentare, e dovete confrontare le cose come sono, non come dovrebbero essere.  necessaria maggior comprensione, e se volete una spiegazione completa, ricordare voi stessi, perch questa  lunica risposta reale. Se aumenta il ricordare se stessi, cresce tutto il resto.
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D. Avete parlato di ostacoli che vanno superati prima di raggiungere il nostro scopo. Da allora ho visto tanti di quegli ostacoli in me da non scorgere alcuna possibilit di ottenere qualcosa.
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R. Ci significa che vi identificate con essi. Dovete vedere che siete sempre in movimento, che non rimanete mai nello stesso posto; qualche volta siete pi vicini al vostro scopo, qualche volta pi lontani.  necessario che osserviate voi stessi, che afferriate i momenti in cui siete pi vicini al vostro scopo. Se formulate il vostro scopo, saprete quando siete pi vicini ad esso e quando pi lontani. Se il vostro scopo  formulato giustamente, non potete trovarvi sempre alla stessa distanza da esso.
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D. Mi accorgo di lavorare per risultati immediati.  uno scopo sbagliato?
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R. Non  questione di giusto o sbagliato: esiste solo il problema di conoscere il vostro scopo. Lo scopo deve sempre essere nel presente e riferirsi al futuro. Nessun risultato  possibile se non c scopo, nessuno sforzo e nessuna decisione.
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D. Come si pu vedere il modo di fare grossi sforzi?
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R. Facendo piccoli sforzi. Un grosso sforzo dipende da circostanze, situazioni, comprensione, e parecchie altre cose. Non potete cominciare con grossi sforzi. Dovete cominciare con piccoli sforzi, quali, per esempio, cercare di ricordare voi stessi, o cercare di arrestare i pensieri tre volte al giorno.  proprio un piccolo sforzo, ma se lo compite regolarmente, pu capitare la necessit o la possibilit di un grosso sforzo, e sarete capaci di compierlo al momento giusto.
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D. Quando per la prima volta sono venuto alle conferenze avevo un grande scopo, ma ora  divenuto molto pi piccolo. 
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R. S, gli scopi si contraggono moltissimo quando cominciate a lavorare. Allinizio sono enormi  come palloni  poi divengono molto piccoli tanto da poterli mettere in tasca.
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D. Suppongo che nel nostro stato presente non possiamo apprezzare la differenza tra giusto e sbagliato?
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R. Esattamente il contrario: possiamo apprezzare questa differenza; non soltanto possiamo, ma dobbiamo. Errore o male cominciano ad essere comprensibili dal momento in cui abbiamo una direzione. Se non abbiamo direzione, non c male particolare, perch tutto  lo stesso.
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D. Per direzione intendete scopo?
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R. S. Scopo significa direzione, una certa linea. Se il mio scopo  di andarmene a casa da qui, sar giusto per me girare a destra e sbagliato voltare a sinistra. Questo  come pu essere stabilito il principio di bene e male. Non ci pu essere definizione di bene o male, o di giusto e ingiusto, senza prima stabilire uno scopo o direzione. Quando avete uno scopo, allora ci che  opposto al vostro scopo, o vi distrae da esso,  sbagliato; ci che aiuta il vostro scopo  giusto. Deve essere il vostro scopo personale. Se esso corrisponde alle possibilit di sviluppo allora il sistema spiega tali possibilit.
E se comprendete che ci che ci impedisce di raggiungere il nostro scopo  meccanicit mentre ci che ci aiuta  consapevolezza, ne conseguir che consapevolezza rappresenta il bene e meccanicit il male. Perci, invece di bene e male, il sistema usa le parole consapevole e meccanico. Ci  pi che sufficiente a tutti i fini pratici. Se ci sono delle domande, possiamo procedere, soltanto dovete ricordare sempre questa definizione pratica in quanto  lunico terreno sicuro che abbiamo: ci che  giusto per noi e quanto aiuta il nostro sviluppo, il nostro risveglio e la nostra lotta contro la meccanicit; mentre ci che  sbagliato per noi quanto incoraggia le nostre tendenze meccaniche, quanto impedisce il nostro cambiamento, quanto ostacola il nostro sviluppo. Se cominciamo da ci, successivamente troveremo altri criteri per discriminare.
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D. Tutto ci che  meccanico  male?
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R. Ci non significa necessariamente che tutto quanto  meccanico  male; ma il male non pu essere consapevole, pu essere solamente meccanico; dovete chiedervi: pu il male essere consapevole in me? Tutto il resto  filosofia. Se esiste qualcosa che dal vostro punto di vista soggettivo considerate buono, e se cercate consapevolmente di fare ci che considerate cattivo, vi accorgerete che o non potete farlo, o perderete ogni piacere in esso. Esattamente nella stessa maniera non potete essere negativi consapevolmente, senza identificazione. Le emozioni negative sono i migliori veicoli del male, in quanto sono una delle cose pi meccaniche che abbiamo.
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D. Esistono parecchie cose da dover fare nella vita che sono contro il proprio scopo?
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R. Perch contro lo scopo? Potete dire che parecchie cose non corrispondono al vostro scopo; ma non vedo che uno debba fare parecchie cose contro il proprio scopo. Nel fare le cose che occorrono nella vita ordinaria il massimo che uno pu fare  perder tempo. Ma esistono parecchie cose che uno non deve fare, le quali sono molto peggiori della pura perdita di tempo. Se qualcosa  inevitabile, si pu sempre trasformare inlavoro qualsiasiattivit. Altre cosesono molto peggiori, quali limmaginazione, le emozioni negative, ecc. Esse non sono inevitabili. Le cose che siamo obbligati a fare non contraddicono il lavoro. Ma senza essere in nessun modo obbligati, facciamo cose che in realt contraddicono il lavoro. Le azioni che si oppongono chiaramente al proprio scopo possono essere solamente meccaniche, e parecchie di esse interrompono il nostro progresso verso lo scopo.
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D.  scopo della consapevolezza avere il completo controllo della macchina, sicch, per un uomo consapevole, tutto ci che  meccanico non potrebbe esistere? 
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R. Lasciate stare luomo consapevole. Potete comprendere il male soltanto in relazione a voi stessi: il resto  troppo generale. In voi stessi trovate caratteristiche e tendenze che vanno contro la consapevolezza che aiutano la resistenza. Quel male  in voi stessi. Vedrete che il male pu essere manifestato soltanto meccanicamente. Occorre molto tempo per comprenderlo pienamente. Vi potrete sbagliare spesso, potrete prendere per male ci che male non , o prendere qualcosa di meccanico per consapevole.
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D. Possiamo facilmente far qualcosa di sbagliato se agiamo in base alla nostra educazione, meccanicamente? Sarebbe meglio agire contro ci?
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R. Agire contro ci sarebbe egualmente meccanico, non fareste altro che opporre una meccanicit a unaltra. Se fate qualcosa contro ci cui siete abituati, non sar necessariamente giusto. Inoltre, questo non significa che ogni cosa che vi  insegnata o cui siete abituati sia sbagliata. Sarebbe troppo semplice. Prendete alcuni esempi delle vostre azioni e vedrete che quando le cose accadono, quando lasciate che accadono, esse possono essere giuste o possono essere sbagliate. Se invece foste consapevoli, potreste scegliere; sarebbe una situazione completamente diversa.
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D. Dobbiamo cercare modelli ordinari di condotta, o scoprirne nuovi nel lavoro?.
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R. Spessissimo scusiamo noi stessi o troviamo scuse per non ricordare modelli ordinari, perch riteniamo di doverne avere dei nuovi. Quando siamo nel processo di acquisirne dei nuovi, ad un certo momento non ne abbiamo nessuno, quindi dovete comprendere e dovete seguire modelli ordinari finch non ne avete dei nuovi. Se prendete lessenza delle ordinarie leggi morali, non ci troverete nulla di particolarmente diverso da quello che potete vedere nel sistema. Prendete per esempio le norme ordinarie di relazione con la gente. Sono semplicissime: non fare agli altri ci che non vuoi sia fatto a te stesso.  assolutamente logico e chiaro;  completamente accettato nel sistema.
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D. Non dovremmo scoprire da noi stessi ci che  giusto e sbagliato senza che ci venga detto?
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R. Come fate a scoprirlo da soli? Gli uomini hanno cercato una risposta a questo problema dalla creazione del mondo e non lhanno ancora trovata. Se poteste scoprire da voi stessi ci che  giusto o ingiusto, potreste scoprire tutto il resto. No, dobbiamo apprenderlo, come tante altre cose che devono essere apprese. Solamente quando apprezzate il valore del ricordare voi stessi, potrete avere valori giusti e potrete giudicare e soppesare.
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D. Esistono parecchie cose che uno fa deliberatamente, sapendo che sono sbagliate, ma egli non  abbastanza forte per non farle.
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R. Certamente, perch se siete meccanici in tutto, non potete diventare consapevoli solamente in una cosa. Inoltre, deliberatamente non significa consapevolmente; le cose semplicemente accadono. Se tutto accade, una cosa non pu non accadere; deve accadere anchessa.
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D. Esiste un modello morale peculiare a questo sistema?
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R. S, certamente, ma come ho appena detto, in relazione a questo sistema esso  facilissimo da comprendere.  la relazione del meccanico col consapevole. Ci significa che determinate cose sono meccaniche e dovrebbero rimanere meccaniche, mentre certe altre cose che ora sono meccaniche debbono divenire consapevoli. Vedete, una delle cose pi difficili  riconoscere il giusto e lingiusto, o il bene e il male. La nostra mente non  abituata a pensare a ci in relazione alla consapevolezza. Riteniamo che ci deve essere una permanente definizione esterna che pu essere accettata, ricordata e seguita, e non ci rendiamo conto che non ci pu essere definizione esterna. Ma esistono qualit interiori delle azioni che determinano cose.
Questa idea della relazione di bene e male con consapevole e inconsapevole  cosa utilissima su cui riflettere, particolarmente quando cominciate a trovare giuste analogie; non soltanto perch vi d una certa comprensione precisa, ma anche perch, tenendo fissa la vostra mente su questidea e idee simili che ascoltate nel sistema, la mantenete al pi elevato livello possibile per noi, cio nelle parti intellettuali dei centri.
Non potete pensare utilmente a queste cose con le parti inferiori, meccaniche dei centri, perch nulla ne deriverebbe. Allo scopo di ottenere un po di comprensione, dovete impiegare le parti intellettuali dei centri, e non soltanto una, ma due o tre contemporaneamente. Cos morale? Comprendere le leggi della condotta? Non  sufficiente.
Se, come selvaggi, diciamo: Se mi derubi, ci  male, se ti derubo io, ci  bene, questa non  morale;  semplicemente condotta da selvaggi. In quanto la morale comincia quando si ha un senso di bene e di male in relazione alle proprie azioni e si  capaci di rinunziare a ci che si considera male e di fare ci che si considera bene. Cos bene? Cos male?
Generalmente, in questa prima fase, luomo prende in prestito principi morali da idee religiose, filosofiche o scientifiche, o semplicemente adotta tab convenzionali. Egli ritiene che alcune cose sono buone e che altre sono cattive. Ma questa  morale soggettiva, e la comprensione di bene e male  puramente relativa. In tutti i paesi e in tutte le epoche erano accettati determinati codici morali che cercavano di spiegare cos bene e cos male.
Ma, se cerchiamo di confrontare le teorie esistenti, vedremo che tutte si contraddicono a vicenda e sono piene di contraddizioni in se stesse. Non esiste una cosa come la morale generale; non esiste nemmeno una cosa come la morale cristiana. Il Cristianesimo, per esempio, dice che non dovete uccidere, ma nessuno prende questo sul serio. Parecchie morali sono state costruite sulla base delluccidere.
Per esempio, come ho detto nella prima conferenza, in alcuni paesi  considerata cosa immoralissima rifiutare la vendetta di sangue. E perch in un caso luomo pu uccidere e in un altro no? Tutto quanto  noto circa la morale ordinaria  pieno di contraddizioni. Quindi, se riflettete su questo problema, comprenderete che nonostante le centinaia di sistemi e insegnamenti morali luomo non pu dire cosa  giusto e cosa  ingiusto, perch i valori morali cambiano, in essi non c nulla di permanente.
Nondimeno, in base al loro atteggiamento nei riguardi dellidea di giusto e ingiusto, gli individui possono essere divisi in due categorie. Ce ne sono alcuni che non hanno alcun senso di giusto e ingiusto; tutto ci che hanno invece del senso morale  lidea di piacevole e spiacevole, utile e svantaggioso. E ne esistono altri che hanno un senso di giusto e ingiusto, senza sapere realmente cosa  giusto e cosa  ingiusto.
Gli individui che appartengono alla prima categoria non possono essere interessati nel sistema, non  per loro. Quelli della seconda categoria potrebbero essere interessati. Ci che va compreso fin dallinizio  che luomo deve cominciare con un certo senso di giusto e ingiusto, altrimenti non si pu far nulla. Poi egli deve essere sufficientemente scettico riguardo alla morale ordinaria e deve comprendere che non c nulla di generale o stabile nei principi di morale ordinaria, in quanto questi cambiano in base a convenzioni, luoghi ed epoche.
E deve comprendere la necessit di giusto e ingiusto obiettivi. Se capisce queste tre cose, trover una base per distinguere ci che  giusto e ci che  ingiusto in relazione a ciascuna cosa separata, perch, se egli comincia giustamente, trover che esistono modelli precisi con laiuto dei quali bene e male cessano di essere relativi e divengono assoluti. Tutto il problema sta nel cominciare da un atteggiamento giusto, da un giusto punto di vista. Se egli comincia da un punto di vista sbagliato, non trover nulla.
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D. Come possiamo fidarci del nostro senso di giusto e ingiusto?
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R. Non potete fidarvi o non fidarvi; esso  l. Perci questa non  una domanda. Potete soltanto esitare ed essere in dubbio in relazione alloggetto. Indubbiamente, senza conoscenza, senza sviluppo, senza consapevolezza non potete affermare definitivamente se una cosa  giusta o ingiusta; ma potete essere sulla strada per riuscirvi. La morale  sempre diversa, il senso morale  permanente. Se la gente non ha senso morale,  inutile parlarle. Ma il senso di giusto e ingiusto  una cosa, mentre definizioni, contenuti, sono completamente unaltra.
Due persone possono avere un forte senso di giusto e ingiusto, per ci che  giusto per una sar ingiusto per laltra. Il sentimento non presuppone definizione, sicch un uomo pu avere il senso del giusto e dellingiusto ed avere idee sbagliate su ci.
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D. Il modello da applicare sarebbe se una cosa particolare favorisce o ostacola la consapevolezza?.
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R. Il modello deve essere connesso con un sistema. Senza un sistema (non intendo questo sistema, ma uno deve avere un sistema) non potete giudicare. Questo sistema comincia con la possibilit della consapevolezza obiettiva e la consapevolezza obiettiva  descritta come uno stato in cui possiamo conoscere la verit. Se, quando ci arriviamo, possiamo conoscere la verit, potremo anche sapere ci che  giusto e ingiusto. Di conseguenza, la stessa strada che conduce alla consapevolezza obiettiva porta anche alla comprensione di giusto e ingiusto; dato che non abbiamo consapevolezza obiettiva, consideriamo che tutto quanto ci aiuta a svilupparla  giusto e buono, e tutto quanto ci ostacola in ci  sbagliato e cattivo.
Nella nostra comprensione ordinaria, la verit obiettiva si riferisce pi al lato intellettuale della vita, ma un uomo pu desiderare di saperlo anche dal lato religioso, dal lato morale, dal lato estetico, ecc. Il sistema spiega che gli uomini 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7 sono tutti in una posizione diversa a questo riguardo. Esiste la religione n. 1, n. 2, n. 3, n. 4 e cos via, ed esiste la morale n. 1, n. 2, n. 3, n. 4, n. 5, ecc. Ci non significa che luna o laltra sia sbagliata, ma che una non pu essere spiegata dallaltra.
Cristo, per esempio, non ha predicato linquisizione e il suo insegnamento  stato falsato da uomini 1, 2 e 3 per essere usato a fini criminali; ci non pu essere attribuito a Cristo. Poich siamo uomini 1, 2 e 3, esistono parecchie cose nelle quali non possiamo scorgere indicazioni visibili se favoriscono o ostacolano lo sviluppo della consapevolezza. Perci dobbiamo cercare altri principi, e possiamo trovare questi altri principi soltanto se pensiamo a casi concreti di condotta. Nel sistema si possono trovare parecchie indicazioni sufficienti a mostrare come cercare una o laltra cosa.
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D. Ritenete che nel corso del tempo un nuovo credo e morale possono scaturire da questo sistema?
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R. Da questo sistema no.  una cosa completamente differente. Queste idee non sono per le masse, n per i pi. Dovete ricordare che questo  insegnamento di scuola e linsegnamento di scuola pu esistere soltanto per le scuole. In circostanze favorevoli forse le scuole possono aumentare, ma questa  una cosa completamente diversa; non  la stessa che lapparizione e la crescita di una religione. Scopo del sistema  portare luomo alla coscienza. Coscienza  una certa facolt che esiste in ogni uomo normale.  in realt una differente espressione di consapevolezza, soltanto che la consapevolezza agisce pi sul lato intellettuale mentre la coscienza pi sul lato morale; essa aiuta a rendersi conto di ci che  bene e ci che  male nella propria condotta.
La coscienza  uno stato in cui non ci si pu nascondere a noi stessi, e deve essere sviluppata nelluomo. Questo sviluppo  parallelo e simultaneo allo sviluppo della consapevolezza. Non possiamo dire di non averla, quindi non significa uno sviluppo speciale di qualcosa che non esiste in noi; soltanto che nella nostra vita  dietro le scene, sepolta profondamente in noi e addormentata. Pu darsi che si svegli per un momento nella vita ordinaria, e se lo fa, particolarmente da principio porta sempre sofferenza, perch  assai spiacevole affrontare la verit riguardante noi stessi. 
Coscienza in relazione alle emozioni  lo stesso che consapevolezza in relazione alle idee. Potrebbe essere pi facile per voi comprendere cos coscienza se pensaste al significato etimologico delle parole consapevolezza e coscienza. Consapevolezza significa tutta la conoscenza connessa assieme. Ma non possiamo parlare di tutta la conoscenza perch ci sarebbe troppo elevato; possiamo parlare soltanto di tutta la conoscenza che possiamo avere relativamente allo stesso soggetto.
Deve essere connessa con la consapevolezza di s, perci consapevolezza dovete essere voi stessi, connessi con tutto ci che sapete su qualche particolare cosa. Coscienza  la stessa cosa, soltanto in relazione alle emozioni. Avere un momento di coscienza  sentire di colpo tutto ci che sentite nei riguardi di qualcuno o qualcosa. Se potete sentire tutto ci che avete sempre sentito in relazione alla stessa persona, paese, casa, libro, o qualsiasi altra cosa, tutto in una volta, questo sarebbe un momento di coscienza e vi accorgerete di quanto sono numerose le contraddizioni nelle vostre emozioni.
A meno che non abbiate avuto questa esperienza non potete immaginare quanti diversi sentimenti potete avere. In uno stato di coscienza li vediamo tutti in una volta. Questo  il motivo per cui  uno stato cos spiacevole.
La coscienza non  molto lontano, soltanto che abbiamo parecchi metodi di trattarla che ci impediscono di sentirla, quali limmaginazione, le emozioni negative, il giustificare e cos via, poich essa  troppo scomoda.
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D. Avete detto che coscienza  sentire tutte le nostre emozioni contemporaneamente. Non posso assolutamente vedere come possiamo sentirle tutte assieme.
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R. No, non ho mai detto questo. Ho detto che in un momento di coscienza, che voi lo vogliate o no, avvertirete tutte le vostre emozioni sullo stesso soggetto tutte in una volta. Ma questa non  una definizione di coscienza. La coscienza pu essere definita come una sensazione emozionale di verit su un dato soggetto. Come ho detto, coscienza  la stessa cosa che consapevolezza, soltanto ci sembra diversa. Noi siamo soggettivi, perci prendiamo le cose da un punto di vista soggettivo.
Allorch pensiamo alla consapevolezza, pensiamo a una certa forza, a una certa energia, o stato, in rapporto con lapprezzamento intellettuale. La stessa energia, la stessa forza si pu manifestare tramite emozioni, e ci pu accadere a uomini del tutto ordinari, in condizioni ordinarie. A volte gli individui possono avere un senso emotivo di verit: alcuni pi, altri meno, questa  coscienza.
Mancanza di consapevolezza, assenza di ricordare se stessi e parecchie altre cose, quali identificazione e immaginazione, ci escludono da questi momenti di coscienza che altrimenti sarebbero pi possibili. Cercate di pensarci in questa maniera. Vedere le contraddizioni e coscienza sono connessi, per non sono la stessa cosa, e se li prendete assieme non arriverete mai da nessuna parte. La nostra consapevolezza, come possiamo averla nel nostro stato, non si pu manifestare tramite il centro intellettuale perch questo  troppo lento, dato che lavora principalmente soltanto per la parte formatoria.
Ma a volte si pu manifestare tramite il centro emozionale; allora, come ho detto,  chiamata coscienza. Per manifestarsi, la consapevolezza richiede lunga preparazione, capacit intellettuali e cose del genere, ma la coscienza funziona pi spesso e pi facilmente della piena consapevolezza. La piena consapevolezza ha bisogno di parecchia conoscenza connessa con la percezione della propria esistenza, deve per essere una percezione costante; non  sufficiente percepirla oggi e dimenticarla domani.
Da principio, allorch la coscienza si manifesta in noi, si rivolge contro di noi, e noi cominciamo a scorgere tutte le nostre contraddizioni interiori. Di solito non possiamo vederle perch ci troviamo sempre in questo o in quel piccolo compartimento, mentre la coscienza pu vedere dallalto e mostrarci che qui abbiamo sentito una cosa, l unaltra cosa, di nuovo qui una cosa completamente diversa: tutte sullo stesso soggetto.
Se per esempio prendiamo il lavoro, dobbiamo renderci conto che in un momento sentiamo una cosa riguardo ad esso, in un altro momento una cosa completamente diversa, e di nuovo in un terzo momento unaltra cosa differente. Non le sentiamo mai tutte assieme. Se potessimo sentire contemporaneamente tutto quello che abbiamo sempre sentito riguardo al lavoro, ne avremmo un grande shock.
Questa sarebbe coscienza. Tutta la nostra vita, tutte le nostre abituali maniere di pensare, hanno soltanto uno scopo: evitare shock, sensazioni sgradevoli, spiacevoli percezioni riguardanti noi stessi. E questa  la cosa principale che ci mantiene addormentati, perch al fine di svegliarci non dobbiamo aver paura; dobbiamo essere tanto coraggiosi da vedere le contraddizioni.
Anche del tutto indipendentemente dalla questione della coscienza,  importante scoprire in voi stessi che, quando avete forti emozioni (ci non si riferisce a piccole emozioni), quando avete una forte sensazione su qualche particolare cosa, potrete essere praticamente certi che in un altro momento avrete unemozione diversa sulla stessa cosa. Se non potete scorgerla in voi stessi, guardatela negli altri. Quando vi rendete conto dellesistenza di queste emozioni contraddittorie, ci vi aiuter a comprendere la vostra meccanicit e la vostra mancanza di comprensione di voi stessi: mancanza di conoscenza di s.
Finch avvertiamo emozioni diverse in tempi diversi, che tipi siamo? In un momento ci fidiamo, in un altro siamo sospettosi; in un momento amiamo, in un altro detestiamo. Quindi lo scopo  di mettere assieme queste diverse emozioni, altrimenti non ci conosceremo mai. Se avvertiamo sempre soltanto una emozione alla volta e non ricordiamo le altre, siamo identificati con essa. Quando abbiamo unaltra emozione dimentichiamo la prima; quando ne abbiamo una terza, dimentichiamo la prima e la seconda. Molto presto nella vita, mediante imitazione e in diversi altri modi, apprendiamo a vivere in una sorta di stato immaginario per proteggerci dalla spiacevolezza, perci la gente sviluppa in s questa capacit di vedere soltanto unemozione alla volta. Ricordate di lavorare. Ricordate voi stessi in uno stato danimo, poi ricordatevi in un altro. Cercate di connetterli assieme e vedrete.

D. Se abbiamo diversi compartimenti, questi esprimono se stessi?
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R. Come ho appena detto, uno alla volta. Per esempio, in un momento amiamo qualcuno e in quello successivo lo vogliamo morto. Soltanto non ce ne accorgiamo. Eppure, a volte, vengono momenti in cui possiamo sentire tutte le emozioni sullo stesso soggetto assieme. Soltanto che dovete aspettare finch avete un assaggio di tale momento perch senza un suo assaggio non potrete mai proseguire nella comprensione di ci che significhi un momento di coscienza.
La coscienza pu essere fortissima e precisa. Ma nella maggioranza dei casi  addormentata perch, dato che la maggioranza della gente  addormentata, ogni cosa in essa dorme. La coscienza va quindi risvegliata. Dobbiamo apprendere a capire la verit emozionalmente in certi casi e lo possiamo fare soltanto non avendo paura di affrontare le contraddizioni in noi.
Abbiamo in noi speciali congegni che ci impediscono di scorgere queste contraddizioni. Questi congegni sono chiamati respingenti. I respingenti sono dispositivi speciali, o se preferite una speciale crescita, che ci impedisce di vedere la verit su noi stessi e su altre cose. I respingenti ci dividono in specie di compartimenti a prova di pensiero.
Possiamo avere parecchi desideri, intenzioni, scopi contraddittori e non ci accorgiamo che sono contraddittori perch tra loro ci sono i respingenti che ci impediscono di vedere da un compartimento in un altro. Allorch vi trovate in un compartimento, ritenete che esso sia il tutto, poi passate in un altro e ritenete che questo sia il tutto.
Questi congegni sono chiamati respingenti perch, come in un vagone ferroviario, diminuiscono le scosse. Ma in relazione alla macchina umana essi sono ancor di pi: rendono impossibile il vedere, perci sono anche dei paraocchi. Gli individui con respingenti veramente forti non vedono mai; ma se si accorgessero di quanto essi sono contraddittori, sarebbero incapaci di muoversi perch non si fiderebbero di se stessi.
Questo  il motivo per cui i respingenti sono necessari nella vita meccanica. Casi estremi del genere significano sviluppo sbagliato, ma anche negli individui ordinari, in una o nellaltra linea, esistono sempre respingenti profondamente nascosti.
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D. Quando vi accorgete di avere un respingente in voi, potete far qualcosa per liberarvene?
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R. Prima dovete vederlo; prima di vederlo non potete far nulla. E, se potete far qualcosa dopo averlo visto, dipende dalla grandezza del respingente e da parecchie altre cose. A volte  necessario prendere un martello e sfasciarlo; altre, esso scompare se gettate luce su di lui; i respingenti infatti non amano la luce. Allorch i respingenti cominciano a sparire e divengono meno forti, comincia a manifestarsi la coscienza. Nella vita ordinaria essa  tenuta gi dai respingenti.
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D. Ci potreste spiegare un po pi diffusamente cosa intendete per respingenti?
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R. I respingenti sono assai difficili da descrivere o definire. Come ho detto, essi sono specie di tramezzi in noi che ci impediscono di osservare noi stessi. Potete avere diversi atteggiamenti emozionali (essi si riferiscono sempre ad atteggiamenti emozionali) verso la stessa cosa al mattino, a mezzogiorno e alla sera, senza accorgervene. O, in determinate serie di circostanze, avete un tipo di opinioni e in altre circostanze un altro tipo di opinioni; i respingenti sono muri che si ergono tra quelle. Generalmente ciascun respingente  basato su qualche sorta di assunto sbagliato su noi stessi, sulle nostre capacit, sui nostri poteri, inclinazioni, conoscenza, essere, consapevolezza, ecc.
Differiscono dalle ordinarie idee sbagliate perch sono permanenti; in determinate circostanze uno pu sempre sentire e vedere la stessa cosa; e voi dovete comprendere che nelluomo 1, 2 e 3 nulla deve essere permanente. Lunica possibilit di cambiare  che non c nulla di permanente in lui. Opinioni, pregiudizi, idee preconcette, non sono ancora respingenti, ma allorch divengono assai solidi, sempre gli stessi, e ogni volta fanno lo stesso trucco di impedirci di vedere le cose, diventano respingenti.
Se la gente ha qualche sorta di costante atteggiamento sbagliato, basato su informazioni sbagliate, su erroneo lavoro dei centri, su emozioni negative, se si serve sempre dello stesso tipo di scusa, essa prepara i respingenti. E quando un respingente  ben stabilito e diviene permanente, arresta qualsiasi possibile progresso. Se i respingenti continuano a svilupparsi, divengono idee fisse, e ci  sempre follia, o principio di follia.
I respingenti possono essere assai diversi. Io, per esempio, conoscevo un uomo che aveva un respingente interessantissimo.
Ogni volta che faceva qualcosa di sbagliato, diceva di farlo apposta, per esperimento. Questo  un ottimo esempio di un respingente. Un altro aveva il respingente di non essere mai in ritardo; cos, con questo respingente fermamente stabilito, era sempre in ritardo ma non se ne accorgeva mai, e se si richiamava la sua attenzione su ci, ne era sempre sorpreso e diceva: Come posso essere in ritardo? Non sono mai in ritardo!.
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D. Quando un respingente scompare e si vede qualcosa che sembra insopportabile, qual  il passo successivo?
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R. Tutto il lavoro  preparazione a questo. Se uno non lavora ma soltanto ritiene di lavorare e un respingente per qualche accidente scompare allimprovviso, egli si trova in una situazione spiacevolissima ed inoltre si accorge di fingere soltanto di lavorare. I respingenti ci aiutano a fingere di lavorare invece che a lavorare realmente. Questo  il motivo per cui la gente nello stato ordinario non pu avere coscienza, perch se la coscienza venisse allimprovviso, essa impazzirebbe. I respingenti sono utili sotto questo riguardo: contribuiscono a mantenerci addormentati, perch, se altri lati non sono sviluppati, se tutto non  messo in un certo equilibrio, non  possibile sopportarci come facciamo normalmente.
Perci non  nemmeno consigliabile distruggere i respingenti prima di essere preparati. Uno prima deve essere pronto. Possiamo sopportare noi stessi soltanto perch non ci conosciamo. Se ci conoscessimo come siamo, ci sarebbe insopportabile.
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D. Eppure uno vede se stesso intellettualmente senza sentire fortemente.
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R. Lo studio intellettuale di s  solamente preparazione; quando per cercate di ricordare voi stessi e di non identificarvi, cominciate a sentire emotivamente.
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D. Tutti abbiamo respingenti?
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R. S. Non potremmo vivere senza di essi; dovremmo essere sempre sinceri e vedere sempre tutto.
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D. Qual  la causa di questa disarmonia interiore che uno ha di solito?
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R. Questa disarmonia  lo stato normale delluomo n. 1, 2 e 3. Un uomo che dorme non pu essere armonioso; se fosse armonioso non ci sarebbe incentivo per lo sviluppo e non ci sarebbe alcuna possibilit.
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D. Ma se uno cerca di essere pi sveglio, uno diventa pi consapevole della propria disarmonia; allora, avendo visto ci, non potrebbe egli divenire pi armonioso?
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R. Questa  una domanda teorica. Si cessa di essere disarmonici quando si cessa di essere come siamo ora. Cos come siamo, siamo disarmonici, poi consapevoli della nostra disarmonia, poi di nuovo disarmonici, di nuovo consapevoli, e cos di seguito.
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D. Quindi uno non pu mai essere felice?
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R. Felicit significa equilibrio e lequilibrio nel nostro stato  impossibile, intendendo equilibrio nel senso di armonicit. Siamo sempre equilibrati in una determinata maniera, ma  una maniera sbagliata. Se fossimo armoniosi nel nostro stato presente, non avremmo motivo di cambiare; perci la natura ha combinato le cose molto bene impedendoci di essere armoniosi cos come siamo, affinch non possiamo essere felici in questo stato. Felicit  armonia tra circostanze esteriori e manifestazioni interiori; ci per noi  impossibile, se per felicit intendete armonia.
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D. Il lavoro sembra renderci pi infelici.
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R. Lo studio del sistema, lacquisizione di maggior controllo, non ci pu rendere pi infelici. In ci non c abnegazione. Quello che bisogna perdere  limmaginazione. Qualsiasi cosa reale non  un ostacolo al risveglio. Sono le cose immaginarie che ci tengono addormentati, e ad esse dobbiamo rinunciare.
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D. I respingenti sono dovuti alleducazione e allambiente?
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R. A parecchie cose; ma i migliori respingenti sono creati dalleducazione di se stessi.
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D. Il sistema ci insegna a liberarci dei respingenti?
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R. S, il sistema ci insegna prima di tutto a trovarli. Poi, avendoli trovati, potete scoprire metodi per liberarvene. Non potete cominciare a lavorarci sopra senza conoscerli.
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D. Come si fa a trovare i respingenti?
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R. Non si possono trovare se non ci si osserva nella maniera giusta. Bisogna scoprire le contraddizioni.
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D. Bisogna trovare i propri respingenti o occorre che questi ci siano indicati?
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R. In ogni caso essi non vi possono essere indicati finch non avete fatto tutto il possibile per voi stessi. Altrimenti la gente non ci crederebbe mai; essa dice: Tutto meno che questo!
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D.  un respingente dire a se stessi: Lo far domani?
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R. Non  un respingente ma un ottimo sistema per far s che i respingenti prosperino.
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D. Voi dite che bisogna cercare le contraddizioni. Io ne scorgo parecchie, ma le attribuisco a diversi io.
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R. S, ci  esattissimo. Ma, allorch ci troviamo in una di queste contraddizioni, generalmente siamo identificati con uno di questi punti di vista e non possiamo scorgere laltro. Allorch non siete in nessuno dei due, quando vi tenete da parte, potete dire: Qualche volta guardo in questa direzione e qualche volta in quellaltra, ma quando siete identificati non potete farlo. Dovete cercare di spezzare questa identificazione.
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D. Il desiderare e il non desiderare al tempo stesso  un respingente?
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R. Non  un respingente. Un respingente prende solamente la forma di una forte convinzione. Per esempio, un uomo che conoscevo era convinto di amare tutti gli uomini. In realt non amava nessuno, ma con la forza di questo respingente, era libero di essere tanto sgradevole quanto gli pareva. Questo  un respingente assai sicuro e credibile.
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D. Si pu imparare circa i respingenti osservando gli altri?
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R. S, perch ci vi pu aiutare a scorgere i respingenti in voi stessi. Ma, dato che le cose raramente vengono ripetute letteralmente, uno le scorgerebbe sempre negli altri e mai in se stesso. Se uno per ci  preparato, scoprendo queste cose prima di tutto in se stesso, rendendosi conto della propria meccanicit, egli potrebbe cominciare a scorgere i respingenti.
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D. Quando vedete i respingenti a volte sembra che ne creiate degli altri per giustificare voi stessi.
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R. Non potete creare i respingenti cos facilmente. Potete creare bugie e immaginazioni, mentre i respingenti sono cose solide e crearli  un lungo processo.
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D. La coscienza pu essere compresa solamente allorch sperimentiamo emozioni superiori?
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R. No, come ho detto, la coscienza  una sensazione possibile per uomini del tutto ordinari senza una scuola.  una sorta di sensazione interiore di verit in relazione ad una cosa particolare, o a unaltra cosa, o a una terza cosa. La relazione pu essere sbagliata, ma la sensazione stessa sar completamente giusta.
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D. Certamente coscienza  pi che consapevolezza di tutte le proprie emozioni in un momento particolare, perch potrebbe alterare le proprie azioni che ne risultano. Sembra che rafforzi alcune emozioni e ne indebolisca altre.
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R. Ci  perch voi le vedete. Questa  la maggiore di tutte le possibilit, perch allorch vedrete le vostre diverse emozioni riguardanti la stessa cosa, e le vedrete costantemente, rimarrete inorriditi.
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D. Ci che chiamiamo coscienza non  qualche volta un io che ne disapprova un altro?
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R. Questa  unottima osservazione della coscienza nel senso ordinario della parola. Ma ci che io chiamo coscienza  un certo stato in cui possiamo trovarci in seguito. Quella che  chiamata coscienza nella vita ordinaria sono semplicemente determinate associazioni. Siamo abituati a pensare e a fare le cose in una certa maniera, e se per qualche ragione agiamo in un modo diverso, abbiamo una sgradevole sensazione che chiamiamo coscienza. In realt coscienza  una sensazione molto pi profonda e forte, e quando appare la vera coscienza, vi accorgerete che non  simile a nessuna delle cose che chiamiamo ora coscienza.
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D. Allora la sensazione che chiamiamo coscienza  sbagliata?
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R. Non necessariamente sbagliata, ma non  la stessa cosa. Pu essere inerente a cose assolutamente insignificanti che non hanno alcun valore morale. La morale  sempre relativa, la coscienza  assoluta. La coscienza  una speciale emozione positiva. Nel nostro stato presente abbiamo una piccolissima traccia di questa emozione, sufficiente ad avere una sensazione generale che una cosa pu essere giusta e una cosa pu essere sbagliata, ma insufficiente per dire in maniera definitiva ci che  giusto e ci che  sbagliato. Ci va sviluppato.
Attualmente, lo stato di coscienza che possiamo avere non fa distinzione tra grande e piccolo, ma in seguito la coscienza pu diventare un metodo completamente diverso di percezione, uno strumento di discriminazione. Prima che la coscienza possa essere pienamente aperta, dobbiamo avere volont, dobbiamo essere capaci di fare, di agire in accordo con i dettami della nostra coscienza, altrimenti, se la coscienza si svegliasse pienamente nelluomo al suo stato presente, egli sarebbe lessere pi miserevole; sarebbe incapace di dimenticare, incapace di adattarsi alle cose, e incapace di cambiare qualsiasi cosa.
La coscienza distrugge i respingenti, sicch luomo si trova indifeso contro se stesso, e tuttavia non ha volont, quindi non pu cambiare, non pu fare ci che sa essere giusto. Quindi per prima cosa egli deve sviluppare la volont, altrimenti si trover in una sgradevolissima situazione, non alla portata del suo controllo. Allorch egli acquisisce controllo, si pu permettere il lusso della coscienza, non prima.
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D. Cos la sensazione di rimorso che deriva dallaver commesso unazione che si sente sbagliata?  coscienza?
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R. No, la coscienza  diversa, pi potente, pi capace di abbracciar tutto. Ma anche il ricordare momenti di rimorso  utile. Soltanto che  necessario sapere su cosa  basato il rimorso.
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D. C una relazione tra essenza e coscienza?
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R. C un gran nesso, perch sia consapevolezza che coscienza derivano dallessenza, ma non dalla nostra essenza. La nostra essenza  semplicemente meccanica.
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D. Suppongo che il ricordare se stesso non porti necessariamente con s edificazione morale, vero?
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R. Esso certamente porta unaltra comprensione, perch quando uno diviene consapevole, comprende meglio laspetto morale delle cose, in quanto lopposto di morale  meccanicit. Se si diviene pi consapevoli si  capaci di controllare la propria condotta.
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D. Il proprio senso morale pu essere utile o credibile in relazione alla propria condotta?
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R.  difficile parlare in generale, ma pi studiate il sistema e pi vedrete voi stessi. Esistono parecchie cose che voi potete pensare e che sono giustissime, ma che dal punto di vista del sistema sono completamente sbagliate. Ci sono parecchie cose che non sappiamo. Possiamo fare gran danno a noi stessi ritenendo di essere assolutamente morali: danno reale, non soltanto in senso morale. Il sistema specialmente nelle fasi successive, ha un codice di regole assai pi rigido, e tuttavia forse  pi libero di qualsiasi altro. Ma, come ho detto, voi potete sempre cominciare dal punto di vista di ci che  meccanico e di ci che  consapevole.
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D. Non mi  ancora chiaro quale sia la funzione della coscienza.
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R. Se la domanda  posta in questa maniera, senza aggiungere nientaltro, tutto quello che posso dire  che se non si ha uno scopo preciso, se non si lavora per un determinato scopo ben chiaro, la funzione della coscienza  soltanto quella di rovinare la vita della persona tanto sfortunata da averla. Ma se si lavora per uno scopo preciso, allora la coscienza ci aiuta a raggiungere lo scopo.
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D. Non  possibile che, acquisendo determinata conoscenza e potere tramite il ricordare se stesso e altre pratiche, luomo possa usare questo potere per scopi cattivi?
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R. Vedete, una parte inevitabile del processo dello sviluppo di s  il risveglio della coscienza, e il risveglio della coscienza impedir qualsiasi possibilit di usare nuovi poteri per obiettivi o scopi sbagliati. Ci va chiaramente compreso proprio fin dal principio, perch la coscienza, quando si desta, non ci consentir di essere egoisti o contrari agli interessi degli altri, o dannosi a chicchessia: niente, in realt, che possiamo considerare ingiusto o cattivo. E la coscienza va risvegliata, perch con una coscienza non desta si commettono sempre errori e non si scorgono le contraddizioni in noi.
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D. Il seguire un codice morale in stato di sonno ci  di aiuto?
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R. Non siamo sempre ugualmente addormentati, e nei momenti in cui lo siamo meno possiamo prendere qualche decisione; persino nel nostro stato di sonno possiamo seguire queste decisioni pi o meno, o non seguirle affatto, ed essere assolutamente in potere del nostro stato di sonno. Per giunta, se si seguono determinate idee consapevoli, soltanto per effetto di questo processo si diviene pi desti.
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D. Quando uno  consapevole pu rendersi conto delle contraddizioni. Ci, in una determinata misura, le annulla?
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R. No, questo sarebbe troppo semplice; voi potete vederle, ci nonostante esse rimarranno. Una cosa  vedere e unaltra fare qualcosa, una cosa sapere e unaltra alterare.
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D. La verit assoluta  possibile soltanto con consapevolezza obiettiva?
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R. La verit esiste senza di noi, ma uno pu conoscere la verit solamente nella consapevolezza obiettiva. Non verit assoluta, ma semplice verit, in quanto la verit non ha bisogno di qualificazione. Nel nostro stato non possiamo conoscere la verit tranne che nelle cose semplicissime e anche in queste commettiamo errori.
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D. Al nostro livello come possiamo riconoscere la verit?.
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R. Arrivando alle cose semplici. Nelle cose semplici si pu riconoscere la verit; si pu riconoscere cos una porta e cos un muro, e uno pu riferire ogni domanda difficile alla stessa cosa. Ci significa che dovete riconoscere una certa qualit in principi affatto semplici e verificare altre cose mediante questi semplici principi. Questa  la ragione per cui la filosofia  semplice discussione di possibilit o del significato di parole   esclusa da questo sistema. Dobbiamo cercare di comprendere le cose semplici, e dovete apprendere a pensare in questa maniera; poi sarete capaci di ridurre tutto a cose semplici.
Prendete per esempio il ricordare se stesso. Vi vien dato tutto il materiale; se osservate voi stessi, vedrete che non ricordavate voi stessi in quel momento; noterete che in certi momenti ricordate voi stessi di pi e in certi momenti di meno; e deciderete che  meglio ricordare voi stessi. Ci significa che avete trovato una porta, che scorgete la differenza tra una porta e un muro.
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D. Come prolungare gli stati di coscienza?.
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R. Prima dobbiamo pensare non a come prolungarla ma a come crearla, perch nel nostro stato ordinario non labbiamo. Quando la creiamo o risvegliamo,  certamente utile mantenerla pi a lungo, sebbene sia assai sgradevole. Ma non esistono metodi diretti per produrla, perci  soltanto facendo tutto il possibile che si pu ottenere questo assaggio di coscienza. In generale, una delle prime condizioni  una gran sincerit verso se stessi. Non siamo mai sinceri con noi stessi.
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D. Come si pu imparare ad essere sinceri con se stessi?
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R. Soltanto col cercare di vedere noi stessi. Limitatevi a pensare a voi stessi, non nei momenti emotivi, ma in quelli di tranquillit, e non giustificatevi perch generalmente noi giustifichiamo e spieghiamo tutto dicendo che era inevitabile, che era colpa di qualche altro, e cos via.
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D. Ho tentato di essere sincero, ma ora mi accorgo di non sapere veramente cosa significhi essere sincero.
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R. Al fine di essere sinceri non  sufficiente soltanto il desiderarlo. In parecchi casi non desideriamo essere sinceri; ma anche se lo desiderassimo, non potremmo: ci va compreso. La capacit di essere sinceri  una scienza. E persino la decisione di essere sinceri  difficilissima, in quanto abbiamo parecchie riserve. Solamente la sincerit e il completo riconoscimento del fatto che siamo schiavi della meccanicit e dei suoi inevitabili risultati ci pu aiutare a scoprire e ad annientare i respingenti con laiuto dei quali inganniamo noi stessi.
Possiamo comprendere cosa sia meccanicit, e tutto lorrore della meccanicit, soltanto quando facciamo qualcosa di orribile e ci rendiamo pienamente conto che era la meccanicit in noi a farcelo fare. Per essere capaci di veder ci  necessario essere assai sinceri con se stessi. Se cerchiamo di coprir ci, di trovare scuse e spiegazioni, non ce ne renderemo mai conto.
Questo ci pu fare terribilmente male, ma dobbiamo sopportarlo e cercare di comprendere che solamente confessandolo interamente a noi stessi, possiamo evitare di continuare a ripeterlo.
Possiamo addirittura cambiare i risultati mediante comprensione piena e completa e mediante il non cercare di nasconderla. Possiamo sottrarci ai tentacoli della meccanicit e infrangere il suo potere con grandi sofferenze. Se cerchiamo di evitare le sofferenze, se ne abbiamo paura, se cerchiamo di persuaderci che non  accaduto nulla di veramente cattivo, che, in fin dei conti, ci non ha importanza e che le cose possono continuare ad andare come prima, non soltanto non ci sottrarremo, ma diverremo sempre pi meccanici, e assai presto perverremo ad uno stato in cui non ci sar per noi una sola possibilit e una sola opportunit.
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CAPITOLO 7.
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D. Quando chiediamo come essere meno meccanici, ci viene detto di essere pi desti. Quando chiediamo come svegliarci, la risposta  di non identificarci, e quando chiediamo come non identificarci, la risposta : ricordate voi stessi. Ci sembra essere un circolo, ciascun metodo essendo una controparte dellaltro. Possiamo ottenere qualche altro aiuto per tentarne uno o tutti?
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R. Non  proprio cos, perch ciascuno di questi tentativi ha la sua peculiare caratteristica o preferenza. Sono tutti diversi.  necessario tentare da ogni lato possibile al fine di abbattere il muro. Quello che dobbiamo abbattere  un muro altissimo e solidissimo. Ma non cominciamo da ci: cominciamo dalla nostra pluralit. Quando per la prima volta ho parlato dei numerosi io in noi, ho detto che nuovi io saltano fuori ad ogni momento, controllano le cose per breve tempo, scompaiono, e parecchi di essi non si incontrano mai. Quando vi rendete conto di non essere uno, di essere parecchi, di poter sapere qualcosa con certezza al mattino e di non sapere nulla nel pomeriggio, allora questa comprensione  il principio. Non intendo che se ci rendiamo conto di questa pluralit possiamo cambiarla e diveniamo diversi; ma questa comprensione  il primo passo.
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D. Non vedo perch simpatie diverse dovrebbero significare diversi io o gruppi di io.
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R. Perch lo stesso io sarebbe identico. Quando dite io, pensate allintero. In realt esso  soltanto una piccola parte di voi. Possiamo esistere solamente perch non possiamo impiegare tutto il nostro capitale in ciascun io, altrimenti faremmo bancarotta. Ci mettiamo soltanto gli spiccioli. I nostri io sono gli spiccioli. Supponete di avere una certa quantit di denaro tutta in spiccioli. Ciascun momento in cui dite io usate uno spicciolo. Questo  un errore; persino cos come siamo valiamo pi di uno spicciolo. In questo sistema la parola io pu essere detta in cinque maniere, a cinque livelli diversi.
Luomo nel suo stato ordinario  una molteplicit di io: questo  il primo significato. Quando un uomo decide di lavorare, appare un io osservatore o gruppo di io (mostrato in nero nel diagramma); questo  il secondo significato. Il terzo significato, indicato dal circolo pi piccolo,  quando appare il Maggiordomo Interinale. Egli ha controllo su un certo numero di io. Il quarto significato, indicato dal circolo mediano,  quando appare il Maggiordomo. Egli ha controllo su tutti gli io. Il quinto significato  quello del Padrone. Questi  rappresentato dal grande circolo esterno, in quanto ha un CorpoTempo. Egli conosce il passato e anche il futuro, sebbene ci debbano essere diversi gradi di ci.
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D.  possibile aumentare il numero degli io interessati nel lavoro?
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R. Abbiamo io sufficienti, essi aumentano da soli. Lo scopo  collegarli e aiutarli a diventare un io interessato nel lavoro. Se parecchi io diversi sono interessati e non si conoscono reciprocamente, un io o gruppo di io pu fare una cosa e un altro unaltra cosa, senza saperlo. Potete dire io parlando di voi stessi soltanto in relazione al vostro lavoro per uno scopo preciso: studio di s, studio del sistema, ricordare se stesso, ecc.
In altre cose dovete rendervi conto che esso non  realmente voi, ma soltanto una piccola parte di voi, quasi tutta immaginaria. Quando apprendete a fare questa distinzione, quando questa diviene quasi unabitudine (nel senso di essere costante), sentirete voi stessi nella maniera giusta. Ma se dite sempre io a tutto senza discriminazione, ci aiuta soltanto le vostre tendenze meccaniche e le rafforza.
E quante sono le cose che facciamo senza desiderare assolutamente di farle! Dobbiamo far questo e quello, pensare a questo, sentire quello, e cos una cosa dopo laltra assorbe tutta la nostra energia e non rimane nulla per il vero lavoro.
Nella prima conferenza ho detto che queste centinaia e centinaia di io formano determinati gruppi in cui vari io lavorano assieme. Alcuni di questi gruppi sono naturali, altri artificiali, e alcuni sono addirittura patologici. La prima divisione naturale degli io  in base alle funzioni: intellettuale, emozionale, istintiva e motoria. Ma indipendentemente da queste, esistono parecchie altre divisioni che possono essere chiamate personalit differenti.
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D. Qual  la differenza tra le personalit e gli io?
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R. Potete dire che le personalit consistono in differenti io. Chiunque pu trovare in se stesso varie personalit, e il vero studio di s inizia con lo studio di queste personalit, perch non possiamo studiare gli io: ce ne sono troppi. Con le personalit invece  pi facile, in quanto ogni personalit o gruppo di io significa qualche speciale inclinazione o speciale tendenza, oppure qualche volta avversione.
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D. Esistono speciali osservazioni che si possono fare per vedere le personalit?
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R. Lo studio delle vostre simpatie particolari potr aiutarvi. Per esempio, se trovate qualcosa che vi  decisamente piaciuta durante tutta la vostra vita fin dallinfanzia, vedrete che c una certa personalit costruita attorno ad essa. Siamo creature di simpatiche; ci piace ogni sorta di cose, ma abbiamo soltanto un certo numero di simpatie genuine. Col loro studio si scoprono le personalit.
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D. Tutte le personalit sono vincolate alle simpatie e nessuna alle antipatie?
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R. Non credo che gli individui normali abbiano antipatie cos forti. Le antipatie sono di solito accidentali, perci non fidatevene, ma esistono cose che vi sono sempre piaciute e ne esistono altre che voi immaginate soltanto vi piacciano. Le personalit possono essere differentissime.
Alcune sono basate su fatti reali, su tendenze e inclinazioni reali, mentre altre sono basate sullimmaginazione e sulle idee sbagliate circa noi stessi. Sicch  necessario separare le personalit che possono essere usate in qualche maniera da quelle che non possono essere utili per lo sviluppo di s e perci devono essere annientate o perlomeno tenute a freno.
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D. Ho limpressione che alcune personalit scompaiono per un lunghissimo periodo di tempo.
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R. Non scompaiono, se ne vanno dietro le quinte. Se sono meramente io occasionali, possono sparire, ma le personalit non scompaiono cos facilmente, anche se possono essere celate alla vista. Oppure esse possono essere sacrificate, perch a volte al fine di manifestare una personalit se ne devono sacrificare varie altre.
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D. Come scoprire quali personalit sono pi reali e quali immaginarie?
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R. La vita fornisce prove per le personalit. Supponete di ritenere che vi piaccia moltissimo qualcosa, che poi la vita vi metta nelle condizioni in cui potete godervi ci che pensavate vi piacesse; e invece vi accorgete che non ne godete affatto, immaginavate soltanto che quella cosa vi sarebbe piaciuta. Allora potete vedere che questa personalit era immaginaria.
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D. Cosa determina che una personalit, o gruppo di io, sia inutile e dovrebbe essere eliminata?
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R. Le personalit possono essere divise. Lo sviluppo di s comincia col centro magnetico, cio con un gruppo di io o personalit interessate in determinate cose. Quando un uomo simbatte in una scuola, il suo centro magnetico comincia ad accumulare conoscenza ed esperienza pratica e teorica, provenienti dallo studio dellessere e in questa maniera esso in seguito diviene Maggiordomo Interinale. Oltre a questa personalit ne esistono altre, alcune delle quali si possono sviluppare ed altre che non sono assolutamente daccordo in ci. Sicch alcune personalit possono partecipare al lavoro, altre sono neutrali, e finch non sono di intralcio, gli si pu consentire di rimanere per qualche tempo, altre debbono essere eliminate.
Allorch il centro magnetico si  trasformato nel Maggiordomo Interinale, voi prendete alcune decisioni, formulate un certo scopo, intraprendete un determinato lavoro. Allora esso pu scoprire quale personalit possa lavorare con lui e quale no. Se una personalit  contraria al nostro scopo e pu danneggiarlo, non lo vuole, o non lo conosce, allora ovviamente non pu lavorare col Maggiordomo Interinale.
Perci esse debbono essere scelte, ma prima bisogna conoscerle. Poi, quando le personalit sono messe in ordine e raggruppate intorno al centro magnetico  vale a dire al Maggiordomo Interinale  esse possono produrre un effetto sullessenza proprio con la loro esistenza.
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D. Il Maggiordomo Interinale  coscienza?
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R. La coscienza prende parte alla formazione del Maggiordomo Interinale, ma non potete dire che essa sia il Maggiordomo Interinale, in quanto la coscienza  molto pi grande.
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D. C rapporto tra centro magnetico e consapevolezza?
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R. S, ma non diretto: esistono vari stati diversi tra loro.  meglio dire che il centro magnetico  il terreno da cui cresce lio permanente. Attraverso varie trasformazioni il centro magnetico molto, molto pi tardi, diviene io permanente. Esso  il seme dellio permanente, e non soltanto il seme: deve prima divenire qualcosa di completamente diverso. Cercate ora di comprendere la divisione pi importante di tutte ai fini pratici.  la divisione in io e (per me) Ouspensky. Cos lio? Non abbiamo io permanente in opposizione a Ouspensky. Ma tutti i nostri interessi nel sistema, tutti i nostri sforzi nello studio di noi stessi e nello sviluppo di noi stessi e quello che qualche volta  chiamato lio osservatore: tutto ci  il principio dellio.
Tutto il resto  Ouspensky o falsa personalit. Ouspensky  il ritratto immaginario di noi stessi, in quanto ci mettiamo tutto ci che pensiamo di noi stessi, che generalmente  immaginario. Tutto lo studio si riduce allo studio di questo ritratto immaginario e a separarci da quello. Cos attualmente potete chiamare io la vostra valutazione del sistema. Questo  voi. Dal vostro atteggiamento verso il sistema, dal lavoro nel sistema, dallinteresse nel sistema pu crescere lio.
Su questa base potete separare io dalla falsa personalit. Non c garanzia che sar assolutamente giusto, ma questo metodo ha un grande valore pratico. La falsa personalit  sempre avversa al lavoro per lo sviluppo di s e rovina il lavoro di tutte le altre personalit. Non pu mai essere utile.
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D. Che differenza c tra personalit reali e falsa personalit?
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R. Voi confondete due divisioni che sono completamente diverse e su una scala differente, sicch non possono essere confrontate. Si parla delle personalit (al plurale) in relazione allessenza, poich ho detto che la personalit pu essere divisa nelle diverse personalit che la compongono.
Questa divisione in essenza e personalit  attualmente puramente teorica ed  utile soltanto come un principio, perch  difficile vedere in noi stessi. Non conosciamo le nostre personalit, quindi cominciamo a studiarle da due estremit. Studiamo per prima quella personalit che  connessa al lavoro e che si  sviluppata dal centro magnetico; poi studiamo la falsa personalit su scala completamente diversa. Falsa personalit  opposta a voi,  la vostra idea sbagliata di voi stessi: esattamente ci che voi non siete.
Questa divisione  pratica perch  necessario conoscere in maniera definitiva qual  laspetto della vostra falsa personalit. Non dovete quindi confondere falsa personalit con le personalit, perch, anche se non sono realissime, le personalit possono essere basate su indicazioni reali, inclinazioni e simpatie reali, mentre la falsa personalit  tutta falsa e pu persino fingere che le piaccia qualcosa che a voi non piace e che non le piaccia qualcosa che a voi piace veramente.
Quando parlate della falsa personalit prendete voi come esistente e la falsa personalit come non esistente; allorch parlate della personalit lasciate la falsa personalit fuori del discorso e discutete diverse divisioni di ci che considerate essere voi stesso. La falsa personalit non deve divenire soltanto una parola. Chiunque ne parli, deve avere un certo ritratto di se stesso in potere della falsa personalit. Soltanto se questo termine viene usato cos, pu dare qualche risultato.
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D. Ci potreste dire qualche altra cosa su che cosa  io?
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R. Io  solamente presunto; non sappiamo cosa io sia. Ma io conosco Ouspensky e posso studiarlo in tutte le sue manifestazioni. Perci debbo cominciare da Ouspensky. Io  elusivo e piccolissimo, esiste solamente come una potenzialit; se esso non cresce la falsa personalit continuer a controllare ogni cosa. Parecchi individui commettono lerrore di credere di sapere cosa  questo e cosa  quello. Essi dicono questo  io, mentre in realt  falsa personalit.
Ci  generalmente connesso con la nostra capacit di recitare delle parti.  una capacit limitatissima; generalmente noi abbiamo cinque o sei parti, che lo notiamo o no. Possiamo notare una certa somiglianza, completamente ingannevole, tra queste parti e poi, consapevolmente o inconsapevolmente, arriviamo alla conclusione che dietro di esse c unindividualit permanente.
La chiamiamo io e pensiamo che stia dietro a tutte le manifestazioni, mentre in realt  un ritratto immaginario di noi stessi. Questo ritratto va studiato.  impossibile avere una conoscenza pratica di se stessi se non si conosce la propria falsa personalit. Finch riteniamo di essere uno, tutte le nostre definizioni sono errate.
Soltanto quando un uomo conosce che tutte le proprie intenzioni, desideri e via di seguito non sono reali, che sono falsa personalit, pu ottenere qualcosa. Questo  lunico lavoro pratico possibile, ed  difficilissimo. La falsa personalit deve sparire, o almeno essere resa incapace di ostacolare il vostro lavoro.
Ma essa si difender e non ceder facilmente. Lavoro  lotta contro la falsa personalit che risponder lottando, specialmente mediante il mentire, perch la menzogna  la sua arma pi forte.
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D. Se voi dite che quello da noi chiamato io  immaginario, cosa intendete per consapevolezza di s? Quale s pu essere consapevole?
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R. Il s in quanto diverso dal non-s. Io, e questa tavola. Quando ho detto che io era immaginario intendevo nel senso di un ritratto mentale che abbiamo di noi stessi, di ci che pensiamo di noi stessi. Quando dico Ouspensky  un Ouspensky ornamentale, fatto per sembrare quello che esso non . Gli attribuisco parecchie cose che egli non possiede; non conosco le sue debolezze. La condizione per la crescita dellio reale  liberarsi di Ouspensky, non essere identificati con lui.
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D. Lio non  mai reale se non  connesso con lo sforzo?
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R. Lio pu essere soltanto nello stato di consapevolezza di s, e ogni momento nel lavoro per creare consapevolezza di s significa sforzo. Niente pu accadere da s. Se cambiamo il nostro essere, le cose saranno differenti, ma in questo stato nulla pu essere differente.
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D. Mi pare che la falsa personalit sia lunica cosa che pu adattarsi a qualche nuova circostanza; pu recitare una nuova parte e renderla pi comoda.
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R. La falsa personalit in realt non si adatta. Adattarsi nel senso ordinario significa, pi o meno, unazione controllata. La falsa personalit reagisce in maniera diversa, in base a ci che essa , ma non si pu adattare. E non rende necessariamente le cose pi comode; non potete contarci. Dovete comprendere che non avete il minimo controllo sulla falsa personalit. Quando cominciamo a scorgerla ci rendiamo conto che controlla tutto e che nulla pu controllarla. Perci non potete chiamarla adattamento.
Dovete separare in voi stessi ci che potete controllare da ci che non potete. Quello che non potete controllare appartiene alla falsa personalit. Ci che potete controllare appartiene a voi.
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D. Come ci si pu regolare con la vanit della falsa personalit?
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R. Dovete conoscere prima tutte le sue caratteristiche, allora potete pensare giustamente. Quando pensate giustamente, scoprirete maniere per trattare con essa. Non dovete giustificarla; essa vive di giustificazione, persino di esaltazione, di tutte le proprie caratteristiche. In ogni momento della vostra vita, persino in quelli tranquilli, noi la giustifichiamo sempre, la consideriamo legittima e troviamo tutte le possibili scuse per ci. Questo  quello che chiamo pensare sbagliato. Studiando la falsa personalit cominciamo a vedere sempre pi la meccanicit.
Parallelamente alla percezione della nostra meccanicit, studiamo come uscirne mediante la creazione di qualcosa che non sia meccanico. Come possiamo farlo? Innanzitutto dobbiamo pensare a ci che vogliamo, separare limportante dal non importante.
Lavorare su noi stessi, desiderare di conoscere noi stessi e le idee del lavoro, lottare per creare consapevolezza, non sono meccanici: possiamo esserne certi. E se guardiamo da questo punto di vista vedremo in noi stessi parecchie cose immaginarie. Queste cose immaginarie sono la falsa personalit: emozioni immaginarie, interessi immaginari, idee immaginarie su noi stessi. La falsa personalit  interamente meccanica, perci siamo di nuovo alla divisione in consapevole e meccanico.
Questa parte meccanica di noi  principalmente basata sullimmaginazione, su visioni sbagliate di ogni cosa, e soprattutto su idee sbagliate circa noi stessi. Dobbiamo renderci conto di quanto siamo in potere di questa falsa personalit e di cose inventate che non hanno esistenza reale, e dobbiamo separare ci su cui possiamo realmente contare da ci di cui non ci possiamo fidare in noi stessi. Questo pu servire come principio. Quando ci conosceremo meglio, questo ci aiuter a destarci.
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D.Intendete dire che dobbiamo studiare la nostra falsa personalit raccogliendo materiale, osservazioni?
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R. Dividendo voi stessi, non dicendo io ad ogni cosa. In realt potete usare la parola io soltanto in relazione alla parte pi consapevole di voi; desiderio di lavorare, desiderio di comprendere, percezione di non comprendere, percezione di meccanicit; tutto questo potete chiamare io. Lio comincia a crescere soltanto in relazione allo studio, al lavoro su noi stessi; altrimenti non pu crescere e non c cambiamento. Un io permanente non giunge immediatamente. Tutti gli io illusori scompaiono poco a poco e lio reale gradualmente si fa sempre pi forte, principalmente tramite il ricordare se stesso.
Il ricordare se stesso nel senso di pura consapevolezza  ottimo, ma a poco a poco, quando procedete, esso diviene connesso con altri interessi, con ci che desiderate ottenere. Attualmente, per un momento lo ricordate, poi per un giorno o per una settimana lo dimenticate; invece  necessario ricordarlo tutto il tempo.
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D. La graduale scoperta di un io permanente  lo scopo del ricordare se stessi?
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R. Non la scoperta, ma la preparazione del terreno per esso. Lio permanente non sta l. Esso deve crescere, ma non pu crescere allorch  completamente coperto da emozioni negative, identificazione e altre cose del genere. Voi cominciate quindi col preparargli il terreno. Ma prima di tutto, come ho detto prima,  necessario comprendere cosa sia ricordare se stessi, perch  meglio ricordare se stessi, quale effetto produrr, ecc.
Ci richiede riflessione. Inoltre, nel cercare di ricordare se stessi,  necessario mantenere i nessi con tutte le altre idee del sistema. Se uno prende una cosa e ne omette unaltra: per esempio, se uno lavora seriamente sul ricordare se stesso senza conoscere lidea della divisione degli io, e quindi egli si prende per uno (come una unit) fin dal principio, allora il ricordare se stesso dar risultati sbagliati e potrebbe persino rendere  impossibile lo sviluppo.
Ci sono, per esempio, scuole o sistemi che, sebbene non lo formulino in questa maniera, sono in realt basati sulla falsa personalit e sulla lotta contro la coscienza. Un lavoro del genere deve certamente produrre risultati sbagliati. Allinizio, esso creer un certo tipo di forza, ma render lo sviluppo della consapevolezza superiore una impossibilit. La falsa personalit o annulla o falsa il ricordo. Il ricordare se stesso  una cosa che deve essere basata sulla funzione giusta.
Mentre lavorate su esso, dovete lavorare allindebolimento della falsa personalit. Fin dal principio vengono suggerite e spiegate varie linee di lavoro e tutte devono procedere assieme. Non potete fare semplicemente una cosa e non laltra. Tutte sono necessarie per creare la giusta combinazione, ma prima deve arrivare la comprensione della lotta contro la falsa personalit.
Supponiamo che uno cerchi di ricordare se stesso e non desideri fare sforzi contro la falsa personalit. Allora entreranno in gioco tutte le sue caratteristiche dicendo: A me non piace quella gente, io non desidero questo, non voglio quello, e cos di seguito. Quello non sar lavoro, ma esattamente lopposto.
Come ho detto, se uno cerca di lavorare in questa maniera sbagliata ci pu renderlo pi forte di quanto fosse prima, ma in tal caso, pi forte uno diventa, minore sar la sua possibilit di sviluppo. Fissarsi prima dello sviluppo: questo  il pericolo.
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D.  un qualcosa contro cui bisogna stare in guardia?
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R. Certamente. Soltanto una piccola parte di voi desidera ricordare se stesso; altre personalit, altri io, non lo vogliono affatto.  necessario scoprirli e smascherarli, per vedere quale  utile per il vostro lavoro, quale indifferente e quali sono talmente addormentati da non potere saper nulla di ci. Lo scopo  aver controllo sui propri io, o personalit, essere capaci di selezionare uno o laltro, sistemarli in una determinata maniera. Lio che ha controllo non sar uno di quelli che avete ora. Questa idea della formazione dellio reale  estremamente importante; esso non pu essere formato accidentalmente.
Nella maggioranza dei casi siamo soddisfatti di unidea filosofica dellio; riteniamo di averlo e non ci rendiamo conto che in realt passiamo da un io allaltro.
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D. Nel considerare simpatie e antipatie, come si fa a separare ci che  reale da ci che  falsa personalit?
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R. Cominciate col rendervi conto che tutto  falsa personalit, poi cercate di scoprire ci che non lo . Non potete fare la seconda cosa prima della prima. Innanzitutto dovete comprendere che tutto  falsa personalit; quando sarete convinti di ci, scoprirete ci che  voi stesso.
Continuate ad osservare. Il lavoro comincia dal momento in cui uno si rende conto che egli non . Allorch questo entra in ogni cosa, allorch diviene una percezione, allora  lavoro produttivo. Ma quando uno vede se stesso come io (lintero), allora non  lavoro produttivo. Dovete comprendere che la falsa personalit  una cosa assai sfuggente.  una, non consiste in personalit differenti, ma al tempo stesso contiene caratteristiche contraddittorie e incompatibili, caratteristiche che non possono manifestarsi contemporaneamente. Quindi, ci non significa che voi potete scorgere linterezza della vostra falsa personalit nello stesso momento.
A volte ne potete scorgere di pi, altre volte determinate caratteristiche si manifestano separatamente. Bisogna anche ricordare che la falsa personalit spesso  piuttosto attraente e divertente, specialmente per gli individui che vivono nelle loro false personalit. Perci, quando cominciate a perdere la vostra falsa personalit, quando cominciate a lottare con essa, non piacerete alla gente. Essa vi dir che siete diventato noioso.
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D. Come si fa a vedere ci che non  falsa personalit?
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R. Una cosa che la falsa personalit non pu fare  compiere sforzi. Questa  la maniera pi facile per saperlo, se siete in dubbio. La falsa personalit cerca sempre di rendere tutto il pi facile possibile, sceglie sempre ci che richiede il minimo sforzo. Dovete invece comprendere che non potete imparare nulla o cambiare nulla senza sforzo. Quindi, quando trovate un io o un gruppo di io che sono pronti a compiere sforzi, ci significa che non appartengono alla falsa personalit.
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D. Uno pu acquisire una nuova falsa personalit nei confronti del sistema?
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R. Se uno non riflette sulla falsa personalit o non la comprende e se uno inganna se stesso, ritenendo di lavorare, egli non acquisir una nuova personalit, ma la falsa personalit crescer. Perci, subito dopo il principio, ci va messo da parte, se non annientato.
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D. La mia idea di me stesso spesso mi fa pensare di non essere giustamente valutato e di conseguenza soffro a causa del mio ritratto di me stesso.
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R. Proprio cos, ma non pensate al ritratto; dovete soltanto ricordare la direzione. Vi potete sbagliare nelle vostre idee su voi stessi, ma ci non  importante. Soltanto che la direzione deve essere giusta; non potete andare in qualche luogo senza sapere dove state andando. Potete scorgere il vostro ritratto immaginario di voi stessi soltanto dal giusto punto di vista. E questo punto giusto  la direzione. Non esiste altro punto da cui potete vederla.
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D. Potete ripetere cos che attualmente prende il posto dellio reale?
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R. Il desiderio di conoscere. Da questo, lio reale crescer, se cresce. Al principio esso  difficile da definire,  lo scopo. Se vi connettete con un determinato lavoro, con un certo sistema, esso comincia a crescere; ma non pu crescere da s semplicemente tramite circostanze favorevoli.  semplicissimo stabilire che non abbiamo io permanente. Cercate di ricordare voi stessi per quindici minuti; ci vi mostrer il grado del vostro essere. Se aveste un io permanente, sareste capaci di ricordare voi stessi per quindici ore!
In realt  tutto semplicissimo, soltanto che non abbiamo chiavi per la nostra macchina. Se avessimo le chiavi, sarebbe facile aprirla, vedere cosa c dentro, poi separare limmaginario dal reale. Ma anche questo va appreso: non siamo abituati allirreale. Perci il soggetto del nostro studio deve essere la falsa personalit che sta sempre l. Soltanto se la conoscete in tutte le sue manifestazioni potete separare ci che  io. Siamo identificati col ritratto immaginario di noi stessi e questa  una pericolosissima forma di identificazione.
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D. Come si pu cominciare a distinguere ci che  reale?
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R. Non potete. Ma potete distinguere ci che  irreale, proprio nella stessa maniera in cui distinguete verit e bugia. Non c bisogno della filosofia; prendetelo con semplicit. Dobbiamo fin dal principio applicare la discriminazione a cose semplici. Limmaginazione recita una parte importantissima nella nostra vita perch ci crediamo. Lirreale pu crescere soltanto a spese dellimmaginario. Eppure nella vita ordinaria lirreale cresce a spese del reale.
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D. Non comprendo affatto la divisione tra lavoro e vita ordinaria.
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R. La relazione del lavoro personale con la vita  precisamente questa relazione dellio permanente con la falsa personalit. Il lavoro  io permanente nellessenza, mentre vita ordinaria  falsa personalit. Quando comprendete cos io permanente, quando siete consapevoli di voi stessi e avete controllo permanente, questo  lavoro. Presentemente vivete nella falsa personalit.
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D. Mi riesce difficile vedere la differenza tra io e signorina B..
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R. Come ho appena detto, nella divisione di io e di signorina B., praticamente tutto  signorina B.. Voi potete crescere pi della signorina B. soltanto mediante il vostro interesse nel sistema, perch lio reale non pu crescere da nessunaltra cosa. Tutto il materiale che sta l non produrr nulla senza queste idee, senza questo interesse, perch lo mantiene su una certa linea, in una certa direzione.
Da principio voi studiate, osservate voi stessi e cos di seguito, poi, dopo un po di tempo, se lavorate, lio apparir per un secondo di tanto in tanto, ma non sarete capaci di mantenerlo ed esso scomparir di nuovo. Ci si protrarr per qualche tempo, poi, ad un certo momento, esso riapparir e rimarr tanto a lungo quanto vi baster a riconoscerlo e ricordarlo. Questo  il comportamento di tutte le cose nuove; da principio esse vengono per brevissimi momenti, poi rimangono pi a lungo.  il comportamento naturale della crescita, non pu essere altrimenti.
Abbiamo in noi troppi stimoli a abitudini meccaniche di pensare e troppe altre cose sbagliate. Lioreale appare ed  immediatamente soffocato. Allorch comprendete di pi sulla falsa personalit vi renderete conto di esserne circondati. Non potete veder nulla senza gli occhi della falsa personalit, non potete udire senza le orecchie della falsa personalit o parlare senza la voce della falsa personalit. Tutto passa attraverso la falsa personalit e il primo passo  saperlo, perch allora saprete quanta parte della vostra vita essa occupa.
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D. Dato che la falsa personalit  immaginaria, esiste realmente?
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R. Non esiste realmente, eppure noi immaginiamo che esista. Esiste nelle sue manifestazioni, ma non come una parte reale di noi stessi.  una combinazione di io che non hanno fondamento reale, ma che agiscono e producono determinati effetti. Non cercate di definirla, o vi smarrirete nelle parole, e noi dobbiamo trattare con i fatti. Esistono le emozioni negative, eppure al tempo stesso esse non esistono, perch per loro non esiste centro reale.  la stessa cosa che con la falsa personalit. Una delle sventure del nostro stato  che siamo pieni di cose inesistenti.
Dovete comprendere che non potete nemmeno cominciare a lavorare nel livello in cui siete; dovete prima cambiare certe cose. Potete scoprire quello che dovete cambiare soltanto come risultato delle vostre osservazioni. A volte ci diviene chiarissimo e soltanto allora comincia la lotta, perch la falsa personalit prende a difendersi. Dovete prima di tutto conoscere la falsa personalit. Tutto ci di cui stiamo parlando ora, si riferisce alla prima fase: comprendere che non conosciamo la falsa personalit, che allo scopo di conoscerla dobbiamo studiare, che tutto il lavoro da noi fatto  svolto alle spese della falsa personalit, che tutto il lavoro che possiamo fare su noi stessi significa diminuire il potere della falsa personalit, e che se cominciamo a tentare e a lavorare, lasciando indisturbata la falsa personalit, tutto il lavoro sar stato vano.
Ripeto ancora una volta: dovete comprendere che la falsa personalit  una combinazione di tutte le bugie, caratteristiche e io, che non possono mai essere utili in alcun senso, n nella vita, n nel lavoro, esattamente come le emozioni negative. Eppure la falsa personalit dice sempre io e sempre si attribuisce parecchie capacit quali volont, consapevolezza di s, ecc. e, se non  controllata, rimane un ostacolo a tutto il lavoro.
Quindi uno dei primi e pi importanti fattori nel cercare di cambiare se stessi,  questa divisione di voi stessi in io e qualunque sia il vostro nome. Se non vien fatta questa divisione, se uno la dimentica e continua a pensarsi nella solita maniera, o se egli si divide nella maniera sbagliata, il lavoro si arresta. Il lavoro su s pu progredire solamente in base a questa divisione, ma deve essere la divisione giusta. Accade spesso che la gente faccia la divisione sbagliata; ci che essa ama in s chiama io e ci che non ama, o ci che nella sua opinione  debole o non importante, chiama falsa personalit.
Questa  una divisione completamente sbagliata; non cambia nulla e uno rimane come era. Questa divisione sbagliata  semplicemente mentire, mentire a se stesso, il che  peggio di qualsiasi altra cosa, perch nel momento in cui uno si imbatte con la pi piccola difficolt, questa si mostrer mediante discussioni interiori e falsa comprensione. Se uno usa una divisione sbagliata, questa non sar credibile e fallir al momento del bisogno. 
Per fare una giusta divisione di se stesso uno deve comprendere ci che  io e ci che  Ouspensky, Neri o Rossi: in altre parole, quello che  mentire e quello che  s. Come ho detto, anche se ammettete questa possibilit di dividere voi stessi, siete obbligati a chiamare ci che vi piace in voi stessi io e ci che non vi piace non io, in quanto la divisione giusta non pu essere trovata immediatamente; dovete scoprire alcune indicazioni in relazione al lavoro che saranno di aiuto.
Per esempio, se dite che il vostro scopo  di essere liberi,  necessario prima di tutto comprendere che non siete liberi. Se comprendete fino a qual punto non siete liberi e se formulate il vostro desiderio di essere liberi, allora vedrete in voi quale vostra parte vuol essere libera e quale non lo vuole. Questo sarebbe un principio.
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D. Si pu vedere la falsa personalit senza aiuto?
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R. Teoricamente non c nulla contro ci, ma non ho mai visto un caso del genere. Anche con laiuto, la gente non la vede. Potete mettere un uomo davanti a uno specchio, ed egli dir: Questo non sono io, questo  uno specchio artificiale, non uno specchio reale. Quella riflessa non  la mia immagine.
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D. Come si pu eliminare la falsa personalit?
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R. Non potete eliminarla.  esattamente lo stesso che se cercaste di tagliarvi la testa. Per potete renderla meno insistente, meno permanente. Se la vostra falsa personalit  presente per ventitr ore su ventiquattro, quando il lavoro comincia sar presente soltanto ventidue ore e voi sar presente unora di pi. Se, a un certo momento, avvertite il pericolo di una manifestazione di falsa personalit e trovate un sistema per arrestarla, questo  quello con cui dovete cominciare. La questione delleliminazione non centra affatto:  connessa con cose completamente diverse. Dovete aver controllo.
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D. Lo studio della falsa personalit non  analizzare se stessi? Credevo che ci fosse una cosa cattiva.
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R. In una certa misura esso  analizzare. Ci che  stato detto circa lastenersi dallanalisi era nella prima conferenza. Ho affermato che lanalisi era impossibile perch non sapete abbastanza. Analisi significa stabilire cause ed effetti. Perci da principio ho detto che dovete astenervi dallanalisi e soltanto osservare, osservare, osservare, niente di pi, perch il tempo dellanalisi sarebbe venuto quando avreste conosciuto le leggi. Ora stiamo studiando queste leggi, di conseguenza dovete analizzare sempre di pi.
Vedete, le norme per losservazione e il pensare nella prima conferenza sono una cosa, ma col passare del tempo esse cambiano e si modificano. Ci che uno non pu fare nel primo mese lo pu gi fare nel secondo. Sia difficolt che possibilit crescono tutto il tempo. Lanalisi, quando  necessaria, deve essere accurata; non  per ogni cosa. A volte  soltanto perdita di tempo.
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D. Direste che la falsa personalit  qualcosa costruita da altre persone: per esempio allorch queste dicono alla presenza di un bambino che odiano gli stranieri?
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R. Esattissimo. La falsa personalit  costruita da parecchi lati, e certamente in grande misura da suggestioni derivanti da altri. Un bambino riceve parecchie suggestioni, specialmente per quanto riguarda le sue simpatie e antipatie.
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D. Non riesco proprio a sapere come trovare gli io che si oppongono al lavoro. Ci significa che debbo vagliare cosa sono gli io?
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R. Non dovete pensare teoricamente a ci. Cercate di scoprire cosa in voi obietta alle idee del sistema, o cercate di scoprire gli io (potete dargli qualsiasi nome vi pare) che sono indifferenti ad esso. Supponete di avere certi gusti ben precisi nel cibo. Quegli io che sono interessati nel cibo non possono essere interessati nel ricordare se stessi. Poi ci sono altri io interessati in cose opposte al ricordare se stessi. Esistono parecchie cose che potete fare con piacere soltanto se non ricordate voi stessi, e naturalmente questi io saranno nemicissimi del ricordare se stessi, perch esso non far altro che rovinargli il piacere. Cercate di scoprirli in questa maniera. Gli approcci teorici non saranno di aiuto.
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D. Qual  lorigine di questi gruppi artificiali di io?
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R. Essi possono essere formati dallimitazione, dal desiderio di essere originali, di essere attraenti, di essere ammirati dalla gente.
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D. Allorch si trova un gruppo di io che non vuol ricordare se stesso, cosa si pu fare?
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R. Lasciarlo stare. Se non vuole, cosa ci potete fare? Se ci sono gruppi di io che lo vogliono, lavorate su loro. Questi io che si rendono conto della necessit di ricordare se stessi debbono lavorare con altri io che anchessi vogliono farlo. Non debbono sprecare il loro tempo a persuadere altri io.
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D. Ci si deve attendere che qualche io in un uomo sia spaventato dallidea di separare io da signor A.?
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R. Indubbiamente tutti gli io che costituiscono la falsa personalit ne saranno spaventati, perch per loro  la morte. Ma dovete comprendere che essi possono mostrare la loro paura soltanto per qualche tempo e, successivamente, si possono camuffare allo scopo di non morire.
Potete seriamente pensare di averla fatta finita con la falsa personalit mentre questa si nasconde entro qualche caratteristica, pronta a riapparire. Tale caratteristica  sempre debolezza. Finch rimane, assorbe ogni energia, essa per potrebbe essere assai ben camuffata e in tale forma potrebbe divenire ancora pi forte, crescendo parallelamente alla crescita dellio reale. Di conseguenza il rendersi conto della necessit di questa divisione in io e signor A. non  sufficiente a distruggerla. Dovete ricordare che la falsa personalit si difende.
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D. La falsa personalit  basata su emozioni negative?
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R. Esistono parecchie altre cose nella falsa personalit oltre alle emozioni negative. Per esempio, ci sono sempre cattive abitudini mentali; falsa personalit, o parti di falsa personalit, sono sempre basate su pensiero sbagliato. Anche se, in una determinata misura, avete ragione; in alcuni casi se togliete le emozioni negative dalla falsa personalit questa crolla, in quanto non pu vivere senza di esse. Daltra parte, alcune false personalit possono funzionare su emozioni estremamente piacevoli. Esistono false personalit molto gioiose e in tal modo la vostra falsa personalit pu ingannarvi in parecchie maniere diverse.
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D. Tutte le emozioni negative scaturiscono dalla falsa personalit?
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R. Come potrebbe essere altrimenti? Essa, per cos dire,  un organo speciale per le emozioni negative, per metterle in mostra, goderle e produrle. Ricordate che non esiste centro reale per le emozioni negative. La falsa personalit agisce come un centro per esse.
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D. Lidentificazione  sempre una manifestazione di falsa personalit?
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R. La falsa personalit non si pu manifestare senza identificazione, come le emozioni negative e parecchie altre cose in noi, quali tutto il mentire, tutta limmaginazione. Uno si identifica, prima di tutto, con la propria idea immaginaria di se stesso. Egli dice: Questo sono io, mentre non  altro che immaginazione.  lo stesso che il mentire: non si pu mentire senza identificazione; sarebbe un mentire troppo scadente e nessuno ci crederebbe.
Sicch ci significa che uno deve prima ingannare se stesso e poi pu ingannare gli altri. Lo studio della falsa personalit  uno dei metodi pi rapidi per ricordare se stesso. Pi comprendete la vostra falsa personalit, pi ricorderete voi stessi. Ci che impedisce il ricordare se stessi , prima di tutto, la falsa personalit. Questa non pu e non vuole ricordare se stessa, e non vuole che altre personalit ricordino. Cerca in ogni possibile maniera di arrestare il ricordare se stessi, assume qualche forma di sonno e lo chiama ricordare se stessi.
Allora  completamente soddisfatta. Non dovete fidarvi della vostra falsa personalit: delle sue idee, parole, azioni. Non potete distruggerla, ma potete renderla passiva per un po di tempo; poi, a poco a poco, potete renderla pi debole.
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D. Dite che non ci si deve fidare di alcuna cosa connessa con la falsa personalit, eppure questa sembra essere tutto quello che c?
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R. Non pu essere cos. Esiste una cosa: voi, ed esistono io immaginari. Voi  ci che realmente ; e dovete imparare a distinguerlo. Pu essere molto piccolo, elementarissimo, ma dovete scoprire qualcosa di sufficientemente preciso e solido in voi stessi. Se siamo interamente falsa personalit, allora non accade nulla. Esistono individui che sono soltanto falsa personalit. Altri loro aspetti sono talmente scialbi, talmente deboli, da non poter resistere alla falsa personalit. Questi individui non studieranno se stessi perch avranno paura di vedere come sono.
Alla falsa personalit ci non piace affatto. In genere, se cominciano, prestissimo abbandonano, danno qualche sorta di giustificazione, perch sono incapaci di continuare lo studio di s. Ma se uno ha lenergia di continuare a studiare la falsa personalit, ci mostra che egli ha qualcosa oltre essa. Come ho detto prima, questo  lavoro quotidiano, non mensile o annuale.  un esame quotidiano.
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D. Direste che la falsa personalit  pi incline a lasciarci quando invecchiamo?
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R. No. Non ci potete far nulla contro, essa cresce. I gusti possono cambiare, ma essa cresce. Questo  lunico sviluppo che accade nella vita meccanica. La falsa personalit  la parte pi meccanica di noi: talmente meccanica da essere senza speranza. Perci non deve esserle consentito di entrare nel lavoro.
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D.  presumibile che individui veramente grandi, per esempio i santi, abbiano ragione della falsa personalit?
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R. Ci dipende dal grado. I santi descrivono i demoni contro i quali debbono combattere. Tutti i demoni vivono nella falsa personalit.
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D. Come faccio a ricordare la mia percezione che gran parte della sofferenza emotiva sta nella falsa personalit?
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R. Soltanto ricordando voi stessi. Il soffrire  il miglior aiuto possibile per ricordare se stesso, se imparate a usarlo. Da s non aiuta: uno pu soffrire durante tutta la propria vita e ci non gli dar un granello di risultato, se egli per apprende ad usare la sofferenza, questa gli sar di aiuto. Nel momento in cui soffrite, cercate di ricordare voi stessi.
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D. Esistono due tipi di soffrire: uno  dovuto allo scorgere la mia meccanicit e debolezza, laltro  soffrire nel vedere qualcuno che amo ammalato o infelice. Come si fa a lavorare contro questo o ad usarlo per il lavoro?
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R. Il problema : potete far qualcosa o no? Se potete, potete, ma se non potete,  unaltra faccenda. Se cominciamo a soffrire di qualsiasi cosa per cui non possiamo far nulla, allora indubbiamente non cesseremo mai di soffrire. La cosa principale  scoprire quanta immaginazione stia in ci. Potremmo essere perfettamente sicuri che non ce n nessuna, ma se compiamo un altro sforzo ci accorgiamo che  tutto immaginario.
Abbiamo unimmagine sbagliata di noi stessi e ci nonostante attribuiamo a questa immagine sbagliata tratti reali. Ma se questa immagine  falsa, allora ogni cosa che la riguarda  necessariamente falsa, e anche la sua sofferenza  falsa. Pu darsi che questa sia acutissima, ma ci non fa alcuna differenza. La sofferenza immaginaria generalmente  pi sgradevole di quella reale perch per la sofferenza reale possiamo far qualcosa, mentre per quella immaginaria non possiamo far nulla. Potete soltanto liberarvene, ma se ci siete affezionati o ne siete orgogliosi, dovete tenervela.
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D. Io ancora non riesco a vedere come cominciare a comprendere la falsa personalit.
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R. Dovete sapere cosa essa sia, per cos dire, piazzarla; questo  il primo passo. Dovete rendervi conto che tutta lidentificazione, tutto il considerare, tutte le bugie, tutte le bugie a noi stessi, tutte le debolezze, tutte le contraddizioni, sia viste sia non viste, tutte queste cose sono false personalit.  come una razza speciale di cani. Se non la conoscete, non ne potete parlare. Ma anche scorgerne piccole parti  pi che sufficiente, perch ogni sua piccola parte ha lo stesso colore. Se vedete quel cane una volta, lo conoscerete per sempre. Abbaia in maniera speciale, cammina in modo speciale...
Da principio non potete sapere ci che  io e ci che  falsa personalit. Non potete saper tutto su nessuno dei due; ma se prendete da un lato qualcosa su cui non avete dubbi che  falso e dallaltro lato qualcosa che non avete dubbi sia vero, potete paragonarli.
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D. A volte mi osservo a identificarmi o a considerare e trovo che lo faccio a causa di unimmagine che ho di me stesso. Posso in questa maniera arrivare a conoscere la falsa personalit e, con losservazione, indebolirla?
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R. S, questa  lunica maniera, ma soltanto se non ve ne stancate, perch al principio parecchie persone sono piene di zelo ma presto si stancano e cominciano ad usare lio indiscriminatamente senza chiedersi quale io?. Il nostro principale nemico  la parola io, perch, come ho detto, non abbiamo veramente il diritto di usarla in condizioni ordinarie. Molto pi tardi, dopo lungo lavoro, possiamo cominciare a pensare al gruppo di io, corrispondente al Maggiordomo Interinale, come io.
In condizioni ordinarie per, quando dite: Io non desidero, dovete chiedervi: Quale dei miei io non desidera?. In tal modo ricordate costantemente a voi stessi questa pluralit. Se lo dimenticate una volta, sar pi facile che lo dimentichiate quella successiva. Esistono parecchi buoni inizi nel lavoro ma poi, dopo un po di tempo, questo viene dimenticato, la gente comincia a declinare e alla fine diviene pi meccanica di prima. Il principio della conoscenza di s  conoscere chi parla in voi e di chi vi potete fidare.
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D. La propria capacit di lavoro aumenta di tanto quanto uno  capace di indebolire la falsa personalit?
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R. Il lavoro ha inizio con la lotta contro la falsa personalit. Tutto ci che uno pu ottenere lo pu alle spese della falsa personalit. In seguito, quando questa  resa passiva, egli pu ottenere molto alle spese di altre cose, ma per lungo tempo bisogna vivere, per cos dire, alle spalle della falsa personalit. Nella vita ordinaria la falsa personalit  difficilissima da scoprire perch, dato che non c azione contro di essa, non c nemmeno resistenza. Ma allorch una persona comincia a lavorare, appare la resistenza al lavoro, e questa resistenza  falsa personalit.
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D. La falsa personalit pu essere interessata o attratta dalle idee del sistema?
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R. S, moltissimo. Soltanto che allora avrete il sistema alla luce della falsa personalit, e sar un sistema completamente diverso. Al momento in cui la falsa personalit prende il sistema per s, essa diviene soltanto pi forte e indebolisce il sistema per voi. Essa aggiunge una parola qui e unaltra l, e voi non potete immaginare in quale forma straordinaria alcune delle idee mi ritornano. Una parola omessa da una formulazione pu rendere unidea completamente diversa. La falsa personalit la sa sempre pi lunga ed  sempre giustificata nel fare ci che le piace. Ecco dove sta il pericolo. Il sistema significa tutto ci che viene detto, nel senso in cui  detto. Se uno lo corregge, consapevolmente o inconsapevolmente, allora esso non pu essere chiamato sistema: sar pseudosistema, falsificazione del sistema. Nel momento in cui diviene sbagliato, o qualcosa  dimenticato o lasciato fuori, esso dar risultati sbagliati.
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D. Io faccio queste domande perch a volte ho dei dubbi circa la genuinit del mio interesse nel lavoro: pu darsi che io stia mentendo a me stesso?
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R. Solamente voi potete rispondere a ci; e ancora una volta soltanto se non dimenticate i principi fondamentali e dite io a proposito di qualcosa che  semplicemente uno degli io. Dovete cominciare a conoscere altri io e a ricordarveli. Dimenticar ci  pericolosissimo, perch allora un urto, un leggero mutamento in qualcosa pu essere sufficiente a far sbagliar tutto. 
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Finora, a proposito delluomo, abbiamo parlato delle caratteristiche generali umane comuni a tutti. Ma a un certo punto del lavoro, oltre a comprendere i principi generali, bisogna cercare di scoprire le proprie peculiarit, perch non si pu conoscere se stessi a fini pratici se si conoscono soltanto le caratteristiche generali.
Ciascun uomo ha le proprie caratteristiche individuali, le proprie debolezze quando non  capace di resistere alle cose che accadono. Queste caratteristiche o debolezze possono essere semplicissime o complicatissime. Un uomo pu essere capace di resistere a tutto tranne che al buon cibo; un altro a tutto tranne che a parlare, oppure pu essere pigro, o troppo attivo.
 importantissimo in una certa fase dello studio di s scoprire la propria caratteristica principale, vale a dire la debolezza principale. Le principali debolezze della gente sono assai differenti, e se siamo capaci di resistere a qualcosa cui un altro uomo non  capace, in quanto accade che quella sia la sua caratteristica principale, questa differenza di debolezza ci d lillusione che possiamo fare.
La caratteristica principale o debolezza principale sta nella falsa personalit. In alcuni casi  possibile scorgere una, due o tre caratteristiche o tendenze, spesso collegate assieme, che entrano in tutto come un asse attorno al quale ruoti ogni cosa. Questa  caratteristica principale. A volte  assai chiara e ovvia, mentre altre  difficile da descrivere.
La nostra lingua spesso non ha parole n forme per descriverla ed essa pu essere indicata soltanto mediante un giro di frasi.  interessante che uno non possa quasi mai scoprire la propria caratteristica principale, perch egli  in essa, e se gli viene comunicata, di solito non ci crede. Per possiamo trovare ci che le sta a fianco, anche se non  essa stessa.
Qualche volta  utile raccogliere opinioni degli amici su noi stessi, perch ci spesso contribuisce a scoprire le nostre caratteristiche.  importantissimo scoprire cosa crea ostacoli al nostro lavoro. Finch uno non lha scoperta, una caratteristica principale significa perdita costante di energia, quindi dobbiamo trovare questa perdita e arrestarla.
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D. Possiamo mai scoprire la caratteristica principale da soli?
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R. Ad un certo momento nel lavoro organizzato essa verr fuori, o vi potr esser detta. Ma se vi viene detta, non ci crederete. Oppure a volte  talmente ovvia che  impossibile negarla, ma con lausilio dei respingenti uno pu dimenticarla di nuovo. Ho conosciuto individui che davano un nome alla loro caratteristica principale e per un po di tempo la ricordavano, poi la dimenticavano. Dovete essere voi stessi ad avvicinarvi ad essa. Quando voi stessi la sentite, saprete. Se vi viene semplicemente detta, potrete dimenticarla facilmente. Allorch scoprite parecchie manifestazioni della vostra falsa personalit, potrete trovare la vostra caratteristica.
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D.  ci che voi chiamate un respingente?
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R. No, per i respingenti nascondono la caratteristica principale; questa  aiutata dai respingenti.
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D. Se troviamo le nostre caratteristiche principali possiamo correggerle? Voi avete detto che non possiamo cambiar nulla.
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R. Nella maniera ordinaria non possiamo. Ma qui ci significa usare il risultato dellesperienza e della conoscenza che non appartiene alla vita ordinaria.
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D. Ma anche un uomo ordinario cambia.
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R. Certo che cambia: diviene pi meccanico, pi limitato, pi posato. Ci possono essere delle eccezioni, ma di norma le cose non progrediscono nella vita ordinaria. Le personalit cambiano, particolarmente se cambiano le circostanze, ma  un cambiamento meccanico, accidentale. Spesso basiamo la nostra opinione sulle eccezioni, sia che le osserviamo giustamente o erroneamente. Le eccezioni sono pi facili da notare delle regole.
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D. Avendo osservato una certa tendenza in se stesso, uno decide che questa non deve accadere.
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R. Di solito, dopo che uno ha deciso, questa continua ad accadere. O, se non accade, generalmente appare al suo posto unaltra tendenza. Di norma, soltanto una cosa arresta le cose: la paura.
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D. Le caratteristiche principali variano durante la vita?
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R. Se sono chiaramente delineate proseguono durante lintera vita.
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D. Eppure posso vedere cose che ho avuto e che ora non esistono.
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R. Probabilmente. La nostra conoscenza di noi stessi  assai difettosa. Uno pu osservare molte cose nella vita e commettere grossi errori se non sa come verificare. E generalmente, come ho detto,  difficile scorgere la caratteristica principale.
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D. Mi potreste dire qual  la mia caratteristica principale?
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R. Non credo. Vedete, questo non  necessario per cominciare il lavoro. Al principio, la cosa importante non  la caratteristica principale stessa ma ci che essa produce, e questo potete studiarlo sotto la forma degli atteggiamenti. Non conosciamo i nostri atteggiamenti perch non abbiamo mai pensato a noi stessi nella maniera giusta. Abbiamo troppe idee immaginarie. Quello che dobbiamo studiare ora sono tutti i nostri punti di vista, le emozioni abituali, la maniera in cui pensiamo, ci che inventiamo. Questi sono tutti risultati della caratteristica principale o caratteristiche principali, in quanto possono esserci due o tre caratteristiche che sono importantissime, non necessariamente una sola.
Riflettete sulla falsa personalit; ci  pi che sufficiente ai fini pratici. Come teoria, la falsa personalit nella maggioranza dei casi ruota attorno ad un asse e questasse  la caratteristica principale. Se un uomo ha una sola grossa debolezza, sotto un certo punto di vista ci  un vantaggio, perch se egli pu conquistare questa caratteristica o debolezza pu con un solo gran passo conseguire parecchie cose.
 un vantaggio quando le cose sono concentrate, quando parecchie cose sono riunite assieme in un punto. Allora gli sforzi su questo punto producono migliori risultati di quando uno lavora su punti differenti. Ma la caratteristica principale non  sempre definibile. A volte potete metterci il dito sopra, altre no; in una persona potete vederla, in unaltra no. Ma potete vedere la falsa personalit.
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D. La caratteristica principale  alimento per la falsa personalit?
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R. La caratteristica principale non  alimento.  falsa personalit;  qualcosa su cui  basata la falsa personalit e che entra in tutto.
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D. La caratteristica principale prende sempre decisioni nei momenti importanti?
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R. Questa  la sua miglior definizione: essa prende sempre decisioni. In relazione alla caratteristica principale,  meglio pensare prima in linee generali: perch siete venuti al sistema, cosa volete dal sistema. Spesso accade che le persone vengano alle conferenze per anni e dimenticano perch ci sono venute. Se ricordate perch ci siete venuti, il sistema pu rispondere alle vostre domande, altrimenti non pu. Potreste non ricordarvi della meccanicit; potreste dimenticare che ogni persona  appassionatamente convinta di poter fare, e che se non pu,  perch essa non ci ha pensato o non ha desiderato farlo.
 necessario combattere questa idea, e comprendere che siamo meccanici, che non possiamo far nulla, che siamo addormentati, che abbiamo parecchi io: tutte queste cose. Ci vi aiuter a vedere la falsa personalit; perch tutte queste cose che attribuiamo a noi stessi sono esempi standard di immaginazione. E la personalit immaginaria o falsa personalit,  caratteristica personale di ognuno.
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D. La falsa personalit  sempre egoista?
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R. Se pensate a voi stessi come falsa personalit e cercate di scoprire ci che non lo , potete essere abbastanza certi che tutto quanto  egoistico  falsa personalit. Per pi riflettete su ci, meno lo vedrete. Pu apparire egoisticissimo, e ci  peggio di tutto!
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D. Esistono parecchie variet di caratteristica principale?
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R. Ci sono variet strane e variet classiche. Una caratteristica assai comune, descritta in parecchi punti del Nuovo Testamento,  allorch scorgiamo i difetti degli altri ma non i nostri. Poi sono comunissimi determinati tipi di autocommiserazione. Ed esistono anche curiose combinazioni per le quali  a volte difficile trovare una definizione psicologica.
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D. Il ricordare se stesso  lunica maniera di sconfiggere la caratteristica principale?
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R. Senza ricordare noi stessi non possiamo far nulla.  lunica strada.
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D. Non  possibile avere caratteristiche diverse quando si  con gente diversa?
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R. No, questi sono ruoli. Le caratteristiche non cambiano cos rapidamente.
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D. Incolpare gli altri  una caratteristica?
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R. Pu essere una caratteristica. Ma su cosa  basata? Su mancanza di comprensione. Se cominciate a studiare la psicologia, scoprirete che tutte le cause sono in voi stessi; non possono esserci cause fuori di voi. Non lo ricordate a voi stessi abbastanza spesso. Una piccola parte comprende che le cose sono in voi, mentre la parte maggiore continua a incolpare gli altri. Al fondo di ogni favorita emozione negativa troverete la giustificazione di s che la nutre.
Dovete arrestarla prima nella vostra mente e poi dopo qualche tempo sarete capaci di arrestarla anche nellemozione. Mancanza di comprensione  la prima causa, mancanza di sforzo la seconda.
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D. Avete detto che la pigrizia pu essere una caratteristica principale?
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R. Per alcuni la pigrizia  tre quarti della loro vita o pi. Qualche volta la pigrizia  importantissima ed  la caratteristica principale della falsa personalit, allora tutto il resto dipende dalla pigrizia e serve la pigrizia. Dovete per rammentare che esistono diversi tipi di pigrizia.  necessario trovare questi differenti tipi osservando voi stessi e osservando gli altri.
Ci sono, per esempio, persone occupatissime che stanno sempre facendo qualcosa, eppure la loro mente pu essere pigra. Ci accade pi spesso di qualsiasi altra cosa. La pigrizia non  soltanto desiderio di star seduti e di non far nulla.
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D. Qual  il modo migliore di lottare contro la falsa personalit?
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R. Fate sempre qualcosa che non piace alla falsa personalit e prestissimo scoprirete altre cose che ad essa non piacciono. Se continuerete, essa si irriter sempre pi e apparir sempre pi chiaramente, sicch presto non ci saranno pi dubbi su di essa. Da principio per la vostra lotta deve basarsi sul conoscere: dovete conoscere le sue caratteristiche, scoprire ci che in special modo non le piace. A una falsa personalit non piace una cosa, ad unaltra, unaltra cosa. Dovete avere in voi stessi abbastanza forza per opporvi ad essa.
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Parliamo ora della relazione della falsa personalit con altre parti delluomo. In ogni uomo, ad ogni momento, il suo sviluppo procede mediante ci che potrebbe essere chiamato Triade Statica.
Questa triade pu essere chiamata statica perch le cose al vertice del triangolo stanno sempre allo stesso posto e agiscono come forza neutralizzante mentre le altre forze cambiano lentissimamente. Luomo  diviso in quattro parti: corpo, anima, essenza e personalit. 
Abbiamo gi parlato dellessenza e della personalit. Il termine anima  usato nel sistema nel senso di principio-vita. Lanima pu essere descritta come una nube di materie o energie sottili connesse assieme e legate al corpo fisico. Finch essa sta nel corpo, questo  vivo e corpo e anima fanno una cosa sola. Quando si separano, diciamo che il corpo muore. Questo  quello che distingue un pezzo di carne morta da carne vivente.
Quando un centro funziona bene, lanima vi  concentrata. Ma nelluomo ordinario lanima non ha qualit psichiche, n  di alcuna utilit che voi sappiate ancora di pi su ci. Vi dico questo soltanto da un punto di vista teorico; essa  semplicemente materiale, sebbene di una materialit pi sottile di quella del corpo. Questo diagramma pu essere utile perch mostra ci che siamo, se possiamo scorgerlo. Mostra i cambiamenti nel nostro sviluppo, ci che siamo ora e ci che possiamo divenire. Allorch apprendete a usare questo diagramma, esso vi aiuter a stabilire fasi precise nel lavoro.
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Il primo triangolo mostra lo stato delluomo nella vita ordinaria; il secondo mostra il suo stato quando egli comincia a svilupparsi. Ci sono lunghi periodi tra lo stato mostrato nel primo e lo stato mostrato nel secondo triangolo e periodi ancor pi lunghi tra questo e il terzo triangolo. In realt esistono parecchi stadi intermedi, ma questi tre sono sufficienti a mostrare il cammino dello sviluppo in relazione alla falsa personalit.
 necessario ricordare che nessuno di questi stati  permanente. Ciascuno di essi pu durare per mezzora, poi pu venire un altro stato, poi di nuovo uno stato diverso. Il diagramma mostra soltanto come procede lo sviluppo. Sarebbe possibile continuare il diagramma oltre lio permanente, perch lio permanente a sua volta ha parecchie forme. La triade  fatta dal corpo, dallanima e dallessenza al vertice. Nel secondo punto c lio preso nel senso di parecchi io che sono la persona, vale a dire tutti i sentimenti e sensazioni che non formano una parte della falsa personalit. Il terzo punto del triangolo  tenuto dalla falsa personalit, dal ritratto immaginario, cio, di noi stessi. In un uomo ordinario la falsa personalit chiama se stessa io ed  attiva, ma dopo qualche tempo, se un uomo  capace di sviluppo, comincia a crescere in lui il centro magnetico.
Egli pu chiamarlo interessi speciali, ideali, idee o qualcosa del genere. Quando egli comincia a sentire questo centro magnetico, scopre una parte separata in se stesso, e da questa parte comincia la sua crescita. Questa pu avvenire soltanto alle spalle della falsa personalit, perch la falsa personalit non pu apparire contemporaneamente come centro magnetico.
Quando il centro magnetico  attivo, la falsa personalit  passiva, tuttavia quando la falsa personalit  attiva il centro magnetico  passivo. Se in un uomo si  formato il centro magnetico, egli pu trovare una scuola, e quando comincia a lavorare, deve lavorare contro la falsa personalit. Ci non significa che la falsa personalit scompaia, ma semplicemente che non  sempre presente. Da principio essa  quasi sempre presente, ma quando il centro magnetico comincia a crescere, scompare, qualche volta per mezzora, qualche volta addirittura per un giorno. Poi ritorna e rimane per una settimana!
Quando la falsa personalit scompare per un breve periodo, lio diviene pi forte, solamente non  realmente un io, ma parecchi io. Pi lunghi i periodi in cui scompare la falsa personalit, pi si fa forte lio composto di parecchi io. Il centro magnetico pu essere trasformato nel Maggiordomo Interinale, e quando il Maggiordomo Interinale assume il controllo della falsa personalit, trasferisce tutte le cose inutili nella parte della falsa personalit, e soltanto le cose necessarie rimangono in quella dellio. Poi, ancora in un altro stadio, pu darsi che lio permanente venga nella parte del lato dellio con tutto ci che appartiene ad esso.
Allora parecchi io si troveranno nel lato della falsa personalit ma per ora non possiamo dir molto su ci. Ci sar lio permanente con tutto ci che gli appartiene, ma noi non sappiamo cosa gli appartiene. Lio permanente ha funzioni completamente diverse, un punto di vista completamente diverso da qualsiasi cosa cui siamo abituati. Il nome io permanente non  molto appropriato, perch esso non  permanente per molto tempo; viene e rimane soltanto quando  necessario, quando non  necessario pu andarsene di nuovo.
Sicch  meglio dire io reale. Quando viene questo io, esso controlla tutti gli altri io. Pu controllare ogni cosa in maniera tale come non pu farlo nessun io esistente, perci in un senso  completamente nuovo. Per, quando viene questio, ci non significa che rimarr. In primo luogo pu non essergli necessario stare l, perch io pi piccoli devono apprendere anchessi ad agire nella maniera giusta. In secondo luogo esso richiede lavoro intensissimo, e se il lavoro rallenta, non pu rimanere.
Esistono di conseguenza parecchie condizioni per la sua presenza; se per voi sperimentate una volta il gusto del suo essere l, conoscerete parecchie cose e sarete certi di molte cose che ora potete soltanto sospettare.
La Triade Statica mostra che o il lavoro personale o la degenerazione procedono in relazione a differenti manifestazioni della falsa personalit, ma che corpo, anima ed essenza rimangono gli stessi tutto il tempo. Dopo un po, anche loro saranno influenzati, ma essi non entrano nelle fasi iniziali.
Il corpo rimarr lo stesso corpo, lessenza cambier in seguito, ma non interviene allinizio del lavoro. Secondo questo sistema, lessenza interviene soltanto in quanto  mista con la personalit. Non la prendiamo separatamente perch, come gi spiegato, non abbiamo mezzi per lavorare sullessenza indipendentemente dalla personalit.
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D. Questo diagramma implica che corpo ed essenza intervengono a volte nel lato della falsa personalit, e a volte nellaltro, a seconda di quale  dominante?
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R. No. Se corpo ed essenza sono normali, essi sono imparziali e non si mettono da una parte o dallaltra. Ma se c qualcosa di sbagliato in loro, stanno dal lato della falsa personalit. Ci per non riguarda la nostra conversazione; noi li prendiamo come una forza permanente. Il cambiamento avviene negli altri due punti della triade.
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D. Questo diagramma significa che il Maggiordomo Interinale comincia a prendere il posto del centro magnetico quando uno comincia il lavoro di scuola?
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R. Come ho spiegato precedentemente, il Maggiordomo Interinale non proviene direttamente dal centro magnetico, prima deve essere trasformato in cose differenti. La prima cosa che mostra la giusta crescita di qualcosa al posto del centro magnetico  valutazione: comprensione del lavoro. C un lungo cammino tra uno e laltro. Nel diagramma essi sono mostrati come se uno seguisse laltro, ma ci non significa che uno segua laltro immediatamente: si trovano a miglia e miglia di distanza ed esistono centinaia di trasformazioni.
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D. Cosa fa s che lio cominci a svilupparsi e la falsa personalit a svanire?
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R. Tutti i cambiamenti avvengono col tempo. Nella vita ordinaria la falsa personalit  presente tutto il tempo. Poi, col tempo, diminuir, diverr meno importante, e occuper meno tempo. (Ci  mostrato nel secondo stadio del diagramma in cui la falsa personalit  divenuta passiva e i numerosi io circondanti il centro magnetico sono divenuti attivi). Non potete diminuire la falsa personalit nel senso della grandezza, ma potete diminuirla nel senso del tempo. Prendiamo ventiquattro ore: quante ore appartengono al primo e quante alla seconda? Tutto ci che cambia in noi, cambia in questo modo.
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D. Finora avevo limpressione che la falsa personalit fosse il cumulo di tutti i molteplici io. Questo diagramma mi ha reso le cose un po oscure.
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R. Tra questi vari io ce ne sono alcuni utili e parecchi io passivi che possono essere il principio di altre personalit. La falsa personalit non si pu sviluppare;  tutta sbagliata. Questo  il motivo per cui ho detto che tutto il lavoro deve essere contro la falsa personalit. Se uno non riesce nel proprio lavoro, ci  perch egli non ha prestato sufficiente attenzione alla falsa personalit, non lha studiata, non ha lavorato contro di essa. Anche la falsa personalit  fatta di parecchi io, ma questi sono tutti immaginari.
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D. Non comprendo cosa intendete per io passivi.
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R. Gli io passivi sono io che sono controllati da altri io attivi. Per esempio, le buone intenzioni possono essere controllate dalla pigrizia. La pigrizia  attiva, le buone intenzioni sono passive. Lio, o combinazione di io, al controllo  attivo; gli io che sono controllati o rimorchiati sono passivi. Comprendere ci  semplicissimo. 
Questo diagramma rappresenta uno stato, poi uno stato leggermente diverso e di nuovo uno stato diverso. Con laiuto di questo diagramma potete vedere tre diversi stati di uomo cominciando dal pi elementare. Nello stato pi elementare la falsa personalit  attiva e lio  passivo.
Corpo, anima ed essenza rimangono sempre neutralizzati. Quando, dopo parecchi stadi, viene lio permanente, lio diviene attivo, parecchi io divengono passivi e scompare la falsa personalit. Tra questi due estremi possono essere disegnati parecchi diagrammi differenti, e inoltre esistono varie possibilit.
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D. Esiste un posto nella Triade Statica in cui un gruppo di io, non connesso col centro magnetico,  attivo e la falsa personalit  passiva?
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R. Quando ho detto che certi gruppi di io o personalit divengono attivi, intendevo quelli che sono accentrati attorno al centro magnetico. Prima il centro magnetico stesso, poi quegli io che si schierano attorno al centro magnetico, si oppongono alla falsa personalit. Successivamente, a un certo momento, il centro magnetico diviene attivo e la falsa personalit passiva. Il centro magnetico  una combinazione di un determinato gruppo di interessi o simpatie. Esso non vi guida, perch guidare significherebbe progresso, mentre voi rimanete in un sol posto.
Ma quando vengono le cose, allora con lausilio del centro magnetico siete capaci di vedere qual  luno e qual  laltro, o se vi piace o non vi piace una cosa. Potete fare una scelta. Prima che uno venga al lavoro, il centro magnetico  un certo punto che ha trasformato se stesso in un determinato gruppo di interessi. Quando uno incontra il lavoro, esso diviene interessato nel lavoro di scuola, poi scompare come centro magnetico, perch centro magnetico  una cosa debole, e viene trasformato in ci che pu essere chiamato personalit lavoro.
Questo diagramma mira a descrivere le fasi iniziali del lavoro, perci ci ho messo pochissime delle combinazioni che potrebbero essere mostrate. Per esempio, in uno degli stadi iniziali possiamo disegnare una triade con corpo, anima ed essenza al vertice, falsa personalit ad un lato e parecchi io, gi divisi in certi gruppi, allaltro lato. Uno di questi gruppi  il centro magnetico, ma ci sono altri gruppi, forse non collegati, eppure non ostili al centro magnetico, che possono esistere e in seguito svilupparsi in qualcosa di meglio. Questi gruppi di io che sono sempre ostili e sempre dannosi sono la falsa personalit.
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D. Il cambiamento da una forma di Triade Statica ad unaltra dipende dal cambiamento di essere?
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R. S, ogni piccolo cambiamento  cambiamento di essere anche se questa espressione viene generalmente applicata a cambiamenti pi grandi, pi seri. Quando parliamo del cambiamento di essere intendiamo il cambiamento da uomini n. 1, 2 e 3 per esempio, a uomo n. 4. Questo  cambiamento di essere, ma ovviamente questo gran salto  fatto di piccoli salti. La Triade Statica  puramente un diagramma ausiliario. Esso rappresenta voi.
Mostra lo stato del vostro essere, ci che siete in un dato momento, e vi aiuta a descrivere a voi stessi tutti gli stadi che attraversate dalla ordinaria esistenza meccanica allo sviluppo. In questa maniera non lo descrivete a parole ma ne fate un quadro completo. Il nostro scopo  di diventare uno, di avere un solo io permanente. Ma da principio lavoro significa divenire sempre pi divisi. Dovete rendervi conto di quanto siate lontani dallessere uno, e soltanto quando conoscete tutte queste frazioni di voi stessi pu cominciare il lavoro su uno, o su qualche io principale, attorno al quale pu essere costruita lunit. Sarebbe comprensione errata unificare tutte le cose che trovate in voi stessi ora. Il nuovo io  qualcosa che non conoscete attualmente; esso cresce da qualcosa di cui vi potete fidare. Allinizio, separando la falsa personalit da voi, cercate di dividere voi stessi in ci che potete chiamare credibile e in ci che trovate inattendibile.
Allorch siete in stato di dubbio cercate di ricordare e di far emergere altri io che hanno una certa valutazione. Questo  lunico modo per risolvere i dubbi. Allo scopo di svilupparvi dovete 
avere una certa capacit di valutazione. Lunico approccio pratico  pensare ai diversi lati di voi stessi e trovare i lati che possono lavorare e quelli che non possono. Alcuni individui hanno valori reali, altri hanno falsi valori ed altri ancora non hanno valori affatto.  lo stesso con gli io.
La gente pu impiegare tutta la propria vita studiando sistemi e sistemi di parole senza arrivare mai alla cosa reale. Tre quarti, o nove decimi, della nostra conoscenza ordinaria in realt non esistono: esiste soltanto nellimmaginazione. Questo lavoro invece deve essere pratico fin dal principio. Dovete comprendere che senza lavoro, senza sistema, non potete far nulla. Se uno comincia a lavorare, ha una possibilit. Ma anche nel lavoro esistono pericoli, perch se la gente crede di poter fare qualcosa e tuttavia si rifiuta di lavorare per lacquisizione del controllo, se rimane troppo a lungo teorica e non si rende conto che nessun tipo di cambiamento  possibile senza grandi sforzi, se continua a rimandare tali sforzi al domani, allora questa esitazione continua comincia a produrre un effetto e, dopo qualche tempo, arriva un momento pericoloso.
Questo non viene al principio, ma soltanto se per parecchio tempo si procede senza fare sforzi sufficienti o senza far nulla di serio. Allora, invece di essere uno solo, uno pu essere diviso in due, sicch tutte le caratteristiche e tutte le personalit sono divise in due gruppi: una parte utile al lavoro e di aiuto al lavoro personale e unaltra indifferente o addirittura non amica.
Questi due gruppi possono continuare ad esistere a fianco a fianco, cercando di non emergere contemporaneamente; uno pu venire al mattino, laltro nel pomeriggio. Questo  un pericolo reale, perch se cominciano a formarsi due parti come queste, lindifferenza delluna rovina il risultato del lavoro dellaltra e in tal modo lo sviluppo si arresta. Questa seconda parte pu anche non essere cattiva o antagonista al lavoro, ma soltanto debole, e debolezza e forza non possono crescere contemporaneamente. Perci  necessario combatterla rapidissimamente e strenuissimamente, altrimenti pu portare alla doppia cristallizzazione.
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D. Uno sa se questi due gruppi di personalit si formano in lui?
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R. Se uno impara a osservare se stesso, egli pu scoprire quando ci comincia ad accadere, e allora egli non deve lasciarle proseguire troppo a lungo, perch ogni giorno sar pi difficile combatterle. Ma esse si manifestano differentemente in casi differenti.
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D. Questo  un caso di acquisire una quantit di sapere senza comprendere?
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R. No. Anche il sapere  possibile in tal caso, solamente senza azione. Vedete, persino conoscenza e comprensione non possono aiutare se non si lavora sullessere. Se la volont non cresce al tempo stesso, uno pu comprendere e non essere capace di far nulla. Se la gente aspetta troppo a lungo senza fare seri sforzi o prendere serie decisioni, essa pu avere il principio di questa doppia cristallizzazione. Allora non potr avere alcun risultato nel suo lavoro, e dopo un po di tempo, addirittura ottenere risultati sbagliati. 
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CAPITOLO 8.
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Dobbiamo parlare del posto delluomo nel mondo, perch dora in poi dobbiamo sempre studiare luomo in relazione al suo posto, in quanto esistono parecchie cose che ci riguardano, che interessano quanto per noi  possibile e quanto  impossibile, che sono collegate con esso.
Nella prima conferenza ho detto che dobbiamo studiare luomo e, parallelamente, dobbiamo studiare il mondo in cui luomo vive, allo scopo di cercare di comprendere perch luomo  quello che  e perch non pu essere diverso. Non possiamo trovare risposte a tutte queste domande se studiamo luomo separatamente dal mondo in cui vive.
In un certo senso luomo  analogo alluniverso; le stesse leggi operano in lui e ci accorgeremo che  pi facile comprendere alcune di queste leggi studiando luomo, mentre altre leggi possiamo comprenderle meglio studiando luniverso. Ma prima di tutto dobbiamo renderci conto dei limiti della nostra percezione e del nostro potere di pensare; sicch questo studio comprende anche quello dei nostri limiti.
Il sistema allarga moltissimo la nostra conoscenza, ma non pu far miracoli. Se cerchiamo di pensare al mondo indipendentemente da noi stessi e di vederlo com, anche dal punto di vista fisico con laiuto del telescopio e del microscopio, ci renderemo conto di quanto siano limitate le nostre capacit di percezione, in quanto esse sono limitate dalla dimensione.
E la nostra capacit di visione mentale  infinitamente pi limitata. Anche se potessimo entrare in contatto con la sorgente della conoscenza completa, come siamo non saremmo capaci di impossessarcene e di servircene perch, pur potendo sapere pi di quanto ordinariamente sappiamo, c un limite preciso in noi: nella nostra mente.
Perci dobbiamo conoscere tutti i nostri limiti e, una volta conosciuto il potere del nostro strumento, sapremo ci che ne possiamo trarre. La prima idea di questo sistema  che, in determinata misura, possiamo migliorare questo strumento per acquisire conoscenza: questa  lidea del miglioramento di s. Se ricordate, ho detto che dal punto di vista di questo sistema solamente la conoscenza del tutto pu essere considerata conoscenza, in quanto conoscenza di una parte senza la sua relazione col tutto non  conoscenza ma ignoranza.
Possiamo avere questa conoscenza, soltanto che non ce ne rendiamo conto e non comprendiamo che in relazione a ogni cosa la conoscenza comincia con la conoscenza del tutto. Prendete, per esempio, questa scatola di fiammiferi. Se la guardo attraverso una stretta fessura ne vedr solamente una piccola parte e non avr mai lidea della scatola di fiammiferi come un tutto.  lo stesso per ogni cosa. Quasi tutto ci che chiamiamo conoscenza in realt non  affatto conoscenza, in quanto  meramente conoscenza di una piccola parte senza sapere il posto di questa parte nel tutto.
Esiste un certo libro di aforismi che dice: conoscere significa sapere tutto. Conoscere una parte di qualcosa significa non conoscere. Non  difficile conoscere tutto, in quanto allo scopo di conoscere tutto si deve sapere pochissimo. Ma al fine di conoscere questo pochissimo bisogna sapere parecchio. Perci dobbiamo cominciare con parecchio, con lidea di arrivare a quel pochissimo che  necessario per la conoscenza del tutto.
La conoscenza di tutto  possibile con limpiego di due principi: il principio della relativit e il principio della scala. Se parliamo del mondo,  necessario sapere tutto del mondo, e possiamo conoscere tutto quello che abbiamo bisogno di sapere su esso se prendiamo le cose su scale diverse. Possiamo sapere molto di pi di quanto sappiamo ordinariamente se studiamo le cose commisurabili con noi e aventi una relazione con noi su una scala, e cose che sono pi lontane da noi e che non hanno precisa relazione con noi su unaltra scala, pi piccola, in una maniera pi astratta.
In tal modo possiamo ottenere tutta la necessaria quantit di conoscenza senza imparare troppo, e questa conoscenza includer pochissime cose inutili, perch se apprendiamo tutto indiscriminatamente, non conosceremo le cose necessarie. Per esempio, voi conoscete la vostra casa su una scala proporzionata al vostro corpo, mentre conoscete la citt in cui vivete su una scala molto pi piccola.
Conoscete bene alcune parti, altre non cos bene, ma non c alcuna parte di essa che voi conosciate tanto bene come la vostra casa. E conoscete lItalia su una scala ancor pi piccola, lEuropa su una scala pi piccola ancora e cos di seguito. Ora vi ricorder ci che vi ho detto nella prima conferenza sullo studio del mondo, sulle due leggi fondamentali che lo governano, e vi indicher ci che dovete ricordare e come dovete ricordarlo.
Queste leggi universali sono in realt oltre la nostra mente, sicch con tutta la volont di studiarle non comprenderete molto pi delle parole. Ma anche questo  utile. Con laiuto di queste parole potete ricostruire le vostre idee sulluniverso e situare luomo nel giusto posto in relazione a mondi diversi. La prima cosa da ricordare  ci che  stato detto sulla Legge del Tre: ogni cosa nel mondo, tutte le manifestazioni di energia, tutti i tipi di azione, sia nel mondo che nellattivit umana, sia interni che esterni, sono sempre manifestazioni delle tre forze che esistono in natura.
Queste forze sono chiamate attiva, passiva e neutralizzante; o prima, seconda e terza. Bisogna comprendere che esse non differiscono una dallaltra, come attivit e passivit differiscono nella nostra comprensione ordinaria di questi termini.
La forza attiva e passiva sono entrambe attive, perch una forza non pu essere passiva. Ma c una certa differenza nella loro attivit, e questa differenza fa tutta la variet dei fenomeni che esiste nel mondo. Le tre forze lavorano assieme, ma in ogni combinazione predomina una di esse. Come pure, ogni forza che ora  attiva pu divenire passiva o neutralizzante nel momento successivo, in unaltra triade. Quando le tre forze si incontrano contemporaneamente, accadono le cose.
Se non si incontrano contemporaneamente, non accade nulla. Da questo punto di vista, la materia deve anche avere alcune denominazioni precise in accordo con le quali la forza opera attraverso di essa: sia essa organica o inorganica, un elemento chimico o un composto. Quando la forza attiva attraversa qualsiasi tipo di materia  chiamata Carbonio. 
Quandola forza passivalattraversa, chiamata Ossigeno. Quandolattraversala forza neutralizzante  chiamata Azoto.
Ma allorch la materia  presa senza relazione alla forza che opera attraverso di essa  chiamata Idrogeno.
Da principio questi nomi debbono esser presi semplicemente come etichette. In tal modo la Legge del Tre porta la relativit nella nostra definizione di materia, in quanto invece di un ferro abbiamo quattro ferri, invece di un rame quattro rami, ecc. Padre, madre, figlio; carbone, ossigeno, azoto. La famiglia  idrogeno.
Il principio di una nuova famiglia  il figlio. Nel pensare ordinario ci rendiamo conto dellesistenza di due forze: azione e resistenza, elettricit positiva e negativa, e cos di seguito. Ma in questo stato di consapevolezza non ci accorgiamo che tre forze sono sempre presenti in ogni evento, in ogni fenomeno, e che solamente una congiunzione delle tre forze pu produrre un evento. Due forze non possono produrre nulla: esse ruoteranno soltanto una attorno allaltra senza nessun risultato.
Occorre molto tempo per cominciare a vedere le tre forze nelle cose: per una qualche ragione noi siamo ciechi alla terza forza, anche se possiamo osservarla in parecchie reazioni chimiche e in fenomeni biologici. Anche quando comprendiamo pienamente che nulla pu accadere senza la presenza di tutti e tre gli elementi, in relazione a noi stessi siamo propensi a dimenticarlo o a trascurarlo. Non osserviamo completamente nemmeno due forze e in genere ci attendiamo che le cose accadano quando  presente soltanto una forza.
In seguito vi accorgerete che se volete produrre un certo effetto o una certa azione e manca una forza non potete ottenere alcun risultato. In alcuni casi questa pu essere la forza passiva e allora non accade nulla, perch se non c forza passiva non c materiale. In un altro caso possono mancare la forza attiva o la forza neutralizzante, e ancora una volta non potete far nulla.
Se cercate di scoprire manifestazioni della prima e della seconda forza, qualche volta potrete trovare manifestazioni della terza. Ci richiede osservazione, e non pu essere trovato tranne che da voi stessi. In psicologia parecchie cose possono essere spiegate con la necessit di una terza forza. Questo spiega anche perch non possiamo fare: non possiamo portare la terza forza. E senza la terza forza non pu accadere nessuna azione, o accade in una maniera diversa da quella che intendevamo accadesse.
A volte vediamo la forza neutralizzante, soltanto che ci sbagliamo circa la sua natura. Per esempio, spesso la scorgiamo come risultato mentre in realt essa preesiste alla prima e alla seconda. Commettiamo parecchi errori circa le tre forze, ma  utilissimo rifletterci sopra.
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D. Le tre forze sono esterne: fuori di noi?...
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R. Esse sono in voi e fuori di voi, nella nostra scala, in scala planetaria, in scala universale, in tutte le scale.
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D. Ci potreste fare un esempio di come funzionano?
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R. Supponete di voler studiare qualcosa. Avete un po di materiale, nuove idee e cos di seguito, tuttavia avete una resistenza a questo studio perch qualche io lo vuole e qualche altro io no. Essi rappresentano forze attive e passive. Supponete che questo studio produca in voi qualche tipo di emozione; questa emozione funziona come forza neutralizzante e allora potete studiare. Se non si produce lemozione, quegli io che vogliono e quelli che non vogliono continueranno a discutere e non accadr nulla. La Legge del Tre spiega parecchie cose che non possono essere spiegate nella maniera ordinaria, perch di solito pensiamo soltanto ad una forza. Assai di rado prendiamo in considerazione la seconda forza, la resistenza, e mai la terza. Eppure, in ogni calcolo delle azioni,  necessario tener conto di tre forze.
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D. La terza forza  la necessit? Tante decisioni sembrano essere prese per necessit. 
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R. E tante altre sono prese in base a ci che non  necessario. La gente pu sempre fare a meno delle cose necessarie, ma fare a meno delle cose non necessarie  molto pi difficile. Perci non potete dir questo. Dovete invece rendervi conto che non potete parlare della terza forza senza considerare la prima e la seconda.
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D. Possiamo studiare la Legge del Tre per vedere perch i nostri sforzi non riescono?
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R. A volte ci  utilissimo. Vi pu capitare di accorgervi che, a causa del non conoscere e del non aderire alla Legge del Tre, individui perdono tutti i risultati dei loro sforzi. Essi o non calcolano la resistenza o non calcolano la forza attiva: sto parlando ora di una triade in cui  presente la terza forza. Accadono fenomeni stranissimi quando la differenza tra le forze  troppo grande: il risultato appare completamente diverso da quello che ci si attendeva.
Supponete di voler far una certa cosa; ma non avete calcolato la resistenza, e il risultato, quando c,  assolutamente diverso da quello desiderato. Nel lavoro potete vedere due forze: le idee del sistema e la vostra stessa resistenza, il vostro stesso sonno. In ciascun caso particolare interviene una certa terza forza che aiuta una parte o laltra.
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D. Qual  il valore pratico di studiare le forze?
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R. Dietro tutte le cose esistono leggi cosmiche. Non potete comprendere perch le cose accadano in un modo o nellaltro a meno di avere qualche idea di queste leggi.
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D. Se si prendono gli eventi invece della materia, si pu dire che essi sono di tipo diverso a seconda della forza che lavora per loro tramite?
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R. Essi sono diversi a seconda di quale triade funziona. Per esempio, tutti sappiamo come la stessa frase, le stesse parole, possono avere un significato completamente diverso a seconda di chi le dice. O persino la stessa persona pu dire le stesse parole in momenti diversi e il significato sar diverso. Possiamo trovare linsegnamento di queste tre forze o tre guna nella filosofia Sankhya, ma nella letteratura esistente esso  gravemente deteriorato, perch essi parlano di ciascuna guna o forza come rimanente sempre la stessa, mentre dal punto di vista del sistema, come ho detto, attivit, passivit o potere neutralizzante di ciascuna forza appaiono soltanto in relazione alle altre due forze.
Ci possono essere sette combinazioni di forze, una di esse incomprensibile alla mente umana, poich in questa triade ogni forza occupa ogni posto. Le triadi si riferiscono agli eventi, sicch se parliamo di ciascun evento separatamente, sia esso grande o piccolo, dobbiamo comprendere a quale triade ognuno di essi appartenga. Ma una successione di eventi procede in base alla Legge del Sette o alla Legge delle Ottave.
La Legge del Sette va compresa e ricordata dal punto di vista degli intervalli. Per dirla in breve, la Legge del Sette significa che nessuna forza agisce mai continuamente nella stessa direzione: agisce per un certo tempo, poi diminuisce di intensit e, o cambia la sua direzione, o subisce un cambiamento interiore. In ogni ottava  vale a dire un periodo tra un certo numero di vibrazioni e o il doppio o met di quel numero  esistono due posti in cui le vibrazioni o, per essere pi esatti, le manifestazioni di energia che procedono nello spazio o tempo, o in entrambi, subiscono un certo cambiamento, rallentano, e poi ricominciano di nuovo.
Se non interviene uno shock addizionale in questi posti, lottava cambia direzione. Questa misurata irregolarit nel tasso di vibrazioni  stata calcolata ed espressa in una certa formula. Questa formula, esprimente una legge cosmica,  stata in seguito applicata alla musica nella forma di scala maggiore. La Legge del Sette mostra che nessuna forza pu svilupparsi in una direzione e indica i posti ove avvengono questi cambiamenti o ritardi.
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D.  a causa di ostacoli negli intervalli?
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R.  a causa degli intervalli. Gli ostacoli sono normali; ogni energia si sviluppa in mezzo a ostacoli.
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D. La linea cambia sempre in ununica direzione?
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R. No, in qualsiasi direzione. Quando le cose accadono, non si pu mai essere certi della direzione. Gli uomini 1, 2 e 3 non arrivano mai dove vogliono arrivare; ci pu accadere soltanto per caso. Noi riteniamo che quando non giungiamo dove vogliamo, questa sia uneccezione; non ci rendiamo conto che  una legge. Non possiamo fare affidamento sul caso che ci fornisca i giusti shock ai momenti giusti.
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D. Questo processo  infinito?
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R. Non potete immaginare una forza che lavori indefinitamente. Essa lavora in base alla quantit di energia che c. Ma ancora una volta, le ottave sono diverse: esse possono essere discendenti o ascendenti. Unottava ascendente sta tra un certo numero di vibrazioni e il doppio di quel numero. Unottava discendente sta tra un certo numero di vibrazioni e la met di quel numero. Sicch, parlando di una successione di eventi, dobbiamo conoscere le ottave ascendenti e le ottave discendenti. Senza sapere se  unottava discendente o ascendente  impossibile comprenderla, e questo  quanto accade nel pensare ordinario, perch la gente studia le ottave ascendenti prendendole per discendenti e viceversa.
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D. Ci potreste fare un esempio di gente che prende unottava discendente per unottava ascendente?
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R. Supponete che ci imbattiamo in dei selvaggi; di solito pensiamo che sono dei primitivi e che da questi individui primitivi si cominci a sviluppare civilt e cultura. Ma non ci rendiamo conto che nella maggioranza dei casi essi sono discendenti di individui colti. Spessissimo prendiamo la degenerazione per evoluzione.
 pi facile osservare la Legge del Sette nelle azioni umane. Potete vedere come, quando la gente comincia a fare qualcosa  studio, lavoro  dopo un po di tempo, senza alcuna ragione apparente, il suo sforzo diminuisce, il lavoro rallenta, e se in un determinato momento non viene fatto qualche sforzo speciale, la linea cambia direzione.
C un piccolo ma reale cambiamento nella forza interiore. Poi dopo un po c di nuovo un infiacchimento, e di nuovo se non viene esercitato uno sforzo speciale, la direzione cambia. Questa pu cambiare completamente e andare in una direzione diametralmente opposta, sempre apparendo come la stessa cosa. Esistono parecchie fasi dellattivit umana che rispondono a questa descrizione.
Esse cominciano a prendere una strada e poi impercettibilmente continuano in quella esattamente opposta. Se questi intervalli sono conosciuti e se viene usato un metodo per creare sforzi speciali o arrangiamenti in questi intervalli,  possibile evitare rotture nellottava. Ogni cosa va per ottave; nessuna vibrazione, nessun movimento n attivit pu procedere in unaltra maniera qualsiasi. Le scale variano, sicch non possiamo seguirle, ma possiamo vedere i loro risultati, i risultati della Legge del Sette. Persino linteriore lavoro fisico dellorganismo  soggetto a questa legge.
Con determinati tipi di sforzo possiamo produrre questi semitoni mancanti, riempire gli intervalli, e in tal modo cambiare il lavoro della nostra macchina. Per esempio, vedrete pi avanti come lo sforzo di ricordare se stessi cambi parecchie cose nella chimica del nostro organismo.
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D. Se si scopre un intervallo in una determinata azione,  verosimile che esso continui a ripetersi?
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R. Se voi poteste trovare esempi sarebbe pi facile parlare. Per rispondere genericamente, se nulla viene fatto, lintervallo aumenter con ogni ottava, nello stesso posto.
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D. Avete parlato di ottave del ricordare se stessi...
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R. Non esattamente. Ho detto che se lavorate, il vostro lavoro pu formarsi in ottave e avr intervalli. Se non sapete dove vengono gli intervalli, il vostro lavoro cambier. Ma non possiamo parlare di ottave in relazione al ricordare se stessi perch in noi esso comincia soltanto e si esaurisce. Se reggiamo due o tre note, sar una buona cosa. Non abbiamo sufficiente energia iniziale. Eppure dobbiamo cominciare e ricominciare finch facciamo unottava.
Dobbiamo cominciare da capo ogni giorno: do, re; do, re, mi... Per parecchio tempo non possiamo andare oltre il mi.
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D. Se si arriva al mi, cosa accade?
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R. Allora vi fermate e tornate indietro. Per lungo tempo non oltrepasserete lintervallo. Ma dopo qualche tempo di studio sarete capaci di avvertire gli intervalli. Saprete che in qualche parte della vostra linea di lavoro si sta avvicinando un intervallo.
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D. Per vedere le ottave dovremmo cercare di seguire una serie di avvenimenti in noi stessi?
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R. Non una serie di avvenimenti, per potete vedere gli intervalli se cominciate a fare qualcosa, a imparare qualcosa. Vedrete come unattivit procede per qualche tempo in una particolare direzione e poi devia dal corso originale.
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Ora, avendo tutto ci in mente, veniamo allo studio delluniverso allo scopo di determinare cosa sia il mondo per luomo. Luomo vive sulla terra, ma la terra  uno dei pianeti del sistema solare, quindi luomo appartiene anche al mondo planetario. La terra occupa un certo posto nel sistema solare, di conseguenza possiamo dire che apparteniamo anche al sole.
Il sole  una delle stelle della Via Lattea, perci in un certo senso apparteniamo anche alla Via Lattea. Inoltre, la scienza ordinaria comprende e ammette lesistenza di altre galassie, simili o dissimili dalla nostra, sicch apparteniamo anche al mondo di tutte le galassie preso nel suo assieme.
Astronomicamente non possiamo andare pi in l, ma filosoficamente possiamo concepire uno stato di cose in cui tutto  uno, come una mela  una. Questo stato chiamiamo lAssoluto. Perci tutte le galassie, la nostra galassia, il nostro sistema solare, i pianeti, la terra e la luna, che si trova nella sfera di influenza della terra, sono tutti nellAssoluto.
LAssoluto in realt crea solamente il mondo dellordine successivo a se stesso e la Volont dellAssoluto non si manifesta oltre Mondo 3.
Col crescere del numero delle leggi, queste divengono sempre pi meccaniche e complicate, la Volont dellAssoluto non pu arrivare attraverso linterponentesi meccanicit e si manifesta nei mondi inferiori. Per, per cos dire, essa mette in moto il meccanismo. Cercate di riflettere su ci:  importantissimo.
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D. Perch la Volont dellAssoluto non dovrebbe riempire tutto?
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R. Esistono cose impossibili anche per lAssoluto. Vedete, noi pensiamo che se lAssoluto  uno stato di cose al quale appartiene lorigine di tutte le cose, la Volont dellAssoluto pu fare qualsiasi cosa. Eppure esistono alcune cose che lAssoluto non pu fare, perch esso comincia col creare certe leggi; queste leggi ne creano altre, e queste altre ancora. LAssoluto crea soltanto il primo ordine di leggi. Se esso vuol manifestare la sua Volont al nostro livello,  costretto a distruggere tutte queste leggi.
Noi siamo circondati e controllati da quantit di leggi meccaniche; quando cominciamo a veder ci, ci rendiamo conto che  impossibile alla Volont dellAssoluto penetrare nel nostro livello. Per far ci lAssoluto dovrebbe distruggere tutti i mondi intermedi, in quanto ogni cosa dipende dalle leggi che li governano. Un piccolo cambiamento significherebbe la distruzione dellintero Raggio di Creazione.
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Possiamo comprendere questo in una certa misura mediante analogia. Se prendiamo luomo come lAssoluto e cerchiamo di scoprire i limiti estremi che possono essere raggiunti entro lui stesso dalla sua volont, persino la conoscenza pi superficiale della fisiologia umana ci dar una risposta a questa domanda. La volont delluomo (prendendola come un concetto condizionale) pu governare i movimenti di tutto il corpo, di membra separate, di alcuni organi e del respiro.
Se un uomo concentra la propria attenzione sulla punta del suo naso, comincia a sentirla.
Mediante questa concentrazione egli pu addirittura provocare una leggera sensazione in alcuni tessuti. Ma non pu in alcun modo manifestare la propria volont in relazione a qualche cellula separata nel suo corpo. Le cellule sono troppo piccole per questo. La volont delluomo si pu manifestare solamente in relazione ai tessuti; in relazione alle cellule non si pu pi manifestare. Se prendiamo luomo come analogo dellAssoluto, i tessuti corrispondono a Mondo 3, le cellule a Mondo 6.
Ora, per fare unaltra analogia, se un architetto progetta il piano di una casa e lo d ai costruttori e agli appaltatori, successivamente egli non pu interferire con i muratori o con le persone che vivono nella casa quando essa  costruita, anche se non gli piace il modo in cui queste si comportano.
Cercate di comprendere che ciascun livello porta nuove leggi, indipendentemente dagli altri livelli. Larchitetto ha fatto il suo progetto e non ha pi nulla a che vedere con la casa. Parecchie cose non sono entrate nel suo progetto: il lavoro dei decoratori, la gente che vive nella casa, i gatti, i cani, i topi, ecc.  questione di comprendere il principio.
Parecchie cose entrano in ogni progetto, indipendentemente dal progetto originale. Non c nulla di nuovo nel Raggio di Creazione, nulla che non sappiate, soltanto che i fatti sono disposti diversamente. Disporre il vostro materiale in una determinata maniera  necessario per la soluzione di qualsiasi problema, e la maniera in cui ci  fatto include in s una comprensione del modo con cui questo problema pu essere risolto. Perci il Raggio di Creazione  una sorta di enunciazione del problema di come definire il posto delluomo nel mondo.
Ci significa non soltanto lesatto posto delluomo ma anche la relazione di questo posto col maggior numero possibile di punti di riferimento. Il Raggio di Creazione  un ausilio, uno strumento o metodo per nuovi pensieri. Sappiamo della divisione delluomo in sette categorie, e ogni altra cosa dovrebbe essere divisa nella stessa maniera. Il pensare ordinario  diviso nel pensare n. 1, 2 e 3.
Il pensare n. 1  principalmente imitativo; il pensare n. 2  pi emozionale, basato su simpatie e antipatie; il pensare n. 3  teorico,  pensiero logico, ottimo al suo posto, ma allorch viene applicato a cose che si trovano oltre il suo potere diviene completamente sbagliato. Questo  tutto quanto sappiamo nella vita ordinaria.
Dal Raggio di Creazione ha inizio il pensare n. 4; questo dovete cercare di comprendere. Il Raggio di Creazione non  unaltra teoria, come altre teorie che conoscete;  una certa risistemazione del materiale che gi avete. E pensare n. 4  pensare che, a poco a poco, risolve tutte le contraddizioni.
Nel pensare n. 3, qualsiasi linea si prenda, si scopre immediatamente qualche altra teoria che contraddir quella particolare teoria. Nel pensare n. 4, non immediatamente ma gradualmente, si arriva a una certa comprensione del fatto che  possibile pensare senza contraddizioni, e a capire che le contraddizioni non sono in realt contraddizioni.
Il pensare ordinario ha parecchie contraddizioni. Se per esempio prendiamo il mondo, o pensiamo che ci sia una sorta di volont divina che crea e provvede a tutto, o pensiamo che le cose semplicemente accadono da sole.
Un altro esempio di pensare ordinario  volont contro meccanicit, o predestinazione contro caso. Quando studiate il Raggio di Creazione, vedrete che esso contiene tutte queste cose. Tutte queste visioni sono giuste nel senso che il Raggio di Creazione le include tutte. Esiste una teoria che la mente umana da noi conosciuta non pu inventare una bugia assoluta.
Essa non pu inventare qualcosa che non abbia relazione con la verit.
Tutto ci che la mente umana pu inventare sar una rappresentazione parziale della verit. Se un uomo per esempio cerca di disegnare un animale nuovo, egli sar costretto a prendere parti di animali conosciuti, in quanto deve servirsi del materiale preso in prestito dalle sue reali osservazioni della vita.
Il Raggio di Creazione mostra come tutte le teorie contraddittorie circa predestinazione o libert, libero arbitrio, volont divina, meccanicit e cos di seguito possono essere conciliate in un unico sistema come nella loro totalit, come queste visioni, ciascuna delle quali rivela una faccetta della verit, non si contraddicono a vicenda. In un posto  giusta una cosa, in un altro posto  giusta unaltra; ma ciascuna, se applicata al tutto,  sbagliata.
In seguito vedrete che determinate cose non possono essere applicate al tutto perch il tutto non  uno:  troppo vario, ha troppi aspetti. Il Raggio di Creazione mostra anche questo.
Presentemente lo studio del Raggio di Creazione e delle leggi universali non  ancora conoscenza:  soltanto linguaggio, ma con laiuto di questo linguaggio saremo capaci di parlare di parecchie cose diverse per le quali il linguaggio ordinario manca di parole, espressioni, relazioni tra le cose.
Studiando questo nuovo linguaggio, comprendete la relazione reciproca delle cose, in quanto esso tiene unite assieme tutte le cose: ogni cosa che sappiamo o che dobbiamo conoscere o che possiamo essere interessati di conoscere nel mondo. Il valore di questo linguaggio  che nellimpiegare alcuni suoi termini voi spiegate non soltanto quello che  loggetto e il posto che esso occupa nelle sue immediate vicinanze, ma mostrate anche il suo posto nellintero universo.
Se prendiamo il Raggio di Creazione come una successione di eventi, lo possiamo considerare come unottava.  unottava discendente nel senso dellespansione e della differenziazione. Il primo intervallo in questottava  riempito dalla Volont dellAssoluto.
Allo scopo di riempire il secondo intervallo, tra pianeti e terra,  stato creato cosmicamente uno strumento speciale. Questo strumento  la vita organica sulla terra. La vita organica sulla terra ha una parte importantissima nel Raggio di Creazione in quanto garantisce la trasmissione delle energie e rende possibile la crescita del Raggio. Il punto crescente del Raggio  la luna. Lidea  che in seguito la luna diverr come la terra e la terra come il sole; poi apparir unaltra luna e cos la crescita continuer fino a un certo punto. Ma ci  piuttosto al di l di noi.
La vita organica  una sorta di apparato ricevente per cogliere e trasmettere le influenze provenienti dai pianeti del sistema solare. Al tempo stesso, in quanto serve come strumento di comunicazione tra la terra e i pianeti, la vita organica nutre la luna. Tutto ci che vive serve i fini della terra; tutto ci che muore nutre la luna. Da principio ci suona strano, ma allorch comprendiamo le leggi che governano la vita organica, ci renderemo conto che essa  basata su una legge durissima, la legge che una classe di esseri viventi mangia unaltra classe.
Ci mette la vita organica in grado non soltanto di mantenersi da s ma di riuscire a nutrire la luna e di servire come trasmettitrice di energie. Perci la vita organica serve parecchi scopi: quelli di mondi pi grandi, i pianeti, la terra e la luna. Qui sorge la domanda: come possiamo provarlo? Possiamo trovare alcune prove in seguito mediante analogia con luomo, perch luomo  costruito in base allo stesso principio del Raggio di Creazione.
Esistono parecchie cose che non possiamo provare in maniera oggettiva ma pu darsi che possiamo trovare prove mediante lo studio di noi stessi.
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D. Perch lanima alla morte va alla luna?
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R. La luna  affamata.
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D. La terra non  anchessa affamata?
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R. Lintera superficie della terra, la sua composizione e struttura, dipendono dalla vita organica. La terra riceve il corpo, perch questo essa vuole. Dipende dal gusto e dallappetito. La luna vuole una cosa, la terra unaltra.  unidea interessantissima. In seguito vedrete pi chiaramente come le cose sono collegate, come una cosa fa crescere laltra. Determinate materie, che altrimenti non sarebbero capaci di arrivarci, passano alla luna in quella maniera. Ed esse arrivano in una forma gi digerita.
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D. Cos la terra?  viva? Dove finisce la vita organica e comincia la terra?
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R. La vita organica  una cosa assai ben definita: animali, piante, uomini e tutti i microrganismi. Per quanto riguarda la terra, essa  certamente un essere vivente soltanto in una scala completamente diversa. Niente  morto in natura. Soltanto alcuni uomini sono morti.
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D. Qual  la forma di comunicazione tra vita organica e terra?
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R. Ci sono parecchie forme di comunicazione. Quando per esempio inalate laria, questa  comunicazione. Siamo qui sulla terra come parte della vita organica. La vita organica  sotto determinate influenze provenienti da tutti i pianeti, e, dato che noi siamo parte di essa, queste influenze agiscono anche su di noi. Inoltre siamo sotto determinate influenze provenienti dal sole, dalla Via Lattea e, forse, sotto le influenze di Tutti i Mondi sebbene, naturalmente, le influenze di Tutti i Mondi su un uomo singolo siano piccolissime.
Non sappiamo molto circa le influenze provenienti dalla luna, ma sappiamo che essa ha una parte importantissima nella vita organica e, senza comprendere come ogni cosa sia collegata e in che modo la vita delluomo sulla terra  collegata con i pianeti e il sole, non possiamo comprendere la posizione delluomo e la sua vita presente com. Per esempio, senza questo diagramma  impossibile comprendere che luomo vive in un brutto posto nelluniverso, e che parecchie cose da noi considerate ingiuste, contro le quali ci ribelliamo e cerchiamo di lottare, sono in realt il risultato di questa posizione della vita organica sulla terra.
Se fossimo sulla luna, sarebbe ancor peggio; non ci sarebbero possibilit di sviluppo. Sulla terra esiste una possibilit di sviluppo: possiamo sviluppare in noi certe parti. Pochissimo delle influenze planetarie ci perviene come individui. Generalmente le influenze planetarie sono sentite soltanto da masse di gente, cos esse sono responsabili delle guerre, delle rivoluzioni e di cose del genere.
Un uomo singolo  assai poco soggetto alle influenze planetarie perch la parte che pu essere influenzata da loro non  sviluppata. Questa parte non sviluppata  lessenza. In determinata misura luomo  anche sotto linfluenza del sole, e pu essere sotto influenze superiori se egli sviluppa centri superiori e diviene collegato con esse. Quindi sviluppo significa passare da un tipo di influenze a un altro tipo. Attualmente siamo pi specialmente sotto linfluenza della luna. Dobbiamo farci sempre pi consapevoli per arrivare sotto influenze superiori.
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D. In che maniera siamo sotto linfluenza della luna?
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R. La luna ha una parte importantissima nella nostra vita, o piuttosto nella vita della vita organica sulla terra. La luna controlla tutti i nostri movimenti. Se muovo il braccio,  la luna che lo muove, perch senza linfluenza della luna ci non pu accadere. La luna  come il pendolo di un vecchio orologio e la vita organica  come il meccanismo dellorologio che continua a funzionare per effetto di questo pendolo. Lazione della luna nella nostra vita  puramente meccanica. Essa agisce per puro peso, e riceve energie superiori che a poco a poco la fanno viva.
Se ricordate i quattro tipi di energia: energia meccanica, energia vitale, energia psichica ed energia conscia, allora la luna agisce con energia meccanica, come un enorme elettromagnete, attraendo la materia dellanima. Quando riceve questa materia la sua temperatura cambia. La luna si trova in uno stato assai basso, molto pi basso di quello della terra.
Tutta la nostra meccanicit dipende dalla luna. Siamo come marionette mosse da fili, ma possiamo essere pi liberi dalla luna o meno liberi. Compreso questo, comprenderemo che la maniera per divenire pi liberi sta nel non identificarci, nel non considerare, nel lottare contro emozioni negative, ecc.
Attualmente non possiamo muovere un passo senza lenergia della luna; i fili non possono essere tagliati immediatamente, perch in tal caso le marionette semplicemente crollerebbero. Prima  necessario imparare a muoversi. Tutta la gente addormentata  sotto linfluenza della luna. Essa non ha resistenza, ma se luomo si sviluppa, pu gradualmente tagliare alcuni dei fili che sono indesiderabili e pu aprirsi a influenze superiori. In questo modo pu divenire libero dalla luna, se non totalmente, almeno notevolmente pi di quanto  adesso.
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D. Le influenze inferiori vengono dalla luna?
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R. Altre influenze meccaniche. Se luomo  completamente sotto linfluenza della luna,  una macchina.
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D. Intendete dire che la luna ci influenza sia fisicamente che psicologicamente?
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R. Linfluenza fisica  diversa, essa  normale.  quando la luna comincia a influenzare la nostra mente ed emozioni che essa  sbagliata. Ci accade soltanto quando luomo  tagliato fuori dalle influenze superiori; ma nulla lo pu tagliar fuori tranne lui stesso.
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D. Potete dirci qualcosa di pi circa questidea di nutrire la luna?
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R. Prima debbo farvi una domanda: cosa significa per voi questidea? Qual  il principio pi importante che scorgete in essa?
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D. Non comprendo qual  il suo primo principio.
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R. Vedete, potete osservarla da diversi lati anche quando ne sentite parlare per la prima volta. Quando scorgete il principio giusto, allora tutto si fa chiaro. Quando io lho sentita per la prima volta, certamente mi parve assai strana, tuttavia mi accorsi che il principio dietro di essa era che tutto  collegato, che le cose non esistono separatamente, che in un certo modo la vita organica collega la terra alla luna.
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D. La luna causa realmente catastrofi umane richiedendo determinato cibo per il proprio essere?
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R. La luna non causa catastrofi;  i colpevoli siamo noi:  inutile accusare la luna. Supponete che trascuriamo di riparare un muro e questo cade: di chi  la  colpa? Esso cade per effetto di leggi fisiche, nondimeno la colpa non pu essere delle leggi fisiche. Se le influenze cosmiche cadono sul suolo giusto, non ci sono catastrofi, proprio come il muro non cade se lo ripariamo. Per, ovviamente, ci possono essere grandi catastrofi che non sono influenzate dal nostro atteggiamento.
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D. Perch accade che i pianeti influenzino luomo nella massa, e non luomo singolo?
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R. Perch la parte delluomo che pu essere influenzata  o piccolissima e non sviluppata o troppo coperta dalla personalit. La personalit riflette tutte queste influenze, e luomo  sotto la legge del caso. Se luomo vivesse nella sua essenza, egli sarebbe sotto influenze planetarie o, in altre parole, sotto la legge del fato. Se ci sia a suo vantaggio o no  unaltra faccenda. Pu essere meglio in un caso e peggio in un altro, ma generalmente meglio. I raggi planetari non possono penetrare la personalit.
Gli individui nella massa sono influenzati da influenze planetarie in determinate parti di loro stessi che sono sempre presenti. La maggior parte delle persone in una folla sono uomini n. 1, uomini cio viventi nel centro istintivo e motorio. E la principale forza motrice delluomo n. 1  limitazione e limmaginazione. Quando gli individui sono sotto il potere dellimitazione e dellimmaginazione, accettano facilmente le influenze meccaniche; essi cominciano a imitarsi lun laltro, quindi esso produce un grosso effetto.
Quando gli individui vivono come parte della massa, nessuno li pu aiutare; sono talmente frammisti che  impossibile separare un atomo dallaltro. Al livello di massa essi sono tutti gli stessi. Gli individui possono soltanto attendersi di imbattersi in influenze favorevoli unicamente quando si elevano dalla massa, non prima. Le influenze che agiscono sulla massa sono soltanto sfavorevoli; sono influenze che la tengono in basso. Esistono influenze favorevoli che aiutano gli individui a uscirne fuori, ma possono aiutare soltanto gli uomini che stanno un po sopra la massa.
Possiamo attenderci aiuto, ma solamente a un certo livello; quale infatti sarebbe il valore dei nostri sforzi se qualcuno potesse afferrarci per le orecchie e tirarci su? Se diveniamo consci,  come se avessimo volont a un livello superiore; e se possiamo fare possiamo isolarci da parecchie di queste influenze planetarie che agiscono sulla massa.
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D. Il nostro scopo  quello di svilupparci in modo che come individui possiamo essere sotto influenze planetarie?
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R. Non sar influenza individuale, sar in accordo col vostro tipo. Luomo singolo  diverso a seconda della sua essenza. Essenza o tipo di uomo  il risultato di influenze planetarie. I pianeti ci fanno come siamo. Differenti combinazioni di influenze planetarie fanno essenze differenti.
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D. Dicevate che ci troviamo sotto leggi cosmiche nella misura in cui le guerre sono causate da influenze planetarie. Questo  il fato?
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R. Quando rispondo circa il significato del fato, prendo soltanto quello che pu realmente essere chiamato fato, ma per parecchie persone il fato  molto pi esteso. Quando esse sono prese da qualche grosso movimento, come movimenti politici, guerre, rivoluzioni, per loro ci diviene fato. Va compreso perch parliamo di influenze planetarie, perch queste sono state menzionate e in relazione a che cosa. Lidea principale  che le influenze planetarie possono essere assai diverse. Il nostro stato attrae e respinge le influenze planetarie. Non possiamo sapere cosa esse siano, possiamo soltanto conoscere il nostro stato. Se ricordate voi stessi, potete attrarre buone influenze planetarie, se siete meccanici attraete influenze sbagliate.
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D. Le numerose leggi sotto la cui influenza ci troviamo producono io in noi?
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R. S, moltissimi. Le forze attraversano luomo ed egli le prende come propri desideri, simpatie, attrazioni. Ma sono soltanto forze che lo attraversano da tutte le direzioni. Partendo da Mondo 3, le forze raggiungono luomo e possono produrre azioni, atteggiamenti, o possono essere respinte. 
Possiamo studiare soltanto gli effetti che esse possono produrre. Siamo interessati in ogni cosa dal punto di vista del nostro utile, il resto non ci interessa. Forze superiori o influenze superiori sono normali, cosmiche; ma noi possiamo aprirci per riceverle, o chiuder a loro. Se siamo addormentati, siamo pi chiusi a loro, e pi siamo addormentati pi siamo chiusi. Se ci destiamo, ci apriamo alle influenze superiori.
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D. Avete detto che siamo sotto la legge del caso. Da quale fonte di influenza deriva questa legge? Possiamo essere liberi da essa?
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R. Il caso ha numerose manifestazioni diverse. Le forme pi semplici cominciano a sparire rapidissimamente se siamo pi svegli. Ma non potete prender ci alla lettera: questa legge  assai grande ed ha parecchi aspetti.  una questione di grado. Solo nellAssoluto le cose sono assolute. Per noi si tratta di una lunga scalinata e ad ogni gradino siamo pi liberi. Se state in fondo non potete parlare di ci che accadr quando sarete in cima. Potete dire soltanto: Se comincio a lavorare in modo da essere libero dalla legge del caso, la mia vita sar meno caotica?. Certamente, se avete uno scopo permanente, sarete liberi dagli scopi accidentali. Dimenticate i miracoli. Ciascuna linea di sforzo vi porter risultati su quella linea, per quanto ci sono connessioni.
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D. Come ci si pu districare dalle cattive influenze?
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R. Prima di poter persino pensare a fare dobbiamo cercare di comprendere cosa siano queste influenze. Un errore costante che tutti fanno  di pensar sempre di poter fare. Non possiamo fare, ma se lo sappiamo, possiamo cambiare qualcosa.
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D. Dato che non abbiamo sviluppato i nostri centri superiori, come riceviamo le influenze provenienti da mondi superiori?
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R. Il nostro stato ordinario  relativo; nei nostri momenti migliori siamo ricettivi a influenze superiori. Queste ci raggiungono attraverso i centri. Sebbene non siamo collegati in permanenza con i centri superiori, essi ci influenzano se non sono sepolti troppo profondamente e qualcosa riesce a raggiungerci tramite loro.
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D. Qual  lo scopo dellesistenza delluomo?
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R. Luomo, e persino il genere umano, non esistono separatamente, ma come una parte dellintera vita organica. La terra ha bisogno della vita organica nella sua interezza: uomini, animali, piante. Il Raggio di Creazione  un ramo crescente, e questa comunicazione  necessaria affinch il ramo possa crescere ulteriormente. Ogni cosa  collegata, nulla  separato, e cose pi piccole, se esistono, servono qualcosa di pi grande. La vita organica serve scopi planetari, essa non esiste per s. Un uomo singolo  una cellula altamente specializzata in essa, ma a quella scala una cellula individuale non esiste:  troppo piccola. I nostri ordinari punti di vista sono assai ingenui e incentrati sulluomo: ogni cosa ruota attorno alluomo.
Ma luomo  cosa insignificantissima, parte di una macchina grandissima. La vita organica  una particolare unit cosmica e luomo  ununit in questa grande massa di vita organica. Egli ha la possibilit di ulteriore sviluppo, ma questo sviluppo dipende dagli sforzi delluomo e dalla sua comprensione.  parte del disegno cosmico che un determinato numero di uomini si debba sviluppare, ma non tutti, perch ci contraddirebbe un altro fine cosmico.
Ovviamente il genere umano deve stare sulla terra, deve condurre questa vita e soffrire. Ma un certo numero di uomini pu evadere, anche questo fa parte del disegno cosmico. Quindi individualmente non siamo affatto importanti per luniverso. Non possiamo nemmeno parlare di umanit in relazione alluniverso: possiamo parlare soltanto di vita organica. Come ho detto, siamo parte della vita organica, e la vita organica ha una determinata funzione nel sistema solare, ma  cosa grandissima in confronto a noi.
Siamo soliti pensare a noi stessi individualmente, prestissimo per perdiamo questa illusione.  utile pensare a scale diverse; prendete una cosa in scala sbagliata e perderete la vostra strada.
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D. Avete detto che era inteso che alcuni di noi dovessero svilupparsi?
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R. Nei limiti in cui possiamo vederlo, questo si trova sotto la stessa legge, per esempio, degli incidenti stradali.  ben noto che in ogni grande citt un certo numero di persone sar ucciso dal traffico. Chi sar ucciso non  determinato, non occorre che sia necessariamente questa o quella persona, solamente un certo numero. Alla stessa maniera un determinato numero di persone pu avere una possibilit di evasione: in questo caso per non c alcun obbligo di farlo. Questa  la differenza.
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D. La possibilit ci viene data o dobbiamo crearcela sotto la pressione delle circostanze?
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R. La possibilit viene data. Ogni persona normale ha questa possibilit. Il resto dipende da noi. Individualmente gli uomini esistono solamente per se stessi. Ma anche per se stessi, non servono alcuno scopo utile. Se un uomo cresce e diviene diverso, egli pu divenire importante individualmente in qualche maniera, anche se non possiamo saperlo con certezza. Ci per pu riferirsi solamente a un uomo di sviluppo superiore, non a un uomo meccanico.
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D. Perch il sole, i pianeti e la luna vogliono comunicare?
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R.  tutto una cosa; soltanto a noi le cose appaiono separate, in realt esse sono tutte concatenate come le diverse parti del corpo.  come la circolazione del sangue in un organismo, o il fluire della linfa in un ramo che cresce. Questo  il motivo per cui la comunicazione  necessaria.
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D. Sotto quante leggi vive luomo?
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R. Non lo sappiamo. Possiamo parlare soltanto della terra che  sotto 48 leggi, ma non potete usare la stessa scala in relazione alluomo. Potete soltanto dire approssimativamente che la vita organica sta nella stessa relazione con la terra che con la luna e di conseguenza  sotto 96 leggi. Ma ci  soltanto il principio. Luomo si trova sotto parecchie pi leggi.
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D. Potreste darci un esempio delle 48 leggi?
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R. Non  questione di fare un elenco, ma di comprendere cosa significhi lidea. Luomo non  sotto un solo tipo di legge ma sotto parecchi tipi diversi. Prima di tutto luomo, come qualsiasi creatura sulla terra, vive sotto leggi fisiche, il che significa che egli pu vivere soltanto entro certi limiti di temperatura. Poi deve esserci una particolare quantit di umidit nellaria, e laria deve avere una speciale composizione chimica affinch luomo possa respirare. Luomo  inoltre limitato da un certo tipo di cibo che pu digerire. Queste cose sono tutte leggi per luomo. Poi, venendo a leggi assai semplici, c per esempio la nostra ignoranza.
Non conosciamo noi stessi: questa  una legge. Se cominciamo a conoscerci, ci liberiamo di una legge. Come ho detto, non possiamo elencarle, perch alcune di esse non hanno nome, mentre altre le conosciamo. Per esempio, sappiamo che tutti gli uomini vivono sotto la legge dellidentificazione: questa  unaltra legge. Quelli che cominciano a ricordare se stessi principiano a liberarsi della legge dellidentificazione.
Sicch al fine di liberarsi dalle leggi per prima cosa  necessario scoprire una legge da cui ci si pu liberare, e liberarcene. Poi, quando uno si  liberato da questa legge, ne pu trovare unaltra. Egli si libera anche di questa, e cos di seguito. Questo  il modo pratico di studiare le leggi.
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D. Esistono tante di quelle leggi alle quali non possiamo evitare di obbedire, per esempio la necessit di dormire tante ore ogni notte. Questa  una maniera di comprendere quanto luomo sia una macchina?
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R. No, non proprio cos, perch questa legge del sonno  una legge cosmica. Luomo  fatto cos; parecchie leggi cosmiche conservano questo dispositivo. Ma esistono leggi che ci ostacolano da tutti i lati o ci mantengono soggetti, e che non sono affatto necessarie: non esiste aspetto benefico n necessit cosmica. Siamo sotto troppe leggi inutili, soprattutto la legge della nostra meccanicit. Questa  specialmente quella che ci tiene in basso.
Per esempio, viviamo sotto la legge delle emozioni negative: non  affatto una legge necessaria; possiamo vivere assai pi felicemente senza emozioni negative, anche se la gente non ci crede.
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D. Intendete che dobbiamo essere soggetti a tutte queste leggi?
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R. Non possiamo essere soggetti, o non essere soggetti, ad esse; esse non ce lo chiedono; siamo incatenati. Esse ci governano, controllano e dirigono.
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D. Possiamo divenire liberi?
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R. Lo possiamo, a determinate condizioni. Qui si inseriscono le Strade. Le quattro Strade sono strade di liberazione dalle leggi inutili. Senza scuole non si pu sapere da quali leggi possiamo liberarci, o trovare sistemi per liberarci da esse. Lidea  che ci troviamo sotto troppe leggi meccaniche. In seguito possiamo liberarci di alcune di esse divenendo soggetti ad altre leggi. Lunico modo di sottrarsi al potere di una legge  di porsi sotto unaltra legge. Ma questa  soltanto lidea generale. La strada vi pu essere indicata, per siete voi che dovete lavorare.
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D. Laccettazione di nuove leggi in una scuola non porta a parole e a una nuova messe di accademismo?
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R. Il risultato del lavoro su noi stessi non  creazione di nuove leggi ma liberazione da leggi inutili. La disciplina, necessaria durante il periodo di studio,  soltanto un mezzo, non un fine. Nello studio di s  necessario comprendere ed essere consapevoli. Non potete evadere con le parole. Questo  esattamente quello che  impossibile.
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D. La possibilit di raggiungere lio permanente dipende dal numero delle leggi cui si  soggetti?
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R. S. Cercate di scoprire unanalogia con ci che significa essere sotto pi leggi o meno leggi. Supponete che un uomo conduca una vita ordinaria; poi c la coscrizione ed egli entra nel servizio militare. Quando  nellesercito, sta sotto pi leggi, allorch termina il suo periodo di servizio militare sotto meno leggi. Supponete poi che, mentre  nellesercito, commetta un crimine e sia messo in prigione. Egli si trova allora sotto le leggi della prigione in aggiunta alle leggi militari, alle leggi del suo paese, alle leggi fisiche e biologiche, ecc.
Questo  il tipo di analogia che dovete trovare per comprendere lidea. Per esempio, se un uomo sta bene, egli  sotto un determinato numero di leggi; se  ammalato  sotto pi leggi.
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D. Non nella realt?
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R. S, certamente; egli deve obbedire al suo dottore o andare allospedale e sottoporsi alle leggi dellospedale.
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D. Che scopo c se ho un mal di denti?
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R. Non ne scorgo alcuno.
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D. Non fa parte del disegno cosmico?
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R. No, non c alcun disegno. Non potete parlare di disegno senza scala e relativit.  impossibile che lo stesso disegno debba applicarsi sia su una grande che su una piccola scala. Ogni cosa ha una causa, ma non ogni cosa ha un obiettivo o scopo; non dovete dimenticare lidea di scala.
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D. La natura sembra essere molto ingiusta e molto crudele con luomo.
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R. Cosa chiamate natura? Un terremoto  anche natura. Ma per il momento applichiamo la parola natura alla vita organica. Evidentemente essa  stata creata com perch non cerano altri mezzi. Se non ci piace, possiamo studiare metodi per evadere. Siamo troppo piccoli individualmente per essere conosciuti da una qualsiasi delle forze superiori. Quindi chi  giusto o ingiusto? Operiamo con idee immaginarie. In un piccolo circolo limitato, in precise condizioni limitate, ci pu essere giustizia e ingiustizia.
Ma su scala pi vasta questa idea perde il suo significato. Esistono parecchie idee del genere che hanno un certo significato su piccola scala ma perdono ogni significato su scala pi grande. Tuttavia questidea di giustizia  interessante perch la gente perde una gran quantit di energie su questo punto. Possiamo arrestare questo spreco, ma non possiamo correggere le cose nel mondo.
Tutta la vita dal principio alla fine  uningiustizia. Per esempio, dobbiamo morire: il che  ingiustissimo. Dividiamo le cose in giuste e ingiuste, ma che diritto ne abbiamo? Tutta la vita organica  basata sullingiustizia; essa  una fabbrica autarchica per allevare gatti e topi. I gatti mangiano i topi e i topi mangiano i gatti. Cos giustizia tra gatti e topi? Questa  vita. Non  niente di splendido.
Il nostro scopo  di uscirne; non  cosa che ci riguardi provare indignazione: soltanto perdita di energia. Ma non possiamo pretendere che i fatti siano diversi da quello che sono.
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D. State mettendo luomo alla pari del resto della vita organica?
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R. Non c differenza, soltanto che altre unit sono completamente sviluppate e luomo  sviluppato soltanto a met.
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D. Come mai luomo, che  soltanto una manifestazione della vita organica, dovrebbe essere scelto per avere una possibilit di ulteriore sviluppo?
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R. Non credo sia una questione di scelta, ritengo che questa domanda necessiti un approccio completamente diverso. Da questo punto di vista tutta la vita organica pu essere guardata come un lungo lavoro di sperimentazione con lidea di produrre un essere che si autoevolve. Se luomo pu raggiungere uno stato superiore ci  perch egli  fatto in quel modo:  creato per autoevolversi. Altri esseri sono solamente esperimenti per sviluppare caratteristiche differenti, essi non posseggono tutte le qualit che ha luomo. Luomo  una macchina, ma esistono differenti macchine, e le macchine possono essere fatte per uno scopo speciale.
Se una macchina viene usata per lo scopo per cui  stata fatta, essa sta al posto giusto, ma se  fatta per uno scopo e usata per un altro,  al posto sbagliato. Luomo  una macchina speciale, fatta per un determinato scopo; egli  stato fatto per essere il ricevitore di alcune influenze superiori provenienti da mondi 3, 6, 12 e, dato che pu ricevere queste influenze da mondi superiori, egli pu divenire indipendente dal mondo che lo circonda.
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D. Come pu luomo sottrarsi a questa situazione?
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R. Egli pu sottrarsi ad alcune delle leggi. A livelli diversi le cose sono sotto leggi diverse.
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D. Allora un uomo in uno stato superiore di consapevolezza  soggetto a meno leggi di noi?
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R. Certamente, perch la maggior parte delle leggi cui dobbiamo obbedire  il risultato del nostro sonno e della nostra inconsapevolezza. Ogni passo che facciamo nel divenire pi consapevoli ci fa pi liberi. Supponete che un uomo sia soddisfatto della vita meccanica; allora egli si stacca dalle influenze superiori e riceve soltanto influenze che cominciano con mondo 24. Indubbiamente egli si trova allora in una situazione peggiore delluomo che riceve influenze da mondi superiori. Le leggi o influenze da mondi 3 e 6 possono venire soltanto attraverso il centro mentale superiore e influenze del mondo 12 attraverso il centro emozionale superiore. Dovete comprendere, inoltre, che parecchie influenze possono essere ricevute meccanicamente, mentre molte altre richiedono sforzo. Per giunta, le influenze non rimangono come sono nelluomo: vengono trasformate in esso. Tutto dipende da come sono trasformate.
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D. Gli uomini sono responsabili di ci che fanno e gli animali irresponsabili?
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R. Gli uomini 1, 2 e 3 sono meno responsabili; gli uomini n. 4, 5, 6 e 7 sono pi responsabili; la responsabilit aumenta. Un animale non ha nulla da perdere, luomo s. Quando un uomo  cominciato a crescere, deve pagare per ogni errore che commette. Se uno non ha controllo, come nel sonno, uno non ha responsabilit, ma se uno ha anche una piccola possibilit di controllo, una possibilit di essere pi sveglio o meno sveglio, come nel nostro caso, egli  gi responsabile.
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D. Ci implica giustizia? R. No, nessuno chiamerebbe ci giustizia se voi doveste pagare per i vostri sbagli. La maggior parte della gente ritiene che giustizia sia ottenere ci che vogliamo e non ci che meritiamo. Giustizia deve significare un qualche coordinamento tra azioni e risultati delle azioni. Questo certamente non esiste, e non pu esistere, sotto la legge del caso: e noi viviamo sotto la legge del caso. Quando conosciamo le leggi principali, comprendiamo che viviamo in un brutto posto, un posto veramente brutto. Ma non possiamo vivere in nessun altro, perci dobbiamo vedere quello che possiamo fare qui. Solamente non dobbiamo immaginarci che le cose siano migliori di quanto sono.
Questo problema della giustizia e ingiustizia  un ottimo argomento di riflessione, perch la gente spende molta energia su di esso. Essa usa le parole ma non si spiega perch chiama giusta una cosa e unaltra ingiusta. Eppure una cosa  sempre connessa con laltra, una cosa deriva inevitabilmente dallaltra.  un nostro assunto che deve esserci giustizia su ogni scala.
Cercate di spiegare cosa  giusto e cosa  ingiusto. Come potete saperlo? Gli individui sono macchine. Come fanno le macchine a essere giuste? Non  una qualit che appartiene alle macchine. Se essi sono responsabili, come luomo n. 5, allora potete parlare di giustizia e ingiustizia; ma se agiscono nella maniera in cui le condizioni e le circostanze li fanno agire, cosa potete attendervi?
Spessissimo la nostra idea di giustizia  basata su una visione assai meschina. Non confrontiamo le cose e non ci accorgiamo che  lordine naturale delle cose. Non possiamo parlare di giustizia finch la pensiamo come uneccezione. Quando la vediamo come una regola, possiamo pensare a come sottrarci ad essa. Non ci pu essere giustizia nel nostro stato presente, non c giustizia in prigione. Lunica cosa cui uno pu seriamente pensare quando si rende conto di essere in prigione  come evadere, non starsene a recriminare sulla giustizia in prigione.
Le persone sono macchine, vengono spinte in un determinato modo e rotolano, quando urtano contro un muro si fermano e cominciano a rotolare allindietro. La giustizia, come tante altre cose, dipende dal posto. Cominciamo a inquadrarla dal punto di vista del sistema. Partiamo dalla divisione dellumanit in diversi cerchi. Ora possiamo vedere dove nasce lincomprensione riguardo alla giustizia.
In realt la giustizia comincia nel secondo cerchio, quando le persone cominciano a comprendersi meglio a vicenda. E c maggior giustizia nel cerchio interiore a quello e giustizia ancora maggiore nel cerchio pi interno. Nel cerchio esterno la giustizia pu essere solamente accidentale, come ogni altra cosa. La giustizia, come altre cose reali e immaginarie, quali lemozione positiva, la conoscenza di alcune cose come la vita futura, la comprensione tra gli individui e cos via, che noi vogliamo trovare qui nel cerchio esterno, esiste seppure esiste, solamente nei cerchi interiori mentre qui  impossibile.
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D. Le cose rimarranno come sono a meno che ognuno sia consapevole?
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R. Le cose rimarranno come sono, ma noi possiamo evadere. Occorre molta conoscenza per sapere da cosa possiamo evadere e da cosa non possiamo. Ma la prima lezione che dobbiamo apprendere, la prima cosa che ci impedisce di evadere,  che non ci rendiamo nemmeno conto della necessit di conoscere la nostra posizione. Chiunque la conosce si trova gi in una posizione migliore.
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D. Se luomo  analogo ai mondi, possiamo comprendere quali sono le tre leggi delluomo?
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R. S, lo possiamo. Se prendiamo Mondo 6, vediamo che esistono 6 ordini di leggi, tre dal mondo sopra e tre del proprio. Sicch possiamo dire che le leggi appartenenti a Mondo 6 sono met del totale delle leggi sotto cui esso esiste. Prendiamo ora Mondo 12. Tre leggi sue fanno una met, eguale alle altre nove leggi che fanno laltra met e cos di seguito, finch non arriviamo alluomo. Tre leggi proprie delluomo fanno una met del numero totale di leggi sotto cui vive luomo. Da ci vedrete che pi sottili sono le forze, minore il numero di esse che arriva alluomo.
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D. Perch esse rappresentano met?
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R. Perch occupano met del posto, e possono addirittura occupare lintero, mentre altre forze possono non lavorare affatto. Tutto dipende a quali influenze noi siamo aperti: superiori o inferiori.
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D. Avete detto che la vita organica  governata da 96 leggi, le stesse della luna?
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R. Lo stesso numero, ma una manifestazione completamente diversa. La vita organica non  simile alla luna. La luna  un corpo cosmico, la vita organica  una pellicola sulla superficie della terra. Il numero delle leggi mostra solamente la relazione di una data unit col resto, ma non il suo essere e consistenza.
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D. Avete detto che i pianeti influenzano le situazioni, le guerre e via di seguito?
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R. S, essi possono creare guerre. Lintero sistema solare  ununit; quindi ogni cosa in esso  connessa con cause cosmiche e influenza la vita sulla terra. Le cause delle cose che accadono sulla terra si trovano spesso fuori della terra. Ma, quando ci sono cause che possono produrre guerre, ci dipende dallo stato dellumanit in un determinato posto e tempo. Le persone possono mostrare pi resistenza o meno resistenza. Se esse in un determinato tempo, in un dato paese, sono in uno stato migliore, possono opporre pi resistenza.
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D. La terra influenza la luna e anche altri pianeti?
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R. S, per noi siamo interessati soltanto in ci che influenza la vita organica e, attraverso la vita organica, noi stessi.
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D. Come possiamo mettere alla prova le affermazioni arbitrarie riguardanti la funzione della vita organica e che la luna  la pi giovane nel Raggio?
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R. Non ci sono affermazioni arbitrarie: tutto viene dal sistema. Non  il mio sistema, non lho inventato io. Soltanto come teoria, esso non presenta alcun interesse:  interessante unicamente se ci rendiamo conto che viene da una mente superiore. Ho cominciato dal lato psicologico per offrirvi una possibilit di acquisire valutazione di queste idee. Se lavete acquisita, sarete pazienti con questo lato.
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D. Lavoriamo contro natura? Spesso mi viene lidea che in determinata misura lo stiamo facendo.
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R. Lavoriamo contro natura, ma natura  un termine relativo. In questi cerchi concentrici di mondi entro mondi, se lavorate contro natura, lavorate contro un cerchio concentrico, ma pu anche darsi che ci non sia contro un altro cerchio. Non  tutto una sola natura; non potete lavorare contro natura fuori della natura; se uscite da una natura, vi trovate dentro unaltra natura.
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D. Su quale evidenza  basato lassunto che luomo pu ribellarsi contro il suo posto nelluniverso e che questa non  unaltra illusione?
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R. Ma luomo non pu. Luomo non pu uscire dalla terra, ma egli pu essere sotto leggi diverse pur rimanendo nella stessa posizione e sulla stessa terra. Egli pu trovarsi sotto una serie di leggi o sotto unaltra serie di leggi ed  possibile osservare questo se sappiamo cosa significa. Possiamo osservare persone viventi sotto diverse serie di leggi nella vita ordinaria, e, allorch lo proviamo sia pure in maniera modesta, possiamo facilmente comprendere che ci pu andare oltre. Dovete riflettere a cosa significhi vivere sotto leggi diverse. Persino cos come siamo, abbiamo una certa scelta, forse non una scelta completa, ma possiamo cambiare parecchie cose col semplice scegliere giustamente.
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D. Occorre avere una grande quantit di conoscenza prima di poter scegliere tra le influenze?
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R. Questa  una domanda importantissima, perch non  questione di conoscere ma di essere. Luomo vive sotto influenze provenienti da differenti parti delluniverso. In uno stato conquista un tipo di influenza, in un altro stato un altro tipo. Nella vita dello stesso uomo, questi pu trovarsi un giorno sotto un tipo di influenza e un altro giorno sotto un altro.
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D. Ci mettiamo sotto pi leggi a causa della nostra falsa personalit?...
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R. Proprio cos, sotto parecchie leggi meccaniche completamente inutili....
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D. Qual  il valore di studiare tabelle e diagrammi?...
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R. Quando avete cominciato a studiare il sistema avete dovuto avere parecchie domande e pensieri riguardanti il mondo, riguardanti la relazione di cose diverse, e riguardanti voi stessi nel mondo. Diagrammi e studio delle leggi vi danno un punto di vista nuovo: avevate pensato alle cose in una maniera e ora, tramite questi diagrammi e principi, cominciate a pensare in unaltra....
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D. Questa conoscenza teorica della cosmologia aiuter la comprensione per crescere?...
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R. Essa non  teorica,  praticissima, e certamente aiuter a comprendere come crescere, perch creer una solida base per questo. Il Raggio di Creazione  un sistema di eliminazione, di semplificazione: elimina tutta la conoscenza che non  pratica. Con laiuto del Raggio di Creazione eliminiamo dalluniverso tutto ci che non ha rapporto personale con noi, tutto quello che non pu essere compreso praticamente. Come ho detto, nello studio del Raggio di Creazione usiamo il principio della scala. Ci si applica alla nostra percezione delle cose; eppure, da un altro punto di vista, si riferisce anche alle cose in s. Ci  quanto va compreso: esso non  soltanto soggettivo, in quanto le cose su scale diverse stanno sotto leggi diverse. Inoltre tutte le grandi idee, come il Raggio di Creazione e le leggi fondamentali delluniverso, sono necessarie perch mantengono il nostro pensiero nei canali giusti. Impediscono che esso si propaghi senza alcun risultato, perci aiutano anche a ricordare se stessi. Se voi le scartate, se cercate soltanto di ricordare voi stessi ed escludete tutte le altre idee, esso non verr. ...
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Dobbiamo ora parlare delle materie con cui  fatto luniverso. Tutte le materie del mondo che ci circonda, il cibo che mangiamo, lacqua che beviamo, laria che respiriamo, le pietre delle nostre case, i nostri stessi corpi sono permeati da tutte le materie esistenti nelluniverso. Non occorre studiare o analizzare il sole al fine di trovare la materia solare; questa materia  in noi stessi,  il risultato della divisione dei nostri atomi. Alla stessa maniera abbiamo in noi materie di tutti gli altri mondi. In questo senso, luomo  davvero un universo in miniatura; ha in s le materie che compongono luniverso; le stesse forze, le stesse leggi, che governano la vita del mondo intero, agiscono in lui. Di conseguenza, come ho detto, studiando luomo studiamo luniverso, e viceversa. Per un parallelo completo tra uomo e universo pu essere tracciato solamente se prendiamo luomo nel senso completo della parola, cio un uomo i cui poteri e inerenti possibilit sono sviluppati.
Un uomo sottosviluppato, uno che non ha completato la sua evoluzione, non pu esser preso come unimmagine completa del mondo: egli  un mondo non finito. Come  stato detto precedentemente, le leggi sono ovunque le stesse, su tutti i piani. Queste stesse leggi, manifestantisi in mondi diversi, cio in condizioni diverse, producono fenomeni diversi. Lo studio della relazione delle leggi con i piani su cui esse si manifestano ci porta allo studio della relativit. Se prendiamo il Raggio di Creazione, dobbiamo ricordare che i mondi sono collegati uno con laltro e si influenzano a vicenda in base alla Legge del Tre. In altre parole, i primi tre mondi, presi assieme, producono il fenomeno che influenza i mondi successivi, e cos di seguito.
Nei primi tre mondi lAssoluto  il conduttore della forza attiva, Mondo 3 il conduttore della forza passiva, e Mondo 6 il conduttore della forza neutralizzante. In altre parole, lAssoluto  Carbonio, Mondo 3  Ossigeno e Mondo 6  Azoto. Se mettiamo le tre forze in serie, in base allordine in cui esse si uniscono, avremo lordine 1, 2, 3; per le materie che servono come veicoli di queste forze saranno, in base alla loro densit, nellordine: carbonio, azoto, ossigeno. Quindi, quando comincia a formarsi la triade, esse sono nellordine 1, 3, 2. Quando le materie si trovano in questordine, si producono i fenomeni. Ma per la creazione susseguente, per la formazione della triade successiva, lazoto deve, per cos dire, tornare ancora una volta al terzo posto, allordine 1, 2, 3, e in questo modo divenire carbonio della triade successiva, in quanto la seconda triade deriva dalla forza neutralizzante della prima triade che diviene attiva. Questo cambiamento di posto delle materie nella triade  una sorta di danza cosmica che produce azione.
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Cerchiamo ora di vedere come le forze emergenti dallAssoluto, al fine di manifestare se stesse in Mondo 3, debbono prima passare attraverso Mondo 6. Unanalogia ci mostra assai chiaramente la necessit di questa direzione della forza. Come ho detto, la volont delluomo pu influenzare un frammento di tessuto in certe parti del suo corpo. Ma un tessuto  composto di cellule. Al fine di influenzare il tessuto, la volont delluomo deve prima influenzare le cellule componenti quel dato frammento di tessuto.
Il tessuto  un mondo differente dalle cellule, e tuttavia i tessuti non esistono indipendentemente dalle cellule, in quanto sono composti di cellule. Mondo 3  un mondo separato da Mondo 6, e tuttavia  composto di Mondi 6, cio di mondi simili alla nostra Via Lattea. Perci allo scopo di influenzare una parte di Mondo 3 (Tutti i Mondi) lAssoluto deve prima influenzare un certo numero di Mondi (Tutti i Soli) di cui Mondo 3  composto.
Quindi, nel passaggio delle forze, i Mondi 1, 3, 6 si trovano da principio nellordine 1, 3, 6, poi nellordine 1, 6, 3, e poi, per un ulteriore passaggio di forze, debbono di nuovo riassumere lordine 1, 3, 6.
Nella triade successiva la Via Lattea  carbonio, il sole ossigeno e i pianeti azoto. Dato che lazoto sta tra carbonio e ossigeno, la forza proveniente dalla Via Lattea, cio dalle stelle, deve prima passare attraverso i pianeti allo scopo di arrivare al sole. Ci pu apparire strano a prima vista, ma se visualizziamo la struttura del sistema solare, vedremo chiarissimamente che non pu essere altrimenti. Qui non abbiamo bisogno di analogie.
Immaginiamo il sole circondato da pianeti che gli girano attorno; distante, qualche gruppo di stelle da cui le influenze procedono verso il sole. Ma il sole non sta in un posto, sappiamo che si muove; i pianeti, ruotandogli attorno, si spostano con lui nello spazio, formando, ciascuno di essi mediante il proprio moto, una spirale attorno allasse principale del sole, sicch questo asse principale  interamente incluso nelle spirali dei pianeti e nessuna influenza pu raggiungerlo senza prima passare attraverso il mondo dei pianeti, senza cio penetrare attraverso gli anelli delle spirali.
Successivamente, i pianeti che divengono carbonio nella terza triade debbono trovare lossigeno e lazoto corrispondenti. Nel nostro Raggio di Creazione, ossigeno  terra. Ma non esiste azoto nel Raggio di Creazione astronomico. Di conseguenza, i pianeti non possono passare la loro influenza diretta alla terra, e allo scopo di rendere possibile il passaggio delle forze tra i pianeti e la terra  stato creato un dispositivo speciale che rappresenta lorgano sensitivo della terra: la vita organica sulla terra. La vita organica sulla terra  azoto della terza triade. Le forze provenienti dai pianeti cadono prima sulla vita organica che le riceve e le passa alla terra. 
Se rammentiamo lorganizzazione estremamente complicata delle estremit dei nervi sensitivi nel nostro stesso organismo, per esempio le estremit dei nervi del gusto e dellodorato, non ci parr strano che luomo sia definito una sensitiva estremit nervosa della terra. Un prato coperto derba,  chiaro, differisce in parecchie maniere dalluomo: esso riceve soltanto alcune influenze planetarie, e anche poche.
Luomo riceve influenze molto pi complesse. Ma gli individui differiscono grandemente lun dallaltro sotto questo riguardo. La maggior parte degli uomini  importante soltanto nella massa, e solamente la massa riceve una o laltra influenza. Altri sono capaci di ricevere influenze individualmente: influenze che le masse non possono ricevere, perch esse sono sensitive soltanto a influenze grossolane.
La vita organica sulla terra, esercitando la funzione dellazoto della terza triade,  proprio per questo fatto carbonio della quarta triade nel Raggio. In altri termini, essa conduce la forza attiva che si incontra con i corrispondenti ossigeno e azoto. La terra  ossigeno e la luna  azoto, attraverso cui le influenze della vita organica passano alla terra. Ora, se prendiamo il Raggio di Creazione diviso in quattro triadi e teniamo presente che la somma totale di ciascuna triade  un idrogeno preciso, otterremo quattro idrogeni e quattro precise densit di materia.
Questi quattro idrogeni possono essere presi come corrispondenti ai quattro punti fondamentali delluniverso. Il primo corrisponde allAssoluto, il secondo al sole, il terzo alla terra e il quarto alla luna.
Ho detto che il Raggio di Creazione pu essere preso come unottava. Dopo re, rappresentato dalla luna, lottava ha il suo do, che  anche lAssoluto. Quindi ci sono, per cos dire, due Assoluti: uno inizia il Raggio, laltro lo termina. Un Assoluto  Tutto, laltro  Nulla.
Ma non ci possono essere due assoluti, perch, proprio per la sua natura, lAssoluto  uno. Di conseguenza Tutto include Nulla e Nulla include Tutto. La nostra mente costruita dualisticamente non pu accettare lidentit degli opposti. Dividiamo tutto, persino lAssoluto. In realt ci che chiamiamo lantitesi degli opposti esiste solamente nella nostra concezione, nella nostra percezione soggettiva del mondo.
Per, anche quando comprendiamo ci, siamo incapaci di esprimere questa comprensione a parole; il nostro linguaggio non ha parole che possono includere simultaneamente tesi e antitesi. La nostra mente non pu afferrarle come una sola idea, proprio come non pu afferrare le immagini di alcuni di ind, che combinano in se stessi opposti completi.
Esamineremo ora il passaggio delle radiazioni tra i quattro punti fondamentali dellottava cosmica. Prendiamo radiazioni tra ogni due punti sotto forma di unottava e cos otteniamo tre ottave: Assoluto-Sole; Sole-Terra; Terra-Luna. Va osservato che, sebbene ci siano sei intervalli, soltanto tre di essi richiedono di essere riempiti da fuori.
Gli intervalli tra do e si sono riempiti dalla Volont dellAssoluto, dallinfluenza della massa del sole sulle radiazioni che lattraversano, e dallinfluenza della massa della terra sulle radiazioni che lattraversano. Tutti gli idrogeni in questa tabella rappresentano materie con cui abbiamo a che fare studiando luomo.  stata ridotta due volte di scala al fine di includere soltanto gli idrogeni che hanno relazione con luomo, sia con la sua vita esteriore che con la vita interiore del suo organismo.
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D. Questi idrogeni come si collegano con luomo?
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R. Per esempio, lidrogeno 768 rappresenta tutto il cibo che mangiamo; laria che respiriamo  lidrogeno 192 e le nostre impressioni possono essere 48, 24, 12 e persino 6. Abbiamo unenorme gamma di impressioni, ma non abbiamo scelta di aria o cibo. Non possiamo inalare, per esempio, idrogeno 96 perch  fuoco, gas incandescente. Non possiamo mangiare H 384 perch  acqua, e non possiamo vivere di acqua. Vedrete che questa tabella risponde a tutti i vostri requisiti; ci consente di parlare di tutte le materie nella macchina umana e di vedere la loro interrelazione.
E rende possibile connettere luomo con luniverso, in quanto possiamo sapere da quale livello provenga ciascuna materia. Questa tabella degli idrogeni mostra non soltanto la densit di ciascuno di essi ma anche il posto di origine dei diversi strati della materia che si trovano, come  stato spiegato, sotto diverse leggi. Gli idrogeni che provengono da piani sotto un piccolissimo numero di leggi, presso la Volont dellAssoluto, hanno un potere enorme ed enorme energia potenziale.
Cos abbiamo una scala di 12 densit in cui pu essere situata tutta la materia nota alluomo o da questi concepibile. Per le densit inferiori possiamo trovare esempi sia nelluomo che nel mondo attorno a lui. Fino al livello di H 96 o persino 48, esse possono essere studiate fisicamente da chimica, biologia e altre scienze.
Sopra H 48 possiamo studiare soltanto gli effetti psicologici della loro presenza o assenza: conoscere il livello degli idrogeni con cui lavorano i diversi centri. Idrogeni ancora pi alti sono soltanto potenziali nelluomo o esistono in quantit cos piccole che  impossibile studiarle. Lo studio di questi idrogeni superiori nel mondo che ci circonda  anche al di l dei poteri di percezione delluomo n. 1, 2 e 3.
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D. Come vengono riempiti i tre intervalli nelle tre ottave di radiazioni?
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R. Si tratta di un dispositivo cosmico, altrimenti il Raggio non potrebbe esistere. Sono riempiti dalla forza della natura, proprio come lo vedrete nel nostro organismo: alcuni intervalli nel nostro organismo sono riempiti dalla natura, altrimenti non saremmo capaci di vivere.
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D. Un idrogeno consiste di tre elementi cos come di tre forze?
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R. Consiste di tre forze funzionanti tramite tre elementi. Tre forze non possono funzionare senza tre elementi. Un idrogeno  la somma totale.
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D. Le impressioni generano energia?
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R. Esse sono energie in s. Ogni volta che abbiamo unimpressione riceviamo una certa materia. La materia non  separata dallenergia: dove c materia, c energia e dove c energia c materia.
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Desidero darvi un altro diagramma che vi pu aiutare a comprendere le cose. Ho detto che la vita organica  uno speciale adattamento che riempie gli intervalli tra i pianeti e la terra.  creata sotto forma di unottava laterale, o addizionale, che comincia nel sole, sol. Sol diviene do e produce si al livello dei pianeti, e poi tre note, la, sol, fa che sono la vita organica sulla terra. Poi il mi di questa ottava laterale entra nella terra e il re nella luna.
Quindi la vita organica non appartiene allottava principale ma a questa ottava speciale che comincia nel sole. Non sappiamo cosa il do e il si di questa ottava significhino. Di tutta questa ottava conosciamo solamente la, sol, fa e mi. Persino circa il re tutto quello che sappiamo  che quando qualunque cosa muore  un uomo o uno scarafaggio  la sua anima va alla luna. 
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D. Quando dite che sappiamo ci che  mi, intendete la terra?
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R. No, tutto va nella terra: il corpo fisico, tutta la materia fisica alla morte va nella terra.
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D. Le anime sono create per ciascun organismo?
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R. Il corpo nasce e al tempo stesso nasce anche lanima; essa  semplicemente parte del corpo, invisibile, sconosciuta alla medicina, alla fisica e alla chimica. Senza di essa per il corpo non pu esistere. Quando il corpo muore, lanima  libera ed  attratta da quel grosso elettromagnete che  la luna.
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D. Ancora non comprendo linfluenza della vita organica tra pianeti e terra. Agisce in entrambe le direzioni?
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R. Cercate di cominciare da ci che potete comprendere, in seguito la vostra comprensione crescer. Nessuno comprende tutto immediatamente. Comprendere significa collegare. La vita organica trasferisce influenze planetarie alla terra. In realt il processo si svolge in entrambe le direzioni, ma noi non possiamo vedere nessuna delle due. Dobbiamo accettarla come una teoria, ma possono essere trovate analogie.
Possiamo vedere come la vita organica trasformi influenze provenienti dal sole e quale grande parte essa abbia nella struttura della crosta terrestre. Per esempio, il suolo nero  il risultato di lombrichi; il petrolio  il risultato di un agglomerato di pesci e di organismi marini; il carbone  il risultato di foreste; il calcare, le isole coralline, sono tutti il risultato della vita organica che rimane nella terra. Ci mostra come mi entri nella terra.
Tutto questo  mi dellottava laterale di cui la-sol-fa  vita organica quando  vivente. Ci mostra come la vita organica trasformi le influenze del sole. Non sappiamo come trasformi le influenze planetarie, ma possiamo prendere lanalogia delle influenze solari. Questo mostra che la vita organica  collegata sia con i pianeti sia col sole e trasforma le influenze planetarie proprio come trasforma le influenze solari.
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D. Il Raggio di Creazione  meccanico?
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R. Non lintero Raggio. Quando esso arriva a noi, certamente tutte le leggi sono meccaniche sul nostro piano.
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D. Come  possibile che un Raggio meccanico possa creare una macchina che  capace di arrivare a una volont permanente?
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R. Dovete rammentare che il Raggio di Creazione comincia consapevolmente, e nel punto di partenza esistono evidentemente piani per ogni cosa, oppure alcuni piani possono gradualmente svilupparsi pi in basso. Ma nelle 48 leggi che funzionano sulla terra ci sono tre leggi da Mondo 3, che  sotto la volont diretta dellAssoluto. Leggi provenienti da piani differenti non sono egualmente meccaniche; alcune sono pi meccaniche, altre meno. Se prendiamo lottava laterale che comincia dal sole  lottava della vita organica  vedremo che il sole  molto superiore alla terra ed  evidentemente possibile creare in questa ottava possibilit di sviluppo.
Quindi luomo, se pu essere considerato come un seme, ha in s la possibilit di crescere. Egli non  soltanto ci che pare; c qualcosa in lui che non pu essere visto: questa occulta possibilit di evoluzione. Possiamo comprendere questa relazione di pi meccanico e meno meccanico soltanto in noi stessi. Sappiamo quanto siamo meccanici e che se lavoriamo possiamo divenire meno meccanici. Questa  lunica maniera per studiare la meccanicit.
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D. Se luomo, come parte della vita organica, adempie uno scopo nello schema delluniverso, quale scopo ulteriore pu assolvere acquistando consapevolezza?
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R. Questo dipende da ci che vogliamo. Potete essere soddisfatti di certi scopi della natura, oppure potete avere le vostre proprie idee. Divenendo consapevoli potete servire il vostro proprio fine, ma se non siete consapevoli, servite solamente gli scopi della natura. La natura vuole che luomo sia come  in questo posto. Questa  la ragione per cui solamente pochi possono evadere e possono farlo perch luomo  piccolissimo.
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D. Quindi voi affermereste che 99 persone su 100 hanno i dadi truccati contro di loro?
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R. Non esistono statistiche precise su ci. Una piccolissima minoranza ha possibilit di sviluppo.
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D. Ho compreso che lAssoluto non pu saper nulla delluomo.  assurdo credere che ci possano essere poteri sostitutivi capaci di avere un interesse nelluomo?
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R. Non necessariamente poteri sostitutivi, ma forse poteri speciali. Non c dubbio che ci debbono essere poteri che hanno un interesse nelluomo, ma non abbiamo contatto diretto con essi. Non li conosciamo intellettualmente e non sappiamo lapproccio ad essi. Appaiono in questa piccola ottava che ha inizio nel sole. Il sole produce do al suo livello e si al livello dei pianeti. Queste due note sono lorigine della vita organica e probabilmente il suo principio controllore. Perci quando sappiamo cosa sono do e si, conosceremo questi poteri. Ci sono due cose che dobbiamo sempre ricordare a proposito di questa piccola ottava laterale. Prima:essa non  commensurabile col Raggio di Creazione perch si trova su una scala completamente diversa; seconda: dobbiamo sempre ricordare di non sapere cosa siano il do e il si di questa ottava. Se pensiamo che la vita  cominciata qui sulla terra mediante un qualche processo, possiamo credere di sapere ci che essa sia, ma se sentiamo che non comincia sulla terra, ci rendiamo conto di non saperlo. 
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FINE Parte 2.